Sandman87 ha scritto:Ledzeppelo ha scritto:Le usavo pure io le carbostick, ora non pi? solo perch? mi sporcano in maniera indecorosa il ride...
Ecco,non è che qualcuno gentilmente sa come aiutarmi a evitare questo spiacevole inconveniente?giusto per usarle in sala prove che ho le 5A e non faccio molto casino,poi dal vivo passo alle mie belle 3A,5B,ecc...
Ma vorrei evitare di dover ripulire il ride dai colpi delle carbostick quindi ancora una volta vi chiedo aiuto:come fare?????
Beh, basta non usarle più!!!
A parte gli scherzi, se 'ste bacchette sono tanto rigide che in certe condizioni di uso rompono i piatti (oltre che colorarli...), allo stesso modo rompono anche le mani. Anche perché mi pare da quello che ho letto finora che chi le ha adottate lo ha fatto perché picchia troppo forte (ma piuttosto dovrei dire "picchia in modo scorretto"), e allora, rompendo le bacchette in legno, è passato a quelle che non si rompono. Il punto è che le sollecitazioni che prima rompevano le bacchette rimangono anche adesso, solo che non ve ne accorgete più, e la cosa sembra rientrata nella normalità.
Anch'io rovinavo velocemente le bacchette all'inizio (si ammaccavano, si scheggiavano, perdevano "segatura", si rompeva il collo etc. etc.), ma succedeva perché le usavo male. Oltre al fatto che erano forse troppo sottili per l'uso rockettaro che ne facevo (delle normali 5A), prendevo i piatti di taglio (specie l'hihat ma non solo), i rimshots erano rigidi etc. Poi ho preso bacchette più grosse (5B poi stabilmente 2B), ho corretto il modo di suonare e il problema è sparito. Innanzitutto, visto che hanno più massa - quindi più inerzia - non devo spingere le bacchette fin DENTRO i piatti o i tamburi per avere volume. Una volta "lanciate" proseguono da sole, danno una bella botta e rimbalzano liberamente, quindi disperdono meglio lo shock e non si rompono; colpisco i piatti da sopra e non di taglio, e così è sparito anche l'"effetto castoro" intorno alla spalla delle bacchette. Ora le bacchette mi durano una vita, lentamente si usurano in punta (e così facendo salvano le mani, perché vuol dire che si "mangiano" parte del contraccolpo) finché le cambio.
Ultimo appunto: spesso chi fa rock usa un ride molto rigido e pesante, insomma un "ping"; poi, dato che l'effetto classico del "ping" in situazioni ad alto volume è dare l'impressione che il piatto "non suoni", ci si accanisce con tutta la forza (sprecata), e saltano le punte alle bacchette. Il mio consiglio è di usare dei ride un po' più leggeri e che "spandono" di più, e all'occorrenza suonarli con la spalla della bacchetta (da sopra); a quel punto il piatto "apre", la "coda" si allunga, il volume aumenta, e voi (e il vostro chitarrista) lo sentite senza dover "spingere". Lo so, è roba vecchia da vecchi jazzettari/bluesettari (insomma roba vecchia per vecchi), però funziona. E infatti prolunga "la vita"...
Grazie della sopportazione.