[quote="souldrum"non agevola lo sviluppo musicale incentivando chi chiama la gente a suonare?.......[/quote]
Perch? il tipo si intasca i soldi e fa suonare gruppi di merda che chiedono due lire
Mentre se paghi direttamente i gruppi,
tenendo presente che non c'? niente di filantropico, infatti non TUTTI i musicisti vengono pagati, ma solo quelli pi? richiesti, in quanto servono dei bolli che vengono accreditati in concerti ufficiali e controllati.[/quote]
e' piu' logico.......meno soldi buttati dai governi, possibilita' di suonare per piu' persone........e magari anche un modo per far circolare un po' di soldini nell'ambiente.......
E' totalmente il contrario.
I gestori intascherebbero i contributi senza farsi problemi sulla qualit? della musica, tanto loro i soldi se li ciucciano, no? Ma porco 2, perch? dobbiamo sempre vedere questa cazzo di musica collegata a qualche grasso porco che non ne sa un cazzo di cultura musicale ma che si deve sempre ficcare come tramite tra musica e ascoltatori?
Cazzo benedetto, se dai direttamente i soldi ai musicisti
talentuosi vedi bene che i ciccioni schioderanno il loro culo di merda facendosi in quattro per contattare soggetti che nelle loro intenzioni non sono pi? morti di fame creadenaro, ma PERSONE.
Non ditmi che uno deve pur mangiare........per quello se ne va a fare un altro lavoro, che poi non credo diano uno stipendio.....quindi c'e' poco da mangiarci......
S?, io da sempre mi batto contro il musicalesimo professionale, perch? spesso dietro nasconde una semplice sporca voglia di fare i soldi. Per cui ti sbatti per arrivare, e quando ci sei, vivi di rendita.
Ma se la musica viene valutata senza TRAMITI, ti accorgi che c'? gente che difficilmente troverebbe il tempo per altri lavori.
Guarda questo video
http://www.youtube.com/watch?v=tqYjqyHnVNsCapito?
Se invece danno uno stipendio allora tutto il mondo andrebbe a vivere in quei paesi.......grattarsi dalla mattina alla sera...una strimpellata ogni tanto......faccio vedere che suono......e lo stato mi mantiene.........
E poi ci si lamenta dei "parassiti" in Italia!
Questo perch? sei abituato alla mentalit? italiana dominata dalla furbizia partenopeica.
A PRIORI:
Io sono stato in Norvegia e Svezia e ho visto in media una chitarra trasportata ogni 10 persone. Roba da mettersi a piangere, senza tener conto di tutti gli altri musicisti che non possono portarsi appresso gli strumenti musicali. Se aggiungiamo i km cubi tappezzati da flayer di concerti di gruppi noti e meno noti, i contests, gli auditori i negozi di dischi...
beh, A PRIORI si pu? affermare che ? una politica vincente.
Perch??
Beh, ora che sappiamo tranquillamente che ? un modo di agire valido, possiamo anche perdere tempo a chiederci perch? funzioni.
Perch? se tu incoraggi la musica BUONA, invece di dare soldi a un filisteo bastardo che ci magna per 3 anni proponendoti scarti di magazzino pompati con cubase, si crea una tale offerta che la selezione naturale raffina costantemente l'ambiente.
Se tu dai i soldi ad un intermediario, quello penser? immancabilmente al business, in quanto non suona, ma sta dietro le quinte. E quindi si muover? utilizzando gli strumenti migliori per arrivare al semplice $$$. L'artista solitamente cerca invece un contatto diretto col pubblico, per cui avresti meno mediazione di risposta.
Considera inoltre che se metti in croce quei manager del cazzo, riesci anche a far cadere certe dinamiche commerciali che qui in italia hanno UCCISO E SEPOLTO la musica d'autore.
Ovvero le varie Hit!
Che si propongono guarda caso solo attraverso scenari protetti!
Mai un contest libero, mai qualcosa che vada al di l? dello studio televisivo a cui partecipa gente di cui conosci gi? in anticipo i gusti musicali
Cos? facendo, sai gi? chi vincer? la competizione, e che quindi diventer? il tuo cavallo da battaglia pubblicitario per fare del marketing bellico.
Ma se il contest viene lasciato agli artisti e agli ascoltatori, eliminerai la possibilit? di parassitismo.
E ripeto, io l? ho visto come girano le cose. Per cui ? un metodo
VINCENTE
Per l'artista, l'ascoltatore e la cultura musicale, chiaramente, certo non per il porco
