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IlGiovaneIko ha scritto:Quoto assolutamente il buon Renzo .... gli ultimi saranno i primi, in una certa ottica. Gli ingegneri che conosco, da quelli laureati come me nel pleistocene a quelli un po' più "recenti", si dividono mediamente in due categorie:
i secchioni (occhiali spessi, imberbi, sfigati e più nerd dei nerd), che si laureano subito, magari trovano anche un posto in fretta, ma passano la vita a sgobbare con poco costrutto.
i fancazzisti, che si laureano magari con un po' più di calma, con votazioni magari anche più rilassate, ma che imparano a conseguire obiettivi complessi (gli esami non sono mai facili e non sono mai, tendenzialmente, particolarmente meritocratici) con il minimo sforzo.
Questi ultimi sono quelli di cui le aziende hanno bisogno, perchè tanto, a meno di casi molto specifici, le nozioni che hai appreso nei corsi di laurea non verranno mai utilizzate, ma verranno invece particolarmente utili le abilità acquisite di metodologia di azione.
Essere in grado di caversela in situazioni al limite è tutto quello che ti servirà apprendere dall'università. Il resto è un pezzo di carta che ti può essere utile per chiudere il primo contratto di assunzione, ma che non ti porterà da nessun'altra parte senza la capacità di "far balè l'oech" come dicono i meneghini

alexwater89 ha scritto:già è vero, io ho molti amici al poli di torino, e la maggior parte dei loro compagni di corso (beh, magari non la maggior parte ma molti) sono del sud.

IlGiovaneIko ha scritto:Questi ultimi sono quelli di cui le aziende hanno bisogno, perchè tanto, a meno di casi molto specifici, le nozioni che hai appreso nei corsi di laurea non verranno mai utilizzate, ma verranno invece particolarmente utili le abilità acquisite di metodologia di azione.


Jack Jagoz ha scritto:...da noi ci sono tanti pugliesi che han preferito Milano per cambiare aria...


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