Signor Rossi
chi le scrive ? uno dei tanti coglioni che ha votato il suo partito nella speranza di poter innestare un virgulto di orgoglio e coraggio tra le radici di una coalizione debole e poco propensa a combattere con fierezza per la dignit? di valori che in altre parti del mondo non sarebbero nemmeno oggetto di discussione.
Io e i miei pochi amici - ci perdoni l'errore di giovinezza - ci siamo lasciati guidare dal sentimento ideale che in altri tempi, magari, avrebbe portato giovani a compiere scelte pi? radicali ed eroiche, ed abbiamo deciso di fidarci del suo partito nella nostra prima scelta politica di diciottenni coerenti.
Signor Rossi, avrei voluto farle notare, nella speranzache ve ne fosse stato motivo, che ha appena assassinato l'Italia, consegnandola nelle lorde mani di un manipolo di cinici politicanti e cattivi imprenditori con il fiato della giustizia sul collo.
In virt? di quei valori che mi hanno guidato nel votare il suo partito, non posso ritenere onorevole la rovinosa mossa agita da lei e del suo compagno di coalizione, in quanto, si sa, siamo tutti capaci di urlare un NO secco, stupido ed arrogante quando abbiamo la sicurezza di uno stipendio mensile abbastanza sfacciato da permetterci un capriccio, una bazzecola fatale che porter? allo sfascio definitivo un'Italia che finalmente aveva iniziato a riscattarsi.
Io, ***, semplice studente di economia e commercio, un ragazzo come tanti, e come non tanti, amante delle belle idee per cui si muore, la giudico amaramente un profittatore e un assassino di bassa lega..
Sarebbe infatti da parte mia una lesione per la sua intelligenza considerare questa sua tragica condanna dell'Italia una semplice presa di posizione ideologica, morale, Bella, magari da raccontare ai tanti nipotini dal solido avvenire con un brivido di fierezza. Condanno, anzi, condanniamo, io e gli italiani che con serenit? e raziocinio si sono affidati a voi per la rinascita dello Stato, la bieca manovra politica che ha frodato la maggioranza degli italiani, in cui voglio includere anche quella desolante fetta di popolo che ama nutrirsi di sentimenti grassi, che certo non mancher? di godere per la caduta del "governo delle tasse".
Immaginando che difficilmente avr? letto fino in fondo le tristi parole di un povero stronzo qualunque,
le auguro di riflettere sulla propria sciagurata azione, lei che ? "un arrivato", lei che "ce l'ha fatta", lei che pu? permettersi di tagliare la testa dell'Italia con una leggerezza sconfortante
*** (e chiss? tanti come lui)
Post Scriptum doveroso: sar? veramente curioso di leggere a breve il nome del partitello che riuscir? a raccozzare per garantirsi un po' di fondi statali e quel minimo di popolarit? mediatica che continuer? a farla restare nel gotha dei ""grandi""





