IlGiovaneIko ha scritto:Lo affermo sulla base del fatto che l'energia immessa nel colpo va nello spostamento dell'aria e che il resto è un sottoprodotto, che oltretutto va a sollecitare il fusto di taglio e non a compressione, anche se sarebbe interessante valutare le implicazioni "matematiche" di un rimshot.... in realtà ho anche affermato che sarei lieto di essere smentito ...
L'energia del colpo va sì nello spostamento d'aria, ma ne va altrettanta pari pari sul bordo del fusto a causa della tensione della pelle.
Inoltre è vero che idealmente l'onda si muove dal'alto verso il basso e viceversa ma, a parte che il fronte dell'onda non è lineare ma curvo, è anche vero che ogni colpo genera pressione all'interno del fusto, e questa per forza di cose non si scarica solo sulle pelli. Daltronde se si mette una mano davanti ai fori di sfiato si può chiaramente sentire che ad ogni colpo esce uno sbuffo d'aria.
La finitura a olio, ancorchè non lucidata, ha sicuramente un effetto drammatico sulla rugosità dell'interno del fusto, non fosse altro perchè tura i pori del legno. Ci credo che modifichi il suono, come insegnano Ludwig, Gretsch e ultimamente Drum Sound
Beh, prova a pensare allora l'effetto che possono analogamente avere le caratteristiche dei vari legni: ogni essenza ha diverse densità, porosità, dimensione e disposizione (e omogeneità) delle fibre, durezza, ecc...
Se hai mai visto la differenza tra noce e acero, (o pero, o ulivo, o mogano, ecc...) capirai che queste differenze sono tutt'altro che marginali. Già senza passare alle finiture si possono ottenere rugosità e caratteristiche superficiali estremamente diverse...
DJM ha scritto:Riepilogando, se ho capito tutto è venuto fuori che:
- stando alla fisica, il materiale di per sé non influenza percettibilmente il suono
Questo stando alla personale interpretazione del buon Iko, che se ho ben capito non si basa su misurazioni sperimentali dei fattori che lui ritiene marginali.
Personalmente, parlando a livello teorico, mi limito a constatare che il materiale del fusto ha necessariamente una qualche influenza. Per Iko questa influenza è talmente bassa da risultare irrilevante, per me invece non è così.
Dopo aver costruito un po' di tamburi, sia partendo da Keller che costruendomi i fusti a doghe per alcuni rullanti ed una batteria, mi sento di dire che il materiale è tutt'altro che ininfluente.
Ci sono tanti altri fattori da considerare, ma a mio avviso il materiale ha un'influenza sensibile sul timbro del tamburo, soprattutto in fusti sottili.
Che poi le differenze di timbro su strumenti atoni (e non) possa essere più o meno importante evidentemente dipende dalla sensibilità del musicista.
Ad esempio la differenza nella qualità tra il timbro di una chitarra da 40€ e una di liuteria, anche se magari può essere percettibile per tutti, non è necessariamente significativa per tutti.
Anzi, magari per qualcuno può essere più piacevole il timbro più sordo e ovattato di una chitarra col fondo in multistrato...