Per esperienza personale mi hanno fatta crescere molto di pi? (dal lato culturale-educativo) le amicizie telematiche che quelle della vita quotidiana (mi ostino a non volerle chiamare reali perch? suona veramente male!). Certo, di sicuro non sar? cos? per sempre... non lo metto in dubbio. Ho degli amici (e qui uso la parola amico nel vero senso della parola!) a cui voglio un bene dell'anima, ma non sono coetanei, e questo ? un vantaggio ma alle volte anche un limite... Amici coetanei non ne ho. Fino a poco tempo fa pensavo di averne, ora penso che trovare un amico sia veramente uguale a trovare un tesoro... Non c'? dubbio sul fatto che le innumerevoli delusioni che comporta una "pseudo amicizia reale" portino a una notevole crescita psicologica (ovvero si scopre che "fidarsi ? bene e non fidarsi ? meglio"...), ma penso che anche i rapporti telematici siano fonte inesauribile di ricchezze a livello sia di cultura, che di crescita vera e propria. Questo ovviamente ? solo un parere...
E' logico che scrivendo non si riportino gran parte dei propri pensieri (cosa che ? moooolto pi? semplice nel parlare, e alle volte troppo semplice...), ma comunque si arrivano a dire molte cose che parlando non si direbbero. L'et? ? un fattore molto importante. Raramente gli adulti si "abbassano" ad un dialogo con noi "bambini" (uso il termine tra virgolette perch? ? una cosa che mi infastidisce moltissimo, ma purtroppo alcune persone ne fanno grande uso...) e quindi lo scambio di conoscenze con persone con qualche anno in pi? ? molto ma molto complicato nella vita quotidiana.
Domanda: hai mai avuto una discussione (non tipo: "oggi piove" "eh gi?, ? previsto maltempo per tutto il weekend"....) con una persona di 20 o 30 anni meno di te?! Certo, si ha fra parenti, tra figli di amici... ma normalmente non si esce di casa con l'intento di discutere di Kant con il primo che passa... Io ho la fortuna-sfortuna di avere i genitori separati, e di avere adottato da 3 anni a questa parte, due amici fantastici: i loro compagni. Certo che con loro, pur avendo superato i 40 anni, ho discussioni, dibattiti, scambi di opinioni di tutti i generi (molto pi? che coi miei genitori o le mie compagne di classe). Ma loro "vivono" con me... Normalmente, insegnanti a parte, non ho grandi dialoghi con gli "adulti"!
Come argomento nuovo, non saprei cosa affrontare... normalmente ho talmente tanti argomenti, che alla fine il risultato ? solo il caos assoluto... Posso partire da una cosa che ho letto stamattina rientrando da scuola... ? uscito (o sta per uscire, nn ho capito), un film dal titolo "se mi lasci, ti cancello". Il titolo non promette niente, e il film credo non sia granch?. La cosa interessante ? la tematica principale, ovvero il fatto che, con una macchina, si possano cancellare le esperienze nagative dai ricordi. In particolare, in quel caso, una storia d'amore finita male. Questo mi ha molto stupita... anche perch? a seguito dell'articolo con la recensione, c'era un sondaggio (tipo forum) nel quale si chiedeva "ti faresti cancellare dalla memoria una storia finita male?". Io, letto quello, pensavo non ci fosse NESSUNO disposto a rinunciare ad una parte dei suoi ricordi (seppur negativi). Invece ho scoperto il contrario. QUesto mi ha enormemente stupita. Come si pu? "dimenticare" una parte della propria vita? Anche le esperienze negative (c'? chi dice che sono soprattutto queste...) insegnano qualcosa, insegnano a crescere... Non vedo come sia possibile vivere ricordando solo le "cose belle"... non si cresce, non ci si evolve. Detto questo, volevo sapere il tuo parere (beh, magari anche quello degli altri, ma visto che ormai scriviamo solo pi? noi in questa discussione...

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A presto.
(rileggendo, ho scritto un casino... magari ti ho anche annoiato un po', ma adoro scrivere...

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Prima di affrontare una battaglia, è necessario credere nel motivo della lotta.