Tentare di costruire un tamburo con fascere di legno(Quelle che danno la forma iniziale al Parmigiano-Reggiano),ma dato il loro andamento leggermente a spirale non riuscivo a ottenere un fusto rotondo...Ci attaccavo un pezzo robusto di cellophan,con le puntine

e poi PATAPIM,PATAPUM...
Poi scoprii i fustini da detersivo(Allora erano cilindrici),col coperchio di plastica ci facevo il freesbee,e suonavo il fustino picchiando sul fondo...Poi applicai un cellophan,tirandolo con dello spago,e quello fu il mio primo tamburo...
Passarono gli anni,e comprai le mie prime bacchette che non avevo nemmeno uno straccio di tamburo su cui picchiare,e mi"allenavo"sulle cosce,ma azz,alla fine mi ritrovavo certe "liste" che sembrava fossi stato preso a frustate...Nononono...Molto meglio sfasciare l'impagliatura delle sedie di casa

.Quando in casa non c'era nessuno,posizionavo sedie,libri e qualunque giamburlano potesse dare vita alla batteria della mia fantasia

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Il primo gruppo...Ci entrai come tastierista,nel mio curriculum avevo fuso 2 Bontempi e acquisito quasi l'usucapione di un Hammond di amici di famoglia

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Una sera che il batterista non c'era,chiesi agli altri se potevo andarci io alla batteria e telefonai a casa sua per chiedergli se potevo provare la sua batta,promettendogli che avrei usato pi? cautele che con un neonato,mi rispose di si...Gli altri,alla fine mi dissero che avevo davvero il senso del ritmo,e che se volevo passare alla batta...Per? non mi sembrava corretto nei confronti del batterista,perci? rimasi alle tastiere,e in subordine,batterista di scorta...Poi il gruppo si sciolse...Fu una parentesi brevissima(Poi ci furono altre avventure musicali

)ma la prima volta che mi sedetti alla batta fu una storia talmente libidinosa che VENNI NELLE MUTANDE

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