Tristemente... Normale, e non solo nel jazz!
Figurati che quando suonicchio qualche passaggio, quelli che per caso sono in saletta lì a scuola dicono "bello", applaudono per non sentirsi ignoranti, se qualcosa invece viene da culo al massimo tacciono. Basta.
Battute, controtempi, anticipi, nulla è capito come tale.
Un giorno una mia compagna di classe, venuta a sapere che suonavo la batteria, mi ha detto: "Mah, per me è uno strumento che si nota pochissimo in una canzone, è così scontato che nessuno ci fa caso. Ti rimangono in testa le parole, al massimo la melodia di chitarra, ma non la batteria".
Da un lato questa cosa mi piace, mi piace perchè se un chitarrista fa un arpeggio che a lui piace da morire mentre al resto del mondo sembrano note a caso, quell'arpeggio non sarà mai in un pezzo.
Nella batteria, se ti capitasse un caso simile, se proprio vuoi il passaggio incriminato lo metti dentro, perchè "tanto è a tempo, e la batteria deve solo tenere il tempo no?"
Fra batteristi invece ci si capisce subito, è un mondo diverso. Cadono tutti i muri, se sai che un batterista ti sta ascoltando sognati di poter andare fuori tempo, dare due piattate e rientrare sperando che tanto non si sia sentito.
Il nostro strumento è davvero un mondo a parte, uno specchio semitrasparente!
E' preferibile subire il male piuttosto che commetterlo. (Socrate)
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Fondatore della Pia Confraternita dell'Immacolata Risonante
Membro della Sacra Alleanza della Cassa Vuota
Membro della Salubre Alleanza dei Batteristi Non Fumatori