Concordo assolutamente sul fatto che sia il potere il motivo che scatena le guerre. Potere che oggi si traduce in egemonia economica!
Italo Svevo in "la coscienza di Zeno" (capolavoro a mio avviso) concludeil romanzo con una riflessione proprio su questo tema:
Bizio ha scritto:Ora si capisce la differenza fra animali e uomini: gli animali si sarebbero semplicemtente pestati.
Gli uomini, invece, schierarono delle persone a loro favore, le armarono e dissero: "Quello è il nemico, uccidetelo."
E continua ad andare così, e si ricorre ad armi sempre più potenti e distruttive che al posto di uccidere solo il nemico uccidono anche centinaia di civili.
lui dice (molto a spanne) che un tempo la guerra poteva non essere una cosa così cattiva. Non fraintendiamo questa affermazione, si intende una situazione in cui vi sia disaccordo tra due generici schieramenti, ognuno dei quali si vuole imporre sull'altro al fine di ottenere un privilegio.
Ebbene, se con le trattative non si arriva a niente, i fatti portano all'uso della forza, che sfocia in una battaglia sanguinosa; in questo tipo di guerra però c'è uno scontro fisico finalizzato a decretare la propria superiorità sull'avversario, c'è una consapevolezza delle proprie azioni, e una coscienza dell'avversario stesso. Il campo di battaglia, finita la guerra, mostra i segni della vittoria quanto della sconfitta, e anche il più sanguinario guerriero vedendo i proprio compagni caduti, non può che pensare di limitare questo tipo di avvenimenti ai casi in cui sia "indispensabile".
Con l'evolversi delle tecnologie, invece, si perde proprio questo aspetto: per eliminare un nemico con la spada, devo vincere uno scontro fisico, ed avere la freddezza d'animo di trapassare il suo corpo. Con una pistola basta premere il grilletto da 100 metri di distanza. Se poi, semplicemente schiacciando un bottoncino in America, io posso fare partire un missile che mi uccide centinaia di persone in Australia, perdo la consapevolezza della gravità delle mie azioni.
Insomma, il "peggioramento della guerra" è direttamente proporzionale alla "distanza" di battaglia tra i nemici che si affrontano, ovvero è direttamente proporzionale all'evolversi delle tecnologie.
La conclusione sarà, dice Svevo, che prima o poi qualche
pazzo inventerà un'arma così potente che, utilizzata, distruggerà il mondo intero.
Ipotesi non del tutto inverosimile! certo, speriamo tutti che si sbagli, ma di certo questo fa riflettere su come al giorno d'oggi, l'avere perso la
coscienza della guerra, possa essere una concausa allo scoppio di una guerra, vista come il metodo più sempice di aggiudicarsi i poteri economici già citati.