Le parole che leggo di questi ragazzini sono perfettamente condivisibili in linea di principio però mi chiedo quanta retorica ci sia in quelle frasi e quanto lontano da essere maturi siate voi ragazzi di oggi, si legge di coglioncelli che si uccidono d'alcol e droga in disco e ai rave o schiantandosi in auto alle 4 di notte sempre perchè alterati sopra i limiti consentiti.
Lo dico con il rispetto dovuto a tutti ma per me sono frasi un pò fatte e campate in aria.
La mia generazoine ed in generale quella dei "senatori" (cioè ultra 35enni) siamo i nipoti o figli di chi ha fatto la guerra ed ha visto che cosa vuol dire stare in un mondo non libero ed oppresso e credo che a tutti noi abbiano raccontato e fatto rivere cegli aneddoti le sofferenze e le privazioni che in prima persona i nosti parenti più stretti hanno subito.
Siamo cresciuto o per lo meno io lo sono stato, con un rispetto totale per chi ha sacrificato la sua gioventù per il mio bene e la mia libertà, e quindi, tornando all' argomento principale il dover ricorre alle armi come estremo atto per difendere questi ideali e diritti acquisiti dovrebbe essere per tutti un' atto da prendere in considerazione.
E' inutile stare a girarci sopra se la libertà che si ha è in perico e l' unico modo è difenderla è con i denti lo si fà, meglio è magari aver assolto un anno di servizio di leva che ti ha dato modo di sapere come fare a convivere ad uno stress del genere (con le dovute proporzioni s'intende) che il dover magari uccidere un nemico può dare, anche per il migliore ideale possibile.
Le sindromi per lo stess post traumatico di chi è stato in guerra sono reali ogni volta che mio nanno parla della campagna di russia a cui ha partecipato ha un' espressione veramente brutta, per non parlare anche dell' altro mio nonno e di mio zio nel raccontare gli anni di prigionia nei campi dopo l' 8 settembre, per me l' idea di maturare è anche quella di prendere atto che bisogna rispettare chi compie il proprio dovere di soldato ai giorni d' oggi per permettere a noi di fare un pò quello che ci pare.
Un'anno di militare o di leva volontaria non è la fine del mondo è ti fà vedere poi con occhi diversi il mondo, poi chi vieta a qualcuno di diventare un giramondo e di acculturarsi il più possibile, però non basta quello a far crescere, disciplina e senso di responsabilità mi sembrano parole lontano da quello che si vede la scuola stia insegnando ai nostri giovani d'oggi, purtroppo.






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