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Musica

Qui nessuna conversazione sara' off-topic: tutti gli argomenti sono ammessi (eccetto quelli che rientrano negli altri forum).

Messaggioda IlGiovaneIko il mer gen 04, 2017 4:06 pm

Ancora un paio di pensieri sul tema.

Il concetto espresso da Raf di musica colta trova un parallelo perfetto nella musica elettronica. Per mancanza di mezzi all'epoca il compositore scriveva le parti per ogni strumento di un'intera orchestra, per arrivare a "dire" quello che voleva. Oggi un compositore elettronico ha a disposizione un'intera orchestra cui fare esprimere il proprio prodotto, e "scrive" le parti che rimangono fisse ed immutate (perchè campionate) nelle esecuzioni effettuate fondamentalmente da una macchina invece che da musicisti umani.

I veri eredi della musica colta sono i maledetti produttori di house :lol:

Altra musica, definita normalmente leggera, che potrebbe tranquillamente stare nella definizione di colta suggerita da Raf è buona parte del prog, dove non esistono praticamente improvvisazioni, ma che è sostanzialmente basata su obbligato e dove le strutture si discostano pesantemente dalla canzone o anatole.

Un'ultima cosa che mi viene in mente è che quando ho visto Lang Lang suonare con l'orchestra RAI (diretta da Valchua) il concerto per pianoforte e orchestra di Tchaikovsky, mi è venuto da considerare che metà di quella roba lì sullo spartito non c'era.

Alla faccia della musica esatta.

E poi quoto Lollo che ha detto meglio di me quello che intendevo io. La musica rimane o non rimane ed è una questione personale. Se ci tenete a creare delle divisioni tra colta leggera etnica sperimentale rumoristica scorreggiona, a me non interessa.

Piss & love
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Messaggioda bumbato il mer gen 04, 2017 4:46 pm

proviamo a mettere ordine qui Immaginefacciamo i nostri bravi contenitori e poi mettiamo l'etichetta.
Ma come vogliamo dividere? per forma o per colore? Scegliere di farlo per un criterio o per l'altro è discriminatorio, partigiano, equivocabile, opzionale, lasciato al libero arbitrio.

Qunado classifichiamo non facciamo altro che prendere dei grossi contenitori e applicarvi delle etichette.
L'etichetta è solo una nostra semplificazione, e il contenitore ha una funzione classificatoria, con la sua etichetta appiccicata, ma dobbiamo ricordarci che poi è errato attribuire all'etichetta il senso dell'oggetto in quel contenitore.
Il jazz ha conosciuto la musica classica, ne ha avuto commistione, ma questa cosa non era necessaria per farlo separare dalla musica ballabile e di ascolto evoluto per i cultori del genere, e per renderlo ostico ai molti che vogliono le cose semplici, almeno, questo vale per alcune derive del Jazz.

:arrow: :arrow: :arrow: https://www.youtube.com/watch?v=zQZmVx0xf9U
la legge è uguale per tutti, sia per quelli che vanno in pensione misera a 70 anni
sia per quelli che dopo 4 anni e 6 mesi d'assenteismo in parlamento prendono la pensione.

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Messaggioda IlGiovaneIko il mer gen 04, 2017 4:59 pm

Ma che bello quel filmato, Bumbato. Grazie!
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Messaggioda bumbato il mer gen 04, 2017 5:20 pm

ciao Iko, ciao Vit, Buon Anno. :)
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Messaggioda vit vit il mer gen 04, 2017 5:31 pm

Ciao Bumby,non sono molto il tipo dai saluti sperticati....quindi ciao a tutti.
NOn dimentichiamo comunque la musica contemporanea,di ambito "colto" ma che prevede l'alea,l'improvvisazione,la musica riprodotta,la musica concreta ecc Quindi,ma potrei sbagliarmi,le affermazioni iniziali sono corrette ma non troppo.
Suono come sono
Ma....
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Messaggioda raffaele il mer gen 04, 2017 5:48 pm

bumbato ha scritto:proviamo a mettere ordine qui Immaginefacciamo i nostri bravi contenitori e poi mettiamo l'etichetta.
Ma come vogliamo dividere? per forma o per colore? Scegliere di farlo per un criterio o per l'altro è discriminatorio, partigiano, equivocabile, opzionale, lasciato al libero arbitrio.

Qunado classifichiamo non facciamo altro che prendere dei grossi contenitori e applicarvi delle etichette.
L'etichetta è solo una nostra semplificazione, e il contenitore ha una funzione classificatoria, con la sua etichetta appiccicata, ma dobbiamo ricordarci che poi è errato attribuire all'etichetta il senso dell'oggetto in quel contenitore.
Il jazz ha conosciuto la musica classica, ne ha avuto commistione, ma questa cosa non era necessaria per farlo separare dalla musica ballabile e di ascolto evoluto per i cultori del genere, e per renderlo ostico ai molti che vogliono le cose semplici, almeno, questo vale per alcune derive del Jazz.

:arrow: :arrow: :arrow: https://www.youtube.com/watch?v=zQZmVx0xf9U




Cos'è sta storia dei saluti ad personam? Una settimana di sospensione! :D
Scherzo, appena ho tempo mi vedrò il video.
Comunque non si tratta solo di etichettare ma di capire cos'è la musica e cosa si sta suonando prima ancora di tirarsela troppo :D
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Messaggioda raffaele il mer gen 04, 2017 5:52 pm

vit vit ha scritto:Ciao Bumby,non sono molto il tipo dai saluti sperticati....quindi ciao a tutti.
NOn dimentichiamo comunque la musica contemporanea,di ambito "colto" ma che prevede l'alea,l'improvvisazione,la musica riprodotta,la musica concreta ecc Quindi,ma potrei sbagliarmi,le affermazioni iniziali sono corrette ma non troppo.



La musica contemporanea può essere classica, leggera, etnica o quello che vuoi ma non classifica niente, ci dice solo che appartiene ad un epoca ben precisa.Stop.
Il mondo è diviso in epoca antica, epoca moderna ed epoca contemporanea.Se vogliamo capirci usiamo il linguaggio adeguato altrimenti, come succede spesso, si fa confusione, non ci si capisce e non si arriva a niente e a volte qualcuno poi strippa :D :D :D
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Messaggioda vit vit il mer gen 04, 2017 6:26 pm

Mi riferisco a quest"accezione universalmente conosciuta
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Musica_contemporanea

Altrimenti rientrerebberonella categoria anche Beyonce o gli Ac/Dc.
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Messaggioda bumbato il mer gen 04, 2017 6:51 pm

ho solo salutato chi mi appariva come visualizzante poco dopo che ho scritto. :D
ovviamente salutoni e Buon Anno a Tutti.

se si tratta di sapere cosa è la musica ho definizioni, se piacciono:

musica: linea vera, custodita internamente, che ha possibilità di uscita, a seguito di impulisi.

musicista: colui che sa ascoltare*

Ascoltare non è riferito all'udito, ma al senso ampio.
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Messaggioda vit vit il mer gen 04, 2017 7:25 pm

bumbato ha scritto:musica: linea vera, custodita internamente, che ha possibilità di uscita, a seguito di impulisi.



Questa non l'ho capita,ma poco importa,come poco mi importa dell'etichetta(ma non nascondo che sono utili).

Ecco, la ricerca della musica contemporanea(non dell'esempio Raffaeliano)manca tanto,tanto alla musica corrente(e qui intendo quella che passa per i media) che come dicevo cerca di piacere ma senza essere pregnante e di peso.
E me ne dispiaccio perche' musicisti illuminati ce ne sono,e quando capita la scintilla esce sempre.......

..................continua......
Ultima modifica di vit vit il mer gen 04, 2017 7:57 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda bumbato il mer gen 04, 2017 7:38 pm

vit vit ha scritto:Questa non l'ho capita

provo a essere discorsivo.

il musicista non potrebbe essere tale se non avvesse capacità d'ascolto. ascoltare, gli altri e sè.
è la base, il fondamento, altrimenti è impossibile essere musicisti.
la goccia che cade emette suono ma non è musicista, non sa ascoltare.
La definizione deve abbracciare tutto l'ambito, quindi non possiamo escludere questa percussionista solo perchè e sorda :arrow: https://www.youtube.com/watch?v=cp2nj9RRo4g
eppure lei sa ascoltare.

La musica non necessita di essere espressa, la si può sentire dentro di sè, e quella è una linea, poichè la musica non può esistere senza svolgimento temporale, quindi se evolve in una dimensione (tempo) è una linea.
Ma che tipo di linea? quella vera, poichè se nasce dentro di noi è la nostra verità di quello che siamo.
Ma non è detto che lì resti, infatti ha possibilità d'uscita da noi, ed è esprimibile all'esterno, mediante gli impulsi atti a produrla.
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Messaggioda Lisander il mer gen 04, 2017 10:19 pm

Ciao a tutti :)

Il buon lollo ha riassunto ciò che vale anche per me, fino ad un certo punto almeno.

La cosa più fastidiosa è essere etichettati, considerati, rispettati o meno a seconda della musica che si ascolta e più generi ascolti, più probabilità hai di trovare gente in macchina con te che ti dice "cos'è questa merda?"
Ecco perchè spesso preferivo viaggiare da solo, pur con altri 7 posti sul pulmino...
Odio i consigli non richiesti: so sbagliare da solo...

"...Drago Dragoone, con lo spadoone, io ti uccideròoo... io ti kill you!
"PERCHE' LA MUSICA SI ASCOLTA, NON CAMBIA GUARDANDOLA" (cit.)
"Lisander ha ragione" (cit.)
"Oooh... Oooh... Oooh... Foppapedretti... https://www.youtube.com/watch?v=gqTtz5zk2dE "

[i]Yamaha RGX 421pro (1992)/Ibanez ART120 (2009)/Storm LF1250 (2004)/Goya Rangemaster 105 w/tremolo (1967?)/ SX Classic Guitar (?)/ Eko Navajo 12 (1985)/ Storm PGB700 (2001)... e la batteria? Eh...
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Messaggioda vit vit il mer gen 04, 2017 11:46 pm

Lisander ha scritto:Ciao a tutti :)

La cosa più fastidiosa è essere etichettati, considerati, rispettati o meno a seconda della musica che si ascolta e più generi ascolti, più probabilità hai di trovare gente in macchina con te che ti dice "cos'è questa merda?"
Ecco perchè spesso preferivo viaggiare da solo, pur con altri 7 posti sul pulmino...


Vale anche per me,e non per fare lo spocchioso altezzoso,ma io zittisco musicalmente chiunque o almeno il 99,9% delle persone che mi circondano,ma per ospitalità' metto la prima stazione radio che capita.
Semplicemente non mi metto a spiegare come o cosa sto ascoltando(anche se in macchina e a casa i miei ascolti vanno da Harry Partch a Helmet,da John Zorn a Duke Ellington,da Brian Eno a Bjork,da Ravel ai Tool:Ambient,hard rock, swing,be bop, free music,pop,thrash metal,avant rock,avant jazz,contemporanea,world,etnica,tala e musica in solo composta grande ensemble, acustica elettronica casuale e acustica....insomma un po' di tutto. e tutto in modalità' random!!)
Rendiamoci conto che la gente ascolta la musica che gli si propina e come dicevo sopra è già' di per se povera di contenuti.......solo una sana curiosità' e tanto autolesionismo ti può' portare a considerare altri modi di fruire la musica.
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Messaggioda lorenzo il gio gen 05, 2017 1:40 am

non entro nel merito di quale sia la musica colta, quale leggera ecc ecc però penso che la catalogazione in generi e sottogeneri (così come nella letteratura) sia utile e necessaria, almeno come parametro di scelta di chi fruisce la musica (cioè tutti, più o meno). Si sceglie il reparto preferito di un negozio di dischi o di una libreria per mezzo della catalogazione, non è il male assoluto.
Poi subentra la natura umana che è portata a schifare tutto quello che non è in sintonia con il proprio gusto, ma non è questione di etichetta siamo noi fatti male.
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Messaggioda 3bla il gio gen 05, 2017 3:34 am

Bellissima discussione, concordo con coloro che non sopportano etichette musicali, anche se sarete Daccordo con me che una notevole mole di musica ipercommerciale prodotta negli ultimi decenni è da considerarsi senza possibilità di errore pattumiera(mi riferisco alla musica prodotta solo ed esclusivamente per fare soldi ed ascolti, ci siamo capiti), anche perché ha provocato un danno notevolissimo e difficilmente recuperabile, ha cioè totalmente disabituato le masse all ascolto ed all accoglimento di un qualsiasi prodotto artistico un minimo più ardito della media, dettandone anche i tempi e la durata(una volta un pezzo poteva durare anche di più, ora è vietato dal business)....con questo intendo dire che qualsiasi genere può esprimere genio ed arte, ma dipende dalle motivazioni che muovono l artista che lo fa.(i soldi è basta in questo caso)
Come detto in un intervento precedente la massa subisce la musica che gli viene propinata, infatti prima dell avvento del rock, la gente non solo ascoltava jazz ma lo ballava pure come se niente fosse, era stata abituata così e non si sognava nemmeno di considerare il jazz questa cosa così complicata come pare a noi oggi(lo ballavano ancora quando era già ben complicato, non mi riferisco solo a quello dei primi tempi)..quindi viene da chiedersi: chi è che decide cosa propinare?
Poi c'è la questione della distinzione tra musica colta e non...noi questa distinzione possiamo anche eliminarla, ma dobbiamo tenere conto che a livello istituzionale, in Italia, questa distinzione non solo è ben viva, ma determina tutti i finanziamenti (spettacoli,scuole, eventi importanti)e le programmazioni televisive...per farla breve i soldi se li piglia la musica colta e certe televisioni nazionali danno decine di ore di musica classica senza mai, e dico mai, passare un concerto jazz, rock, sperimentale o quello che volete(a parte a volte alle tre del mattino, come se fosse sconveniente), quindi si tratta non solo di una distinzione ideale, ma di una concreta diversità di considerazione dell arte da parte dello stato che determina, nel caso dell Italia, una inesistenza del mestiere di musicista non classico,che è infatti portato avanti come figura nel 99,99 per cento dei casi da persone che poi fanno un altro mestiere..
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Messaggioda raffaele il gio gen 05, 2017 9:40 am

Bravi, ho letto tante cose interessanti ed è difficile trarre una conclusione visto i diversissimi punti di vista che però avvalorano una tesi ossia che il batterista, come esecutore, vede la musica classica scritta come il gatto vede l'acqua.Forse è anche per questo che data la innegabile "pazzia" del batterista che nonostante possa saper leggere spesso se ne sbatte e ci da di suo, è sempre, o quasi, stato escluso dalla musica classica tranne alcune sporadiche apparizioni create dai più avventurosi e creativi compositori ma è un dato di fatto: al batterista non piace seguire lo spartito pedissequamente e difficilmente fa sempre la stessa cosa :D .Cosa assolutamente aborrita dai puristi della musica colta, la classica per eccellenza. Non tiratemi pietre perchè sapete benissimo che è così.Poi le inflessioni di tempo che in tante composizioni esistono( da bach a mozart la lista è infinita) renderebbero difficilissima l'esecuzione alla batteria che normalmente pur con tutte le doti del caso mal sopporta i cambi repentini di velocità a seconda dell'umore del direttore.
Giusto anche il discorso della classica elettronica, ma classica è, così come quello di avere in repulsione ogni forma di etichetta ma bisogna sapere cosa si suona oppure chiamiamola tutta musica per poi definirla ugualmente di serie A, B, C o per liquidare il tutto bonariamente con una: basta che sia suonata bene.Giusto anche il discorso dei negozi che vendono cd (benedetti quelli che ancora comprano cd e non vanno a sbafo con masterizzazioni pirata) e che per facilità di reperimento classificano i reparti in classica, leggera, jazz, pop, etno ecc ecc.Classificazione però a mio avviso più commerciale che di onestà musicale.

Bene abbiamo toccato e chiuso il campo delle definizioni(che comunque rimane aperto perchè nessuno di noi ha la verità in pugno in ordine alla "vera" classificazione della musica ed ognuno, specialmente i batteristi, la vede un pò come gli pare), adesso possiamo parlare di musica :D :D :D :D :D .
Cos'è la musica? Come la percepiamo? C'è differenza tra il percepirla sotto l'aspetto ritmico rispetto a quello melodico e armonico?...e via dicendo.
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Messaggioda 3bla il ven gen 06, 2017 2:57 pm

Ed io aggiungo, cos è il tiro, la tensione ritmica?
Cos è che fa si che due batteristi, entrambi bravi, quando fanno la stessa cosa possono essere considerati uno con tiro l altro no? Lo chiedo perché me lo sono sempre domandato...
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Messaggioda maver il ven gen 06, 2017 6:58 pm

3bla ha scritto:Cos è che fa si che due batteristi, entrambi bravi, quando fanno la stessa cosa possono essere considerati uno con tiro l altro no? Lo chiedo perché me lo sono sempre domandato...

posso azzardare una mia risposta personale????
la passione.
forse o anche dettata dal favore che si ha per quel tipo o genere di musica.
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Messaggioda 3bla il ven gen 06, 2017 7:17 pm

Potresti avere centrato il punto...in effetti è un ipotesi calzante...sentiamo altri pareri ma mi sa che hai proprio ragione. :)
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Messaggioda Lovehunter il ven gen 06, 2017 8:08 pm

Sul tiro la penso diversamente: e' come il talento, o ce l'hai o non ce l'hai, e' una dote naturale a prescindere dalla passione o meno per il genere, il tiro ce l'hai sempre qualsiasi genere suoni, ci son batteristi che lo hanno sempre, non a caso i piu' grandi ne hanno da vendere, ripeto imho e' un dono naturale, non lo si studia ne si impara.
Lo stare sul pezzo con tiro e' il timing che hai dentro, naturale, che esprimi in ogni pezzo che suoni ed in ogni genere che affronti, se lo hai.
Personalmente, e non lo dico per fare lo sborone, e' una caratteristica che mi ha sempre permesso di entrare in una band, sempre lo stesso commento "hai tiro".
Fateci caso: non esiste nessun libro o scuola o insegnante che insegni o tratti il tema "tiro", proprio perche' essendo una caratteristica naturale (dono) non la si puo' ne insegnare ne studiare.
Di solito si dice, rispetto ad un batterista, questo ha tiro oppure non ha tiro.
E' quella dote che trasforma e trascina il pezzo ad un livello ottimale, creando quel timing all'interno del quale la band si puo' esprimere al massimo.
Ed e' quella caratteristica che differenzia un buon batterista da un'ottimo batterista.
Preferisco in generale di gran lunga un batterista poco tecnico ma con tiro piuttosto che uno bravo tecnicamente ma senza tiro, ed a detta di diversa gente (band) che ho conosciuto, di batteristi tecnici ma con poco tiro ce ne sono diversi, perche' tanti pensano che avere tecnica significhi saper suonare ma non e' cosi'.
Ultima modifica di Lovehunter il ven gen 06, 2017 9:21 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda edmondo il ven gen 06, 2017 8:50 pm

Quoto...
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Messaggioda maver il sab gen 07, 2017 10:51 am

per certi versi.... la passione non s'insegna o ce l'hai o non ce l'hai.... come dire.... riuscire a trasmettere quel "non so che" allo strumento che fa' si di essere diversi l'uno dall'altro..... pur essendo tenicamente poco dotato.
analizzando cio' che scrivi ,lovehunter, posso interpretarlo in questo modo.... non credi?
fantasia, passione, estro..... questo ci contraddistingue.... e non si insegna.
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Messaggioda edmondo il sab gen 07, 2017 11:24 am

QUOTO!!
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Messaggioda 3bla il sab gen 07, 2017 12:41 pm

Quoto pure io, però questo vorrebbe dire che ci sono persone che si sono sbattute fino a diventare tecniche ma per poi essere senza tiro, dunque senza passione...
Cosa li ha spinti ha studiare il loro strumento se non la passione?
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Messaggioda Dark Angel il sab gen 07, 2017 10:35 pm

Scusate l'intrusione, sono nuovo e l'argomento e' interessante, penso che passione e talento non vadano necessariamente di pari passo, non e' detto che chi ha passione poi abbia talento e non e' detto che chi ha passione abbia poi tiro.Secondo me' passione e tiro sono due aspetti diversi.Certo se uno inizia a suonare lo fa' per passione, ma poi bisogna vedere se la passione poi si traduce in abilita' e capacita' di suonare o meno.Ho visto persone mettersi dietro i tamburi con gran passione ma senza aver un minimo di idea di cosa fosse tenere un tempo.

Spesso non si da' importanza a l'unica cosa imho davvero importante e cioe' se uno sa' tenere o meno un semplice tempo, ho sentito ad esempio cantare persone che pur avendo una bella voce non riescono ad andare a tempo col pezzo, sbagliando puntualmente le entrate, gli stacchi ecc.

La differenza la fa' questo semplice aspetto, che abbia studiato o non abbia studiato basta mettere una canzone e sentire con l'ausilio di qualsiasi cosa, che siano mani, piedi, bacchette ecc. se sa' battere il tempo o meno in maniera naturale, la passione, lo studio c'entrano ben poco.

Quante volte ci e' capitato di leggere in un'intervista di batteristi affermati e non che il loro primo approccio e' stato battere il tempo su pentole, cuscini ecc. ecco in quel momento stan parlando del loro talento naturale che poi e' sfociato nella passione per la batteria, ma la prima cosa e' il talento che si e' espresso in loro in maniera totalmente naturale ed istintiva (ecco si puo' parlare di talento come quell'istinto che ti porta all'inizio in maniera del tutto naturale ad approcciarti ad uno strumento, se parliamo di musica e strumenti, altrimenti vale per qualsiasi altro settore come lo sport ecc.), senza manco sapere all'inizio che stavano facendo, di conseguenza poi il genitore ha tradotto questo input regalando il primo kit di batteria, poi arriva lo studio dello strumento e poi se uno e' davvero in gamba ed e' determinato veramente arriva la professione oppure se meno determinato o per altre necessita' prioritarie arriva l'hobby che ti porti dietro tutta la vita.

Per quanto mi riguarda, ad esempio, ho capito di aver talento nel momento in cui o meglio dapprima capendo che lo strumento che mi attirava di piu' sentendo una canzone era la batteria, il ritmo, poi capendo anche solo ascoltando cosa faceva il batterista pur non avendo mai studiato e poi una volta avendo avuto l'occasione di mettermi dietro ad un kit avere la conferma di saper tradurre sul set quelle che erano state le mie intuizioni su come quel determinato pezzo si sviluppava tenendo il ritmo.

Penso che ognuno di noi in ogni cosa che fa' ci metta passione, lavoro a parte, a parte quei pochi fortunati che riescono a mixare le due cose lavoro/passione, detto questo pero' non e' detto che la passione poi si traduca per forza di cose nel saper fare bene cio' per cui abbiamo passione. Si puo' essere ad esempio appassionati di moto ma non saperla guidare, di cavalli ma non saper cavalcare ecc. ecc., quanti sono appassionati di musica e non sanno suonare manco uno strumento.

Ribadisco il concetto che per primo viene il talento e poi la passione , ma senza talento non si va' da nessuna parte, uno puo' studiare quanto vuole ma se alla base non ha il ritmo nel sangue non otterra' mai risultati, a prescindere dalla passione e dall'impegno che ci mette.

Tutti noi abbiamo dato un calcio ad un pallone, poi c'e' quello che ha talento e piu' o meno arriva a certi livelli pro o semi-pro mentre altri rimangono degli onesti giocatori tutta la vita pur manifestando passione per il calcio e praticandolo tutti i gg.
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Messaggioda potter il dom gen 08, 2017 10:25 am

Non mi dite che è un altro account .... :lol:
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Messaggioda IlGiovaneIko il dom gen 08, 2017 10:32 am

Già, questa volta IP fisso diverso dagli altri.
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Messaggioda edmondo il dom gen 08, 2017 10:42 am

E dai, Iko, sii buono....... :) :( :) :)
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Messaggioda raffaele il lun gen 09, 2017 9:55 am

Oggi un pò di relax. Direi che quest'anno la parola d'ordine sarà relax :D (speriamo)
Ho letto talento, passione, groove...
Direi che scrivere cose attorno alla musica è come scrivere cose attorno all'arte, tanto scritto, tante parole, ma l'unica cosa che resta e che conta è la musica suonata e registrata e comunque l'arte in genere quando è creata, non tanto le parole spese su di essa che volano e passano.Ma ogni tanto è bello e fa bene anche parlare d'arte, no?
Credo che la molla che ti fa avvicinare all'arte sia la passione.La passione la intendo come quel moto d'animo che ti spinge verso quella direzione, verso quello strumento, verso un certo tipo di arte.La passione può anche arrivare in tarda età, o essere già nel tuo dna che a volte lo si eredita dai genitori o da antichi avi, fatto sta che senza di essa ovviamente non ci si avvicina all'arte se non di sfuggita e senza dargli troppo peso.
Dunque la passione è ciò che ti spinge a far arte.
Il talento cos'è? Tutto sentiamo, così a pelle, cosa sia il talento, ma quando si tratta di dire cos'è ecco che ognuno la vede un pò come gli pare.Personalmente credo che il talento sia quella cosa che con facilità riesce a farti fare meglio di altri le cose per cui hai passione.Il talento quindi è innato a differenza della passione che si può acquisire anche nel tempo.Però se uno ha talento prima o poi, quando scopre e mette in pratica le proprie passioni si rende conto di realizzarle con facilità e questo è un bene.Il talento però va coltivato, con STUDIO, DISCIPLINA e DETERMINAZIONE, altrimenti non si va da nessuna parte tranne qualche pacchetta sulla spalle e qualche lusinghiera approvazione fatta da amici.
Il groove.Questo particolare argomento riguarda specialmente i batteristi, ma anche gli altri devono averlo.Cos'è il groove? Lo dice la parola stessa ossia è un solco.Un batterista che ha groove (volgarmente si dice che ha tiro) è quello che segue un solco ben preciso senza uscire fuori. A tutti piace far un pò quel che ci pare dietro la batteria.Passione, talento e studio ci portano poi a fare le cose per bene ma non è detta che si abbia un buon groove.Il grovve è un solco ossia un modo di suonare che può essere perfettamente a tempo, oppure un pò indietro o anche un pò avanti ma precisissimo nel sua inesorabile ritmica.Esempi ne esistono tantissimi e non occorre nepèpure che li riporti ma sappiamo benissimo che non importa essere ipertecnici ma basta un leggero ritardo nella battuta, ma sempre costante, per creare un groove personalissimo ed inimitabile.Anche un groove perfettamente preciso sul click del metronomo non è facile, specialmente nei tempi medio lenti, ma riuscire a stare li imperterriti con i fill precisi e a tempo significa avere un perfetto groove.Quelli che tentennano un pò sul tempo sono senza groove anche se hanno tecnica impeccabile e magari ad alcuni piacciono così (non a me). Ma non è neppure poi così fondamentale avere un perfetto groove (quante volte si sentono impennate improvvise di tempo, ma che rendono bene nel contesto del gruppo ad esempio su tutti i police) anche se poi il perfetto groove è quello che a me personalmente piace di più rispetto ai tecnicismi a volte un pò fuori tempo.Meglio la semplicità perfetta che l'ipertecnicismo un pò alla carlona.Se poi l'ipertecnicismo è perfetto (weckl ecc ecc) rimango impietrito, ammirato ed estasiato.Ma poi subentra un altro discorso: il ruolo del batterista. Del resto la batteria è entrata in scena proprio quando il ballo si faceva sempre più scatenato, all'epoca d'oro del primo jazz nero suonato dai neri ma dove non era permesso loro di entrare :D :D :D E qui si apre un mondo.
Ok chiudo che sto andando oltre... :)
raffaele
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Messaggioda maver il lun gen 09, 2017 10:15 am

cmq..... si... puo' essere.... fermo restando che la quadratura, la bravura (tecnica) si impara e come! forse ci metti piu' tempo di altri ma alla fine la impari e bene......forse anche piu' bravo del talentuoso.
basta studiare:
il talentuoso sa' di essere bravo e studia poco o niente rispetto a chi sa' di essere un po' meno fortunato, ed e' qui dove alla lunga il talentuoso perde terreno.(ovvio eccetto casi davvero eccezzionali)
e di esempi al riguardo ne ho avuti tanti! :)
mentre il tiro io lo interpreto come la capacita' musicale e ritmica (semplice) di trasportare ed entusiasmare chi ti ascolta o chi con te suona.... dove probabilmente se vai o non vai perfettamente a 100bpm non gli interessa a nessuno, anzi forse interessa a chi invece non si lascia trasportare ed ha,magari,un'avversione a quel tipo di musica e puo' solamente criticare la non tecnica del musicista.
la diversita' sia opinionistica sia di fatto e' la piu' grande fortuna che si possa avere..... aiuta a migliorarsi sempre piu'.
:)
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tutt'ora continuo con pentola e mestolo..... bho'! unn'ho inteso eh?!?!?
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