da Jimmy_Colin il sab ott 25, 2008 8:52 am
Che muoia è necessario, capaci di saperlo lo siamo tutti: conoscere, invece, anche il quando accadrà, è una fortuna. In questo caso, non è di certo un momento preciso e determinato, ma restringe comunque di parecchio il futuro possibile per quella signora. A primo impatto, questo ti potrà sembrare tutt'altro che cosa positiva ma nella mia morale, sapere che qualcuno presto mi lascerà - senza invece rimanere, possiamo così dire, col dubbio che possa accadere da un momento all'altro - mi garantisce di poter passare più tempo possibile con la persona in questione, di starle vicino, e regalarle delle ultime illusioni. Dall'altro lato, permetterà alla persona una consapevolezza che di sicuro non avrà mai avuto (e che mai nessuno avrà, ammettiamolo) in vita, seppure tutti quanti ci sforziamo di ricordarcene; consapevolezza che si enuclea in numerose frasi ed in diversi aforismi: carpe diem; nulla dura per sempre; è meglio avere un rimpianto che un rimorso; panta rei; il tempo fugge; etc. etc.
Poi, la morte, nella tua concezione mistico-credenziale potrà significare davvero molto, ma per un nietzchano come me, considerandoci essenzialmente come ricordo, non cambia molto tra vita e morte di una persona: anzi, in verità cambia solo per un particolare.
Homo sum, humani nihil a me alienum puto.