riuppo questo topic in seguito al casino successo in quello più recente.
Con buona pace di tutti, il giovane Iko ha chiesto toni più blandi di quelli dello scambio tra slow e raffaele, sennò si chiude ancora.
Innanzitutto dico che non so se la legge bersani cui si riferisce questo topic è il decreto 233 del 2006, ma penso di si.
Secondo, non sono nè avvocato, nè commercialista, quindi non mi chiedete pareri fiscali o legislativi.
Mi occupo del settore immobiliare e a questo faccio riferimento (come diceva raffaele nel suo topic).
Ultimo presupposto, siamo in italia. Quindi le leggi le interpreti come meglio credi
Detto ciò si discuteva di valore normale di un immobile.
mi sono fatto un giro sul web e ho potuto constatare che ciò che afferma raffaele sono interpretazioni capziose di un decreto secondo me sacrosanto.
Interpreto il bersanipensiero così.
In italia c'era (e c'è ancora) la bella abitudine di fare del nero. A partire dal dentista, il barista, il professionista, ecc (ho visto notai fare nero davanti a 10 persone

)
Bene, uno dei settori più a rischio è quello immobiliare, perchè tra due privati non esiste un tariffario, e casa mia può valere ciò che dico io.
Fino a qualche anno fa, chi comprava casa (negozi, terreni...) pagava una percentuale di tasse sul valore dichiarato in atto.
quindi per risparmiare dichiaro 100 e pago le tasse su 100, ma magari sto pagando 1000.
ora invece le tasse le si paga su un valore (rendita catastale) deciso dall'agenzia delle entrate. questo è un valore arbitrario e non contestabile.
quindi io compro casa e pago comunque le tasse su questo valore, qualunque sia il valore dichiarato in atto.
Bene, detto ciò il privato non dovrebbe più avere bisogno di dichiarare meno, tanto le tasse le paga su una cifra decisa dallo stato (che per inciso di solito è la metà o poco più del valore commerciale).
Bene, partendo da questo presupposto, e facendo questo discorso per un periodo di tempo sufficientemente lungo, l'agenzia del territorio dovrebbe capire cosa realmente vale un immobile in una certa zona. Cioè, se a Milano si fanno 1000 rogiti in un anno, e il prezzo al metro medio di questi 1000 rogiti è 1000€, vorrà dire che a Milano le case costano circa 1000€ al metro.
Capiamo che è impossibile fare questa stima se i valori sono falsati dal dover dichiarare meno per pagare meno tasse, e quindi ci troviamo di fronte a: villetta nuova vomprata a 100.000.000 di lire, e nella stessa via, nello stesso anno vediamo 50mq di appartamento comprato a 110.000.000 di lire.
Capite che si era arrivati a questi assurdi.
Secondo me il far pagare le tasse su un valore volutamente basso e comunque stabilito a priori dallo stato è un super passo avanti.
Da un po' di tempo a questa parte (da quando dovrebbero quindi essere finite le compravendite a prezzi fuffa), ogni compravendita viene registrata in un archivio unico abbastanza completo, da cui è possibile fare una media del valore commerciale reale degli immobili in quella particolare zona.
Praticamente il borsino immobiliare ma basato su dati un po' più precisi.
Questo valore medio è quindi il valore normale.
Un domani lo stato (quando avrà raccolto abbastanza campioni) non farà altro che aggiornare le rendite catastali e farle diventare più “reali” rispetto ad adesso.
Quindi si tornerà a pagare le tasse sul dichiarato. Solo che saranno possibili controlli dove ci sia il legittimo sospetto. Cioè se io vendo casa mia a 100€ al metro e il mio vicino la vende a 90 o a110, non ci sarà nessun sospetto. Ma se io vendo a 100 e lui a 10, magari gli vanno a fare un controllino.
Detto ciò, il privato cittadino (che secondo alcuni ci rimette sempre) se non fa stronzate non ha di che aver paura. E come il privato cittadino anche l'imprenditore medio, piccolo, gigante, se fa tutto in regola se ne fotte della finanza.
Se invece si evadono le tasse, questo decreto benedetto, offre un sistema in più allo stato per controllare.
E ben venga (detto da privato cittadino, imprenditore, e immobiliare quale sono).