Allora, la madre va nell'altro afoso scompartimento e restiamo io, la figlia, la zia e la zitella. Dopo aver guardato un po' le bocce della zia (e aver suscitato una qualche irrazionale competizione nella nipotina, che si era sentita elevata al grado di donna), fisso la tipa negli occhi (bellissimi, glaciali, purtroppo nella foto li aveva chiusi per lasciarmi guardare le tette con una scusa morale accettabile) e per farle capire, scendo sulle tette e mi metto a guardarle (ripeto, non aveva il vestito da panico della foto). Lei si china a "grattarsi la gamba" intrattenendomi decisamente, approfittandone per guardarmi il pacco (che si aspettava? un'eruzione?

).
Torna la madre e le due ridacchiando (mai vista tanta malizia, GIURO) conversano in russo. La figlia vuole rimettersi sulla madre, e la madre tentenna un po' guardandomi.
Di cambio io le fisso le belle tette (si capisce da dove ha preso la fanciulla). Lei si siede, dice due cose alla figlia, e la figlia esce con un sacchetto.
Dentro di me stavo dicendomi "vabb? c'? ancora sto gran pezzo di donna" quando volto gli occhi sul corridoio e mi arriva questa con sto vestito facendomi l'occhiolino, incespicando e abbassandosi... insomma, il messaggio era chiaro.
Si risiede a fianco della madre e le si sdraia in grembo.
A quel punto, gi? focoso, la madre
le mette una mano sulla tetta e io, davvero, se fossimo stati solo noi tre, al bando tutto, le avrei fottute l? seduta stante, con una bandierina dell'italia tra i capelli e urlando l'inno nazionale. Ma, sfiga vuole, la vecchia di merda (sicuramente invidiosissima) si desta dalle letargiche e falsissime letture della settimana enigmistica e dice qualche stronzata per richiamare l'attenzione.
C'? un calo di pressione sfortunatissimo, che rimedio con qualche occhiata sbarazzina (eravamo arrivati a Parma e il tempo stringeva dannatamente). Fatto sta che la madre, gran porcona, si pente d'avere una maglia a collo alto per non mostrare l'armamentario, ma si era chiaramente inturgidita e avrebbe meritato una bella poppata prenatal da parte del sottoscritto.
In quel momento quel fiore di ragazza di mette a sedere e io le guardo tra le cosce e la guardo negli occhi (tutto sotto l'attenta supervisione della madre sorridente e immagino decisamente bagnata), lei, da ragazza intelligente e sensibile capisce, e io non so come, con uno strano movimento di gambe si mette a posto la gonna lasciandomi
guardare il paradiso (quella troia non si era cambiata le mutandine!). A quel punto stavo per cedere all'impulso di aprirle quelle cazzo di cosce e provvedere a darle il benvenuto ufficiale del corpo pulizia intima italiano quando quella vecchia di merda, lurida e bastonabile, mi comincia a guardare odiosamente.
La cosa figa ? che avevo 3 coltelli in tasca, che avevo recuperato dallo zaino nel quale li avevo messi x il check dell'aereoporto, e davvero... ho sognato l'estasi accecante dell'omicida arrapato.
Fatto sta che procede ad un altro paio di mosse, praticamente facendosi vedere in tutta la sua esuberante bellezza di ragazza che ha appena scoperto la propria potentissima arma, e giungo a modena, alzandomi pesantemente (quindi sbattendo il pacco a 2 cm da madre e figlia, madre che mi aveva messo il culo tanto vicino dal naso da farmi rinvenire dal viaggio di merda che avevo fatto fino a quel momento), prendo il mio zainone ed esco. La madre (la figlia non ho avuto cuore di riguardarla, mi sarei messo a piangere) esce precipitosamente chiedendomi se il mio zaino fosse pesante (avete certamente in mente quando le donne fanno questo tipo di moine e che voce arrapante usino quando premono su codesto tasto) e io le rispondo con faticosa tranquillit? che sono 30kg che devo necessariamente portarmi appresso.
La trapasso l'ultima volta con gli occhi, giusto per farle capire cosa avremmo fatto tutti e tre (e anche la zia, che aveva preso gusto al giochino) se ci fosse stato pi? tempo e quella vecchia di merda tra i binari, lei capisce, si passa una mano tra le tette (e si vedono perfettamente i capezzoli inturgiditi) e torna nella cabina.
Io, e lo dico con fierezza, non ho pianto, non mi sono cacciato giu i calzoni affogandole tutte, ma sono sceso a terra respirando lentamente e costatando che riesco, quando devo, a mantenere una disciplina ed un'autocontrollo pazzesco.
che poi, ora che ci penso, quando il viaggio era appena cominciato, la madre avendo caldo si era sparsa dell'acqua che aveva in una bottiglietta sui capelli, sul viso, e come non osavo sperare, sul petto... dio dio dio dio
E ora staranno entrambe prendendo chiss? quale antologia di cazzi!
La cosa pi? bella ? stata l'impressione che bramassero un iitaliano da fagocitarsi il prima possibile, in quanto appena entrato tutte e tre, senza alcuna pruderie, mi guardavano e parlavano in modo estremamente disinibito.
Hanno detto di essere danesi (dio salvi la danimarca), ma per quel che ne so, a me sembrava russo (dio salvi la russia).
Ad ogni modo, una storia
