tra ieri e oggi ho scritto quattro righe per "fermare" le mie impressioni sulla gara di corsa in montagna che ho fatto domenica, per trasmetterle agli amici. Le riporto qui per i miei amici "di bacchette".
Se questo topic ? lungo, o pi? probabilmente inutile, lo canceller? senza problemi.
All?inferno e ritorno
Il mio Trofeo Scaccabarozzi - SkyMarathon delle Grigne
Un prato verde, in lieve discesa su Pasturo. Questo prato lo conosco bene, anche se sotto un'altra veste ? quella invernale, da qui passa la via scialpinistica al Grignone ? e oggi, il giorno dopo ? il ricordo pi? forte del mio Trofeo Scaccabarozzi, che ho corso ieri, domenica 16 settembre. Mentre correvo su questo prato mi ? salito un groppo in gola e non me la sono sentita di trattenere qualche lacrima e l?ho corso con gioia, con gli occhi un po? lucidi. Quindici minuti dopo avrei tagliato il sospirato traguardo.
La mia gara ? cominciata la sera prima, quando nel letto mi ripetevo: ?mi sono allenato bene, sono in forma, so gestire il mio ritmo e domani mi guster? ogni metro di questa corsa?. E pi? me lo ripetevo e pi? il sonno sembrava allontanarsi, pi? il cuore batteva velocemente.
Non ho mai avuto bisogno di caricarmi, di convincermi del mio stato di forma prima delle corse: mi sono sempre presentato alla partenza armato di qualche buon chilometro nelle gambe e tanta curiosit?. Eppure sabato sera non ero tranquillo, una serie di pensieri, i cui contorni sono ancora sfumati oggi, mi tormentavano. E allora mi ripetevo ?stai tranquillo, domani sar? una gran giornata?.
Alle 5,20 quando suona la sveglia il mio cuore continua a battere troppo veloce, ma non c'? tempo per pensarci: la colazione, qualche ritocco alla borsa e guidare verso Pasturo sono le attivit? che scandiscono le prime ore della mattina.
Nel salone della palestra, dove c'? il ritrovo atleti, incontro qualche amico e con loro ritrovo anche quella bella spensieratezza che ha sempre caratterizzato la partenza delle mie gare pi? riuscite. Ormai il tempo scorre a velocit? doppia, ed ? cos? che il momento della partenza e i primi chilometri sono solo immagini sfocate nei miei ricordi. La prima salita di 800m fino al Rifugio Soldanella, sopra al Pian dei Resinelli, scorre via bene, in un'oretta circa: le gambe girano e mi impongo una tattica conservativa ?non spingere, la gara ? ancora lunga, risparmiati?. Una lieve discesa porta all'imbocco del Sentiero delle Foppe, che dai Resinelli risale al Rifugio Rosalba. Anche qui mi impongo di andare al risparmio, ma lentamente l'agitazione del giorno prima e la cattiva notte passata chiedono il loro tributo...troppo presto, accidenti! Quello che all'inizio della salita era il mio ritmo ?al risparmio?, a poco a poco diventa il ritmo ?al limite?. Mi rendo conto di non avere margine, di non riuscire a spingere pi? di cos?: potrebbe sembrare un fatto non preoccupante, ma siamo solo al 15? km e ad un terzo del dislivello totale. Non sono tranquillo ma lotto per far girare le gambe e lotto con ancora pi? forza per non farmi prendere dall'agitazione e dallo sconforto.
Passo, quasi senza rendermene conto, il primo cancelletto orario con un quarto d'ora abbondante di margine, ma la cosa non mi d? sollievo. Anche il passaggio in vetta alla Grignetta, che a lungo avevo sognato, lo faccio con le labbra contratte, non c'? spazio per un sorriso. E cos? la discesa dalla vetta, verso la Bocca Giardino e la Bocchetta Campione, ? un viaggio dentro me stesso: mi chiedo continuamente ?come stai?, quanta ne hai ancora??. Ma non ho la sincerit? per rispondermi. Scambio qualche battuta scherzosa con gli spettatori lungo il percorso, ma ? un umorismo a denti stretti, lo faccio solo per ingannarmi di star bene. Il momento pi? nero arriva con un crampo al 18?km, maledettamente troppo presto! Ma trovo ancora la forza di ingannarmi e di scherzare con chi mi chiede come sto. Per? funziona! S?! Non mi lascio prendere dallo sconforto fino in fondo, non mi passa neanche per la testa di mollare. Anzi non penso pi? a niente, sospendo le sensazioni, le indagini su me stesso, e le considerazioni su quanto ancora c'? da percorrere. Un automa. Ma con una tenacia da uomo.
Dopo il Rifugio Elisa dovremo percorrere il Canalone di Val Cassina, che non conosco, ma di cui me ne hanno parlato come di una salita massacrante. Mi avvicino al Sasso Cavallo da un ripido prato e vedo uno stretto canale...? lui. Una flebile speranza che il sentiero compia una deviazione alla base del canale viene in breve smentita e mi ritrovo nel budello infernale. Catene, scalette, sassi instabili e soprattutto nebbia, umida e tremendamente fastidiosa. Non sto bene, non ho un bel respiro lungo e disteso ma le gambe vanno e la stanchezza non aumenta. Il Rifugio Bietti ? la porta del Purgatorio: l'inferno, il doppio inferno, quello di roccia e nebbia della Val Cassina e quello del mio malessere ? finito. Il Purgatorio ? il tratto di sentiero dal Bietti al Rifugio Bogani. Non mi rendo conto di essere rinato finch? un addetto al percorso non mi dice che mancano meno di venti minuti al Bogani. Venti minuti?!? Ero convinto mancasse almeno un'ora e per il sollievo quei venti minuti divengono addirittura quindici e passo il secondo cancelletto con quarantacinque minuti di margine. Ora manca ?solo? l'ultima salita di 600m al Grignone. Ma sto bene, sto bene. Trovo subito un ritmo di salita ottimale e stavolta tutte le battute che scambio con gli spettatori sono sincere e sorrido, tanto, di gioia. Sono in vetta al Grignone in cinquanta minuti, sono due ore che non ho crampi e mi butto nella discesa verso il Pialleral e il terzo cancelletto orario che passo con quasi un'ora e mezza di margine. Mancano undici chilometri al traguardo, mi prende ancora qualche crampo che passa in fretta e corro sereno. Ed eccomi sul prato verde sopra Pasturo, a respirare i sottili profumi dell'autunno che arriva, con una lacrima di gioia, mentre corro di buon passo per coprire gli ultimi tre chilometri.
Raggiungo due concorrenti e li supero, ma un altro crampo mi rallenta e percorriamo l'ultimo chilometro assieme. All'entrata in Pasturo i miei occasionali compagni sono distrutti e sull'ultima salita che porta al traguardo rallentano inesorabilmente. Mi dispiace, chiedo loro se vogliamo arrivare al traguardo assieme, ma con un sorriso mi spronano a staccarli e correre al mio passo verso il traguardo. Supero anche un altro concorrente e poi sull'ultima curva i sorrisi di Mirella e Martino mi accompagnano fino al traguardo.
Ho impiegato 8h 41' 36?, 115? su 150 partenti e 131 arrivati. Oggi non si poteva fare di pi? e mi godo il traguardo, i festeggiamenti con la mia famiglia, con gli altri amici che hanno corso e i massaggi offerti dall'organizzazione.
Tanti complimenti all'organizzazione della corsa, finalmente premiata con una giornata di buon tempo dopo le precedenti edizioni rimaneggiate dalla pioggia. Una pacco gara veramente ricco (due magliette, una bottiglia di vino, un bel marsupio portaborraccia, salumi a volont?...), ristori pi? che soddisfacenti ed abbondanti e assistenza ottima lungo tutto il percorso.
A proposito, prima di chiudere, ecco due cifre sul percorso: 43km e 3300m di dislivello in salita (e altrettanti in discesa). Una gara tosta, che non fa sconti, ma che mi vedr? alla partenza anche l'anno prossimo.
17 Settembre 2007








