Ci voleva un ulteriore morto per farli smuovere......
Di seguito alcuni articoli presi dal sito libero.it in cui viene studiata la personalita' di questi delinquenti. Le ultime righe invece riguardano l' attuale possibilita' di espulsione per coloro che sono socialmente pericolosi.
Un po' lungo ma...... alcuni,come me, godranno di queste parole.
Io l' avevo detto.
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Chi sono gli aggressori scatenati nelle nostre citt?? Si tratta di killer "di tipo 'primitivo': si tratta di assassini che hanno la tendenza ad essere predatori e ad assalire. Predatori e primitivi perch? vanno a soddsfare i propri bisogni primari, che sono quelli della fame e del sesso. E si comportano come i primitivi: soggetti privi di regole per cui l'altra persone ? un oggetto da consumare, di cui cibarsi o godere sessualmente per poi buttarlo".
Carmelo Lavorino, noto criminologo gi? al centro del caso Cogne e adesso impegnato nella difesa di Antonella Conserva, la moglie di Mario Alessi, accusato di aver ucciso il piccolo Tommaso Onofri, parla con Affari e traccia un profilo del presunto assassino di Giovanna Reggiani, la donna picchiata, violentata e gettata in un fosso a Roma.
Il premier Romano Prodi promette maggiore vigilanza, mentre il comune di Roma far? abbattere il campo Rom di Tor di Quinto e Napolitano firma il decreto sulle espulsioni, Lavorino propone la ricetta per affrontare l'emergenza scatenatasi in Italia: "Serve una banca dati del Dna, impronte digitali di chiunque venga in Italia. Non si capisce che cosa debba temere una persona onesta nel momento in cui non delinque".
Ma non solo: le forze dell'ordine, per il criminologo, devono adottare "una mentalit? investigativa da parte delle forze dell'ordine, che devono capire lo stato d'emergenza in cui ci troviamo; serve un lavoro serio, corretto, senza creare mostri, monitorando continuamente la situazione".
Professore, che cosa pensa del caso Reggiani?
"Attorno al 2000 quando si classificavano i serial killer, ho classificato quello di tipo "primitivo": si tratta di assassini che hanno la tendenza ad essere predatori e ad assalire. Predatori e primitivi perch? vanno a soddsfare i propri bisogni primari, che sono quelli della fame e del sesso. E si comportano come i primitivi: soggetti privi di regole per cui l'altra persone ? un oggetto da consumare, di cui cibarsi o godere sessualmente per poi buttarlo".
Qual ? la loro particolarit??
"Se ai killer primitivi va bene il primo reato, immediatamente commettono il secondo, terzo, quarto... fino a perfezionarsi. Pensiamo a chi ha aggredito il giornalista Lamberto Sposini: si tratta di un predatore che si stava specializzando in questi attacchi in cui l'essere umano non esiste assolutamente. I predatori non hanno problemi di coscienza, perch? per loro l'essere umano non esiste: ? soltanto una merce da consumare per soddisfare bisogni primari, come dicevo. Vorrei dire che in Italia ormai stiamo vedendo nascere diversi killer e serial killer primitivi".
Come si pu? reagire?
"A Roma, in Italia, assistiamo all'entrata di personaggi criminali e primitivi senza freni inibitori. Che hanno voglia di soddisfare i propri bisogni primari e tutto questo senza limiti. Per cui abusano, non sono schedati n? individuati: penso dovrebbe essere obbligatorio prendere obbligatoriamente le impronte digitali e anche il Dna. A prescindere dall'essere criminali o meno, qui si tratta di individuare le persone. Nel caso della signora Reggiani, se non ci fosse stata la testimone, non avremmo mai potuto scoprire l'assassino perch? se all'interno della povera vittima ci fossero state tracce del Dna - come sicuramente ci saranno - non avendo una banca dati del Dna e/o delle impronte digitali di questi soggetti, sarebbe diventato un grosso rompicapo. Qui sta il punto". Ma la nazionalit? incide su questi reati, l'allarme ? generale?
"In Italia abbiamo 57 milioni di italiani e 3-4 di immigrati. Ma nelle carceri, il 70% dei detenuti sono stranieri, il 30 italiani. Non c'? alcun rapporto di proporzionalit?, anzi l'inversione esasperata dei rapporti. Ci? significa che c'? un fenomeno abnorme di soggetti che vanno in carcere o perch? hanno l'istinto criminale (anche se qualcuno pensa che non esista), o la tendenza a delinquere. E soprattutto hanno un tipo di mentalit? che dice loro: 'per soddisfare il bisogno devi fare il delinquente'. C'? una percentuale altissima di carcerati e delinquenti tra le persone che vengono da fuori. Poi ognuno di loro pu? avere una tendenza particolare, sia per motivi di abitudine e tradizione che per motivi di contesto, ad effettuare eventuali reati".
Un esempio?
"Vediamo che gli assalti alle ville sono prerogativa degli albanesi e i rumeni; le aggressioni sessuali e gli scippi sono compiute in particolare da rumeni e alcuni africani (quindi non soltanto chi viene dall'Est europeo); un certo tipo di spaccio di droga viene fatto da nigeriani. Per cui, da un lato abbiamo un'altissima percentuale di delinquenti che in Italia hanno trovato il bengodi a causa del colabrodo delle frontiere. I criminali che arrivano in Italia sanno che hanno praticamente l'impunit? e l'indulto, la lunghezza dei processi, la mancanza di strutture carcerarie lo hanno dimostrato. Ma dall'altra parte c'? la tendenza di queste persone ad aggregarsi attorno ad un progetto criminale".
E' possibile fare prevenzione?
"Per fare prevenzione occorre innanzitutto essere duri e decisi contro chi commette il crimine; fortificare le forze dell'ordine e di polizia; una legislazione da una parte preventiva e dall'altra punitiva (perch? sappiamo che certi tipi di crimine si possono prevenire soltanto con forti punizioni); aumentando le strutture di vigilanza, i cosiddetti "sensori sociali" e per finire cambiare la mentalit? dei politici e della gente comune".
In che modo?
"Parlo del perdonismo, del buonismo, della comprensione per l'aggressore o addirittura l'accusa alla vittima di essere provocante. In questo caso vorrei sapere la signora Reggiani cosa mai abbia potuto provocare. Era soltanto uno strumento per soddisfare l'impulso di questo criminale delinquente. C'? una serie di atti che devono essere effettuati con una legislazione punitiva, che non permetta a questi soggetti di farla franca. Ma soprattutto serve una banca dati di Dna, impronte digitali di chiunque venga in Italia. Non si capisce che cosa debba temere una persona onesta nel momento in cui non delinque. Se a me chiedono il Dna, non ho problemi a fornirlo. Tenuto presente che basta seguirmi al bar mentre prendo un caff?. Stessa cosa per le impronte digitali: se tocchiamo qualche oggetto le trasferiamo sempre. Occorre una mentalit? investigativa da parte delle forze dell'ordine, che devono capire lo stato d'emergenza in cui ci troviamo; serve un lavoro serio, corretto, senza creare mostri, monitorando continuamente la situazione. E le iniziative di cui ho parlato".
Antonino D'Anna
I romeni in testa alla classifica dei criminali
Dal punto di vista criminale, sono stati pi? bravi e pi? veloci degli albanesi, conquistando a forza di minacce e violenze una fetta importante del mercato dell?illegalit?. ?Hanno bruciato le tappe? dicono gli investigatori. E nella classifica dei reati si sono conquistati un posto in prima fila: per gli omicidi, innanzitutto, ma anche per le rapine e le violenze sessuali. L?omicidio della donna seviziata e violentata da un immigrato romeno in una baracca alla periferia di Roma, fa riemergere l?allarme sicurezza legato alla comunit? romena - che in Italia secondo l?ultimo rapporto della Caritas conta 556mila persone -, cresciuto in maniera vertiginosa da quando la Romania ? entrata nell?Ue.
E non ? un caso che nel pacchetto sicurezza approvato ieri dal Consiglio dei ministri sia stata prevista una norma che estende ai prefetti il potere di allontanamento dal territorio dei cittadini comunitari per motivi di sicurezza. Una norma scritta `ad hoc? per i romeni. Cos? come non ? un caso che nell?ultimo incontro tra il ministro dell?Interno Giuliano Amato e il collega romeno Cristian David - tenutosi una settimana fa a Roma - sia stato deciso di potenziare ulteriormente la collaborazione tra le polizie dei due paesi, con l?arrivo in Italia di altri poliziotti romeni.
Stando ai dati del 2006 in possesso delle forze di polizia, i romeni sono al primo posto per gli omicidi - sono il 15,4% del totale degli stranieri denunciati e il 5,3% sul totale dei denunciati -, le violenze sessuali, i furti di autovetture e quelli con destrezza, le rapine in abitazione e quelle nei negozi, le estorsioni. Ma si ?affacciano aggressivamente - ? scritto nella relazione sulla criminalit? consegnata al Parlamento - ad altri pi? remunerativi circuiti criminali quali il traffico di droga, l?immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani?. ?La criminalit? romena va consolidandosi in modo sempre pi? preoccupante - proseguono gli investigatori - con l?obiettivo di inserirsi sempre pi? incisivamente nello scenario criminale nazionale?. La mala romena, insomma, ?sembra ripercorrere addirittura in modo pi? rapido le tappe evolutive che hanno caratterizzato l?escalation della criminalit? albanese?.
Lo testimoniano anche le ultime cronache: la rapina ai danni del regista premio oscar Giuseppe Tornatore il 21 agosto scorso, l?omicidio di Vanessa Russo nella metropolitana di Roma il 26 aprile e quello di una coppia di anziani coniugi in provincia di Cosenza, uccisi a colpi d?ascia dal marito della badante romena il 2 maggio. Per mettere un freno a questa escalation, le autorit? dei due paesi si sono incontrate anche recentemente. Amato e il collega David, lo scorso 24 ottobre hanno deciso di rafforzare la cooperazione tra le forze di polizia (cos? i poliziotti romeni in Italia passeranno da 5 a 10), una maggiore cooperazione per i casi di possibile espulsione dall?Italia di romeni pericolosi per sicurezza e dei programmi per aiutare la permanenza dei rom in patria. ?Quella romena ? una comunit? piccola che ? imputabile di un numero rilevante di reati - disse Amato in quell?occasione - Lo scopo ? quindi rafforzare la sicurezza e la distinzione che ? fondamentale tra cittadini onesti che sono venuti qui a lavorare e i criminali?. ?Occorre isolare - aggiunse David - chi reca pregiudizi alla stragrande maggioranza dei romeni che sono ben inseriti in Italia?.
Ed ? in quest?ottica che si ? mosso il governo inserendo nel pacchetto sicurezza l?estensione ai prefetti del potere di espulsione per i cittadini comunitari, una norma chiesta anche da rappresentanti dell?opposizione. ?Negli ultimi anni ? aumentata la quota di reati commessa da stranieri e tra questi quelli che delinquono di pi? sono i romeni - ? scritto proprio nel testo che accompagna i 5 ddl del pacchetto - ? una realt? che emerge da tutte le statistiche e che si ? accentuata con l?ingresso della Romania nell?Ue. ? evidente che gran parte dei romeni in Italia lavora duramente e si comporta pi? che bene, ma servono strumenti nuovi per non lasciare campo libero a chi viene per delinquere nell?interesse dei cittadini italiani ma anche dei romeni onesti?.
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DECRETO IN VIGORE- E' stato intanto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale numero 255, datata 2 novembre, il decreto legge contenente "disposizioni urgenti in materia di allontanamento dal territorio nazionale per esigenze di pubblica sicurezza". Il testo ? finalmente in vigore.
AL VIA LE ESPULSIONI- E partono le espulsioni. Gli elenchi dei rumeni indesiderabili sono gi? stati compilati nelle questure di Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze. Pronti per essere firmati dai prefetti che da quando il presidente Napolitano ha firmato il decreto (che oggi sar? pubblicato sulla Gazzetta ufficiale), hanno acquisito il potere di espellere "per motivi di pubblica sicurezza" i cittadini comunitari che "hanno compromesso la tutela della dignit? umana o dei diritti fondamentali della persona o l'incolumit? pubblica". In una parola, come recita il decreto varato dal governo dopo l'aggressione alla Reggiani, si tratta di quanti hanno rotto le regole "dell'ordinaria convivenza".
Al Viminale, dopo una giornata di contatti tra il ministro dell'Interno Amato e il capo della polizia Manganelli, sulle cifre preferiscono essere cauti. Confermano la rapidit? delle procedure e ipotizzano che, "nel giro di alcuni mesi, saranno allontanate alcune migliaia di cittadini comunitari". Ma gi? a Roma, i primi calcoli fatti da polizia e carabinieri sulla base degli arresti di rumeni per reati di grave, media e piccola entit?, fanno ipotizzare che le espulsioni potrebbero toccare quota cinquemila. Basti pensare che la sola Benemerita, nei primi nove mesi del 2007, ne ha arrestati 4.700.









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