Fantastico concerto...! Il numero di persone non rendeva loro giustizia, il sentimento la voglia il casino il cantare la presenza del pubblico decisamente sì!!
La scelta del posto, inizialmente da me ricondotta a una volontà di riunire l'Italia un po' più in giù di Milano, è da attribuirsi invece alle probabili basse aspettative di pubblico (non è che se li cagano in molti in Italia) e/o a una scelta di ripiego su questo locale piuttosto che su altri più grandi e più rinomati (causa possibili concomitanze con altri concerti di altri artisti)... In ogni caso, l'emozione è stata più forte di qualunque limitazione...
Nonostante l'acustica, Flip mi è piaciuto lo stesso e qualche sua chicca l'ha piazzata... e sì, decisamente viene sempre fuori il suo stile, fatto di fraseggi tra cassa e rullante, passaggi sul charly e accenti col charly, giri sui piatti (sempre e solo Z custom, se non erro) e gran lavoro sui tom (One day remains, Metalingus e tanti tanti fill)...
Brian sa come ammazzare il pubblico col suo basso, è emerso parecchio rispetto all'album... sempre più gutturale, profondo, malefico...

e usa il dito indice come un martello pneumatico...
La prima cosa che si nota di Mark è la sua incredibile stazza, nonchè le sue improbabili espressioni mentre si canta gli assoli... e comunque ci ha abbastanza mitragliato con il suo shredding e ammaliato con i suoi giri blues...
Poi va bè, Myles è indescrivibile... Al di là della sua fisicità, con cui ha conquistato il pubblico femminile (dopo tre canzoni si è messo a torso nudo), ha una voce davvero pazzesca... Gli acuti erano lunghi, puliti, potenti... e quando sembrava che stessero per finire, alzava ancora la nota e chiudeva fra il delirio del pubblico... Non parliamo delle doti chitarristiche perchè non ce n'è bisogno

(qualcuno intorno a me è rimasto stupito dalle sue capacità, che dall'ascolto su cd vengono tutte attribuite al buon Mark)... Infine, più di ogni altra cosa, "sente" tantissimo le canzoni e l'esibizione... In più occasioni, la nota durava più del dovuto, l'assolo aveva qualcosa in più, la movenza era più sinuosa e il fisico era più contratto del solito, quasi a spasmi... In certi punti mi ha ricordato Jeff Buckley per quanto interpretava quello che faceva...
Il gruppo spalla, tali Mellowtoy, erano bravini ma solo per chi apprezzava il genere, un nu-metak piuttosto pestato... a metà tra linkin park e limp bizkit, con punte parecchio metal...Ho anche preso al volo uno dei loro cd lanciati a fine concerto... ed è ascoltandolo che, nonostante tutto, mi hanno aiutato...
Sul palco prima degli Alter, sono serviti per far apprezzare al pubblico quanto gli Alter stessi siano una band live, da concerto... Mentre questi Mellowtoy hanno registrato delle canzoni pulitine, precise, casinare ma con un senso (più o meno), una volta saliti sul palco le hanno distrutte una a una, le chitarre non erano più stoppate e casinare al punto giusto, il batterista disfaceva i piatti (ho veramente pregato per loro, poveri cuccioli di bronzo) e gran parte dell'elettronica non è stata eseguita, in quanto solo un abbellimento da cd...
Gli Alter sono l'esatto contrario... Registrano canzoni raggiungendo e probabilmente oltrepassando i propri limiti, per poi riproporle in live migliorandole ancora e superandosi nuovamente... senza per questo mancare di impatto, di scena e di sentimento... Una band che merita davvero più ascolto, più visibilità... Li sento ancora troppo lontani nel nostro paese...
Triste il fatto che qualcuno si sia portato un televisorino portatile per guardare la partira durante il concerto... Magari non durante quello degli Alter, ma comunque triste... Credo stia stato al momento della vittoria dell'Italia, è partito il coro del "Po popo po po pooo pooo"... Dopo un sorriso di Myles, Flip e Mark hanno tentato di seguirci rifacendo la canzone originale, ma è durato pochi secondi... Dopo tutta la foga, la passione che abbiamo messo nel seguirli, non possiamo fare la classica figura da italiani, cosa che probabilmente hanno pensato anche loro...

e sono pronto a scommettere che di tutto l'intervento, se verrà letto tutto, la cosa più commentata sarà questa parte in quanto lede l'orgoglio calcistico italiano...
Al di là di queste brutture, un'altra cosa che spiazza degli Alter è la capacità di confezionare canzoni veramete rock di una potenza devastante (o di una dolcezza ammaliante) con testi di assolutamente alto livello... Non c'è una sola canzone che sia costruita su una facezia, sul sesso, sull'amore come frivolezza, su rock 'n' roll perchè è bello, o su altro... Non disdegno assolutamente canzoni di questo tipo, sia chiaro, i più grandi artisti e gruppi ne hanno parlato fino all'esaurimento componendo canzoni che ancora adesso rimbalzano da un capo all'altro della Terra; ad ogni modo, converrete con me che è molto più difficile registrare ben due album senza una sola canzone scritta in due minuti e che soprattutto abbia un senso... Di testi ne ho letti parecchi, ma quello che ho trovato in loro non l'ho trovato in molti altri gruppi, almeno non in questa misura... Non sto a dilungarmi su questo aspetto, i testi sono a disposizione di tutti, vanno dal racconto alla riflessione su un aspetto o sull'intera vita alla pura poesia... Lascio decidere a chi avrà l'accortezza di andare a leggerseli...
Detto questo, a fine concerto avevo l'amaro in bocca (non mi sarebbero bastate altre due ore con loro) ma avevo anche un plettro di Mark stretto nel pugno!

(la bacchetta di Flip era meglio, ma fa niente...)
P.S.: su Kashmir c'è stato veramente da piangere...