
IlGiovaneIko ha scritto:Max, l'influenza di fattori inerenti la riproduzione, vorrei tenerli al di fuori del topic in quanto sono un'invariante per quanto riguarda il materiale costituente il fusto.


edmondo ha scritto:Giusto TUTTO!!! Una parola di Treno sarebbe cosa buona!! (Cos'è il CICAP, Signor SIGNORIDRUMS? )












bumbato ha scritto:Ci sono 3 elementi che daranno il suono
1.la pelle
2.il fusto
3.il volume/forma
bumbato ha scritto:la pelle è la prima superficie a mettersi in movimento. Percossa si muove nelle due direzioni, sempre meno, per attrito e memoria di forma, fino a fermarsi.
Quanto si muove?
Dipende da quanto è spessa, del materiale di cui è fatta, se il materiale è uniforme, quanto è tesa.
bumbato ha scritto:Si muove e genera un suono.
Il fusto è un oggetto fisico rigido e quindi possiede una Fs (frequenza di risonanza) che è la frequenza più bassa che il fusto può emettere, ed è una sola per ogni fusto.
Questa Fs dipende dal peso, spessore, dimensione, materiale, costruzione del fusto.
bumbato ha scritto:Infine abbiamo il volume/forma.
Il suono prodotto dal volume/forma è paragonabile a quello di qualsiasi strumento musicale a volume d'aria, come per esempio la canna di un organo o un sax.
Prendiamo il sax. Possiamo paragonare l'ancia, cioè la parte mobile, alla pelle, mentre la struttura del tubo la paragoniamo al fusto.
Supponiamo per semplicità che il saxofonista chiuda tutti i fori e faccia la nota più grave.
È chiaro che questa colonna d'aria determina questo suono, e che il materiale di cui è costituito il sax (ottone o policarbonato per es.) genera un suono specifico del materiale che entra in risonanza.
Ma altrettanto chiaro quanto sia la fonte molto più importante ovvero il saxofonista (vedi il tocco) e l'ancia (vedi la pelle).
Così possiamo anche dire che un fusto, tanto più è proporzionalmente corto e tanto meno influenzerà il suono nell'essenza di cui è costituito.
bumbato ha scritto:Tornando all'inizio, la pelle si muove avanti e indietro, supponiamo 110 volte al secondo. Abbiamo un tom accordato a 110Hz che corrisponde ad un LA. (in realtà non è così semplice perchè alla percussione il suono è più acuto e poi diventa più grave, questo perchè il colpo tende maggiormente la pelle nell'istante in cui aumenta la superficie di questa).
Ovviamente il tom non suona un'onda sinusoidale pura (come quelle di prove tecniche di trasmissione RAI di una volta), ma suona un'onda bastarda, come qualsiasi altro strumento musicale, in cui c'è la caratteristica tipica, che ci dà la possibilità di riconoscere il LA di una chitarra, da quello di un sax, da quello di un tom. Sempre il solito LA a 110Hz, eppure con timbri completamente diversi.
Questo timbro è dato dalla somma della fondamentale (i 110Hz) a quella di tutta una serie di spurie e risonanze che si trovano al di sopra della fondamentale (oltre i 110Hz) e anche al di sotto.
Il suono così è specifico per ogni strumento perchè le spurie e le armoniche sono differenti da strumento a strumento, voce umana inclusa.
bumbato ha scritto:Torniamo al titolo del topic. Posso certo apprezzare meglio le differenze di materiale del fusto se:
1.il fusto è proporzionalmente lungo rispetto al diametro. (ascoltate un tubofono).
bumbato ha scritto:2.se la pelle è accordata sulla stessa Fs del fusto, o su un suo multiplo o sottomultiplo, (meno se su un suo armonico e ancor meno se è accordata su una frequenza che è differente anche da quello). Se la pelle è accordata sulla Fs del fusto il suono si allunga perchè il fusto vibra per simpatia assieme alla pelle.
bumbato ha scritto:3.Se il fusto è libero di muoversi. Ovvero se non è bloccato (la cassa si muove meno). (Zero in un fusto fatto di cemento che pesi 4 tonnellate. Sentirete solo la pelle).
4.Se il fusto coinvolge frequenze di maggior pertinenza alle capacità umane ovvero frequenze prossime ai 4000Hz (nelle armoniche e non nella fondamentale ovviamente). Quindi è più facile sentire l'essenza in un fusto piccolo rispetto ad un fusto grande.
bumbato ha scritto:5.Se il fusto è più rigido. Sia perchè la sua morbidezza agirebbe in controfase con la pelle, riducendo in toto il volume, sia perchè la sua Fs è più sollecitabile se il materiale è rigido.
bumbato ha scritto:Tutto quanto detto finora, complicato dalla seconda pelle, la risonante, che interagisce completando il sistema al 100%. L'interazione tra le 2 pelli e il fusto dà il suono finale. Complicato ulteriormente se la battente non è colpita al centro ma in un punto differente. Complicato ulteriormente dal fatto che un tom è costituito anche dai cerchi, dalle meccaniche, che influenzano il suono anche loro. Complicato ulteriormente dalla ripresa/riproduzione (ambiente, microfoni, altoparlanti). Complicato ulteriormente dalle condizioni delle nostre orecchie. Complicato ulteriormente dalla nostra abitudine, conoscenza ai suoni. Complicato ulteriormente dal fatto che il fusto esprime la sua natura non solo emettendo suono diretto ma interferendo con la sua vibrazione sulla pelle, che restituisce in parte le caratteristiche del fusto.




TND-storm ha scritto:fisicamente l'aumento di tensione che la pelle acquisisce dal colpo di bacchetta (diretta verso il centro del fusto) si scarica in egual modo sul bordo del fusto e sul cerchio, proprio perchè è il cerchio che mantiene la tensione della pelle.
TND-storm ha scritto:
Di solito trovo più sensibile la differenza di essenza in fusti dai 14" in su, forse è perchè a parità di spessore con un diametro minore i fusti diventano più resistenti e rigidi.
...
Io direi piuttosto "se un fusto è entro il range ammissibile di rigidità": un fusto molto rigido tenderà a sostenere meglio il modo di oscillazione ideale della pelle e quindi a influenzare meno il suono. Ma qui entrano in gioco anche i bordi che possono cambiare le carte in tavola e neanche di poco.
...
Sottolineerei il "complicato"![]()
Nel senso che i fattori in gioco sono talmente tanti che soffermarsi solo sull'essenza è decisamente riduttivo.
A parità di tutte le altre caratteristiche l'essenza influenza il suono? Sì, ma a volte tanto, a volte poco, a seconda appunto delle caratteristiche di contorno.


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