
Demian. ha scritto:Ciao a tutti, un altro topic un po' tecnico, ma credo interessante. Mi piacerebbe che scambiassimo alcune idee sull'indipendenza degli arti sul drumset, ovvero, quali tipi di esercizi facciamo per migliorare la coordinazione, quali di questi ci sono sembranti pi? difficili di altri, quali benefici nel breve e nel medio periodo abbiamo avuto ecc. ecc. Una richiesta anche a coloro che prendono lezioni, potete postare alcuni esercizi insegnati dal vostro maestro, oppure per i cultori dei libri, quele di quelli che avete letto vi ? sembrato pi? adeguato per migliorare i vostri movimenti. Io ho appena ordinato online il libro "Exteme independence" pare che sia abbastanza ferrato sull'argomento.
ciao
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Amateurs practice till they get it right. Professionals practice till they can't get it wrong
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theater ha scritto:esercizi molto belli per l indipendenza a mio avviso riguardano lo studio degli ostinati
es base samba baiao tumbao coi piedi........figurazioni di sedicesimi su tutto il set con spostamento di accenti e formulazioni di fraseggi armonici con le mani
oppure gli stessi fraseggi gli puoi eseguire suonando gli accenti sul rullante con la mano sx...e con la dx tieni un ostinato sul ride che puo esser un semplice accompagnamento in ottavi ..o in sedicesimi in battere e levare......credo che questo genere di esercizi sviluppino una buona indipendenza e un ottima coordinazione armonica.......in questo periodo mi sto dedicando molto a questo genere di cose..notando miglioramenti notevoli
<font color="red">sono studi non prorio basilari ma con un po di pazienza e costanza daranno grandi soddisfazioni</font id="red">
provare per credere![]()


theater ha scritto:dimenticavo anche di annovereare tutti i titpi di incastri tra tutto il set...........ne ho alcuni veramente paurosi![]()

Pippo ha scritto:Ho studiato a lungo (e continuo a farlo) l'indipendenza o, per meglio dire, la coordinazione (o interdipendenza). Esistono moltissimi metodi sull'argomento, ma gli approcci sono essenzialmente di due tipi: quello sistematico (tipo "4-way coordination") e quello musicale (tipo Chapin, Riley o altri). Io tendo a preferire il secondo. Un ottimo metodo ? quello di Alan Dawson, descritto da John Ramsay ne "The complete drummer's vocabulary", e consiste nell'interpretare "Syncopation" (ed in particolare gli Esercizi 1-8) di Reed. Le interpretazioni possibili sono decine e decine. La pi? semplice ?
1) mano destra porta lo swing sul ride
2) hi-hat su 2 e 4
3) cassa in 4
4) mano sinistra suona la linea melodica
fino a cose molto pi? complesse, come ad esempio
1) mano dx swing sul ride
2) hi-hat suona le note "corte" della melodia (ottavi)
3) cassa suona le note "lunghe" della melodia (ottavi puntati, quarti, ecc)
4) mano sx riempie le pause in terzine di ottavi...
Ramsay definisce questo esercizio a "true coordination challenge". Io lo faccio bene su tempi non troppo veloci (fino a circa 140 bpm), poi perdo precisione.
Trovo utili anche esercizi di base su ostinati: per esempio, le mani suonano paradiddle - da pernmutare ed accentare eventualmente - e i piedi portano un ostinato di bossa nova (bum-chick-bumbum).
Occhio perch?, come giustamente osserva John Riley, chi - come me - ha passato centinaia di ore a fare esercizi di indipendenza, a un certo punto rischia di perdere precisione sulle cose pi? semplici e in particolare sugli unisoni mani-piedi, facendo "flam" dove non servono. Io per esempio ho ancora un problema di precisione sugli unisoni sul primo e terzo movimento...


Demian. ha scritto:Volevo chiederti se stai facendo qualcosa in particolare per migliorare l'imprecisione negli unisoni.
Raffaele ha scritto:Quello che dice Pippo mi piace molto e devo dire che ogni volta che posta, per me ? imparare sempre qualcosa che non sapevo...questo mi spinge a curiosare ogni tanto nei topic...
Personalmente l'ineipendenza ? riuscire a suonare quello che hai in testa senza sforzi e senza troppe imprecisioni.A tal fine ritengo cosa utilissima lo studio dei tempi caraibici (cascara, mambo, afro-cubano ecc..) , brasiliani (samba, afoxe, ecc...), Jazz ( con spazzole comprese sino a velocita di fondo metronomo), funky e rock regolare (per la precisione dei colpi)...Non occorrono particolari metodi al di l? di quello che riuscite a trovare in rete a riguardo di questi ritmi, in pi?, la vostra gfantasia li adatter? alla vostra personalit?.Dopo alcuni anni di questi studi riuscirete a suonare tutto quello vi passa per la mente ma...poi ci sono gli studi di mero esecutore, e qui sono guai.Allora deve essere studiato anche un p? di armonia, di divisione del tempo e di lettura dello spartito.Dopodich? siete musicisti completi...Io sto ancora studiando nonostante la mia veneranda et? quarantennale![]()


Raffaele ha scritto:Giuste osservazioni ma ti faccio notare che chi ha scritto i metodi ha usato un suo criterio di insegnamento e francamente penso che, aldil? dall'inizio dei primi studi dove necessariamente occorre una guida (maesto o metodo per rudimenti...)raggiunto lo stadio della conoscenza dei rudimenti e del saper tenere le bacchette bene in mano, il passo successivo si raggiunge come spiegavo prima e quindi lavorando sulle proprie capacit? tecniche utilizzando come guida per l'indipendenza degli arti i tempi vari(magari presi anche da metodi vari, perch? no).Almeno per me ? stato cos? e, modestia a parte penso di aver raggiunto una discreta indipendenza proporzionata al tempo di studio dedicato allo strumento ma basata sullo studio dei ritmo originali (samba, cubano, funky, jazz ecc.).
Per quanto riguarda la fantasia devo purtroppo trovarmi ancora in disaccordo con te:per me la fantasia ? utilissima per lavorare con piacere sullo sviluppo dell'indipendenza ancorato ad una sempre maggiore creativit? altrimenti si rischia l'automatismo fine a se stesso e comunque freddo e sterile.
Poi, dimentichi l'altro discorso: lo studio dell'armonia, della divisione del tempo, della lettura dello spartito.Questi studi servono eccome per la disciplina e quindi, per non essere troppo "creativi" a scapito dei brani altrui ma soprattutto per diventare completi musicisti in grado di suonare brani altrui senza troppi problemi legati al proprio ego, sono utilissimi.
Il discorso andrebbe ampliato ma credo di averti gi? rotto le balle abbastanza se sei arrivato a leggere sino qui.Ciao!


Demian. ha scritto:Sto provando a mettere insieme i consigli dati da Lollo e Liuz. Cio?, paradiddle coi piedi, per passare con le mani da ddss, a tenere il tempo in quarti, in ottavi, sedicesimi a due mani e sedicesimi con la mano destra. Non ? per niente male.

Liuz ha scritto:Demian. ha scritto:
Sto provando a mettere insieme i consigli dati da Lollo e Liuz. Cio?, paradiddle coi piedi, per passare con le mani da ddss, a tenere il tempo in quarti, in ottavi, sedicesimi a due mani e sedicesimi con la mano destra. Non ? per niente male.
Grazie, grazie![]()
Riguardo al dicorso esercizio- fantasia anche secondo me ? meglio fare esercizi gi? "pronti"e poi svilupparli con il propio gusto e fantasia.Io per? nei primi tempi ho trascurato un p? questo aspetto concentrandomi solo sulla tecnica e su alcuni esercizi di indipendenza e adesso mi trovo in difficolt? quando devo "inventare".


Pippo ha scritto:Il secondo libro di John Riley, "Beyond bop drumming", contiene degli utilissimi esercizi mirati proprio a correggere questo problema - e infatti sento molto la "frizione" specie a tempi veloci. Un'altra cosa che faccio spesso ? quella di portare tempi molto semplici curando per? moltissimo la precisione esecutiva e metronomica.Demian. ha scritto:Volevo chiederti se stai facendo qualcosa in particolare per migliorare l'imprecisione negli unisoni.

qualcuno ha scritto:
sono sempre stato affascinato dal metodo di riley....posseggo il primo...e a dir la verita volevo comprarmi anche il secondo...che ne pensi del secondo volume ?.....mi interessa sopratuto per lo studio dei tempi dispari nel jazz....

Demian. ha scritto:qualcuno ha scritto:
sono sempre stato affascinato dal metodo di riley....posseggo il primo...e a dir la verita volevo comprarmi anche il secondo...che ne pensi del secondo volume ?.....mi interessa sopratuto per lo studio dei tempi dispari nel jazz....
Io non lo conosco, vi va di descrivermi com'? strutturato e che tipi di esercizi ci sono?? Grazie ragazzi
Pippo ha scritto:Il secondo ? MOLTO pi? complesso del primo.
Inizia col parlare di "comping" pi? aperto e indipendente prima a tre voci (charlie, cassa, rullante) e poi a 4 (con piatto "libero"). Poi parla di metro variabile (3 su 4, etc). Poi analizza a fondo il ruolo delloa sezione ritmica in un disco di Marsalis (con Jeff Watts alla batteria). Poi approfondisce il "soloing" con esempi trascritti da Elvin Jones, Tony Williams e Bob Moses. Ci sono esercizi anche sugli "uptempo" e sul cross sticking. Infine, analizza le canzoni contenute nel CD (con e senza batteria).
Insomma, una meraviglia di libro. OBBLIGATORIO.Demian. ha scritto:qualcuno ha scritto:
sono sempre stato affascinato dal metodo di riley....posseggo il primo...e a dir la verita volevo comprarmi anche il secondo...che ne pensi del secondo volume ?.....mi interessa sopratuto per lo studio dei tempi dispari nel jazz....
Io non lo conosco, vi va di descrivermi com'? strutturato e che tipi di esercizi ci sono?? Grazie ragazzi

Raffaele ha scritto:fai cos? ogni otto battute (per contare le battute c'? un sistema infallibile: 1 2 3 4 -2 2 3 4-3 2 3 4- 4 2 3 4 ecc.)
Ciao!

Cann ha scritto:Raffaele ha scritto:
fai cos? ogni otto battute (per contare le battute c'? un sistema infallibile: 1 2 3 4 -2 2 3 4-3 2 3 4- 4 2 3 4 ecc.)
Ciao!
Sembra troppo macchinoso. Alla fine con l'abitudine i giri li senti senza dover contare.
Quanto all'indipendenza. Un batterista inglese di nome Geoff Nicholls insegna in un video corso questo esercizio: si tengono per esempio con la dx gli ottavo in 4/4 e con la sx stesso tempo in 3/4. Nn ? dificile ma ci vule pi? conocentrazione se lo si prova tra i diversi arti e se lo si inserisce in un ritmo.

Cann ha scritto:Raffaele ha scritto:
fai cos? ogni otto battute (per contare le battute c'? un sistema infallibile: 1 2 3 4 -2 2 3 4-3 2 3 4- 4 2 3 4 ecc.)
Ciao!
Sembra troppo macchinoso. Alla fine con l'abitudine i giri li senti senza dover contare.
Quanto all'indipendenza. Un batterista inglese di nome Geoff Nicholls insegna in un video corso questo esercizio: si tengono per esempio con la dx gli ottavo in 4/4 e con la sx stesso tempo in 3/4. Nn ? dificile ma ci vule pi? conocentrazione se lo si prova tra i diversi arti e se lo si inserisce in un ritmo.

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