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L'influenza delle essenze sui suoni....

La sezione per discutere sul nostro strumento.

Messaggioda SignoriDrums il lun dic 01, 2014 2:32 pm

Io vorrei partire da un altro punto di vista:
i mezzi di ripresa influenzano grandemente il suono.
Però quando suono, io sento il suono acustico del mio strumento dal vivo, da molto vicino, e sperimento la risposta fisica in prima persona. Questo mi guida verso uno strumento anziché un altro, anche se la differenza fosse solo il colore.
Questo è soggettivo, e nessuno può venire a sindacare sulle mie sensazioni quando suono. E queste sensazioni influenzano in maniera sensibile il mio modo di suonare.
Questo vale per tamburi, piatti, bacchette, pedali, qualunque oggetto con cui interagisco mentre suono, anche lo sgabello e la stanza. Anche tra la terra e la nave [cit.]
Quello che concerne la ripresa del suono, farlo arrivare fino all'ascoltatore, è un altro paio di maniche e molti batteristi se ne strabattono il cazzo. [cit.]
Uno che non lo fa è Gavin Harrison, e se ascoltate The Incident dei Porcupine Tree capite di cosa sto parlando. Però parlo del cd originale da un impianto serio, non una copia in mp3 compressa ad minchiam e passata in .flv su youtube.
Tanto per dire, in quell'album Harrison ha usato degli AKG414 solo per riprendere i tom.
5000euro di microfoni solo per 5 tom.
E' più del costo dei 5 tom.
Per cui questi paragoni (o pippe come direbbe il presidente ad honorem del CICAP) fra legni andrebbero fatti di persona, sicuramente non attraverso un microfono scadente, una compressione mp3 scadente ed un impianto di riproduzione praticamente inesistente.

Dal punto di vista fisico, il fusto vibra con la pelle e le frequenze emesse o assorbite dipendono dalla densità e dalla elasticità del materiale, quindi sì, il materiale influenza il suono. Di quanto questo sia preponderante rispetto ad altri fattori come pelli, accordatura, etc, francamente m.s.i.c. [cit.]
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Messaggioda IlGiovaneIko il lun dic 01, 2014 2:51 pm

Max, l'influenza di fattori inerenti la riproduzione, vorrei tenerli al di fuori del topic in quanto sono un'invariante per quanto riguarda il materiale costituente il fusto.

Per quanto riguarda la tua conclusione, citazione colta a parte, è la premessa da cui ero partito anch'io. La domanda che mi ero posta è fondamentalmente, quanto influisce il materiale?

E' ovvio che l'unica cosa su cui meccanicamente influisce è la risposta in frequenza del fusto stesso all'impulso determinato dal colpo di bacchetta (che poi a sua volta potrebbe secondariamente influire sulla deformata stessa della pelle? Poco, tanto, dipendentemente dalla rigidezza dei cerchi?).

Ma in sostanza è:

1 realmente percepibile?

2 univoca come influenza? (in soldoni mi permette di identificare il materiale?)

Io ho le mie idee, ma mi piacerebbe sentire un'esperienza empirica che possa suffragarle oppure modificarle.

All'epoca non avevo identificato TND come costruttore e quindi leggere adesso certe sue affermazioni mi dà, a posteriori, una base logica sul come anche le mie idee sull'argomento siano evolute da allora.
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Messaggioda SignoriDrums il lun dic 01, 2014 3:38 pm

IlGiovaneIko ha scritto:Max, l'influenza di fattori inerenti la riproduzione, vorrei tenerli al di fuori del topic in quanto sono un'invariante per quanto riguarda il materiale costituente il fusto.


È il motivo per cui ho risposto qui (anche se forse la mia risposta sarebbe stata più indicata di là), e per cui secondo me l'altro topic, quello del CICAP, è mal posto.
È come chiedere di riconoscere sfumature di azzurro e verde da una foto in bianco e nero.

Io ti posso dire che per esperienza, a parità di altri fattori, il materiale influisce in maniera sensibile.
Se vuoi una "quantificazione" di questa influenza, questo non lo posso fare, e non saprei come farlo.
Altrimenti potremmo dire che se le grandi case giocano molto su questi aspetti per incrementare le vendite, Moreno con tutte le sue ricerche avrebbe solo delle allucinazioni auditive :o

Ecco, Moreno è uno che potrebbe dare un contributo consistente a questo topic.
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Messaggioda IlGiovaneIko il lun dic 01, 2014 3:45 pm

Mi piacerebbe un casino che Moreno intervenisse in questo topic, così che dalle sue esperienze oggettive e da un discorso fondato su una base teorica un po' solida come quella che possiamo fornire noi, si riesca a sintetizzare un discorso meno soggetto all'aleatorietà.
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Messaggioda edmondo il lun dic 01, 2014 3:51 pm

Giusto TUTTO!!! Una parola di Treno sarebbe cosa buona!! (Cos'è il CICAP, Signor SIGNORIDRUMS? )
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Messaggioda SignoriDrums il lun dic 01, 2014 3:57 pm

edmondo ha scritto:Giusto TUTTO!!! Una parola di Treno sarebbe cosa buona!! (Cos'è il CICAP, Signor SIGNORIDRUMS? )

CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze).
Una volta, scherzando, ho chiesto a Soul se ne facesse parte.
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Messaggioda stepuc78 il lun dic 01, 2014 4:34 pm

il materiale influenza il suono, ma in maniera piuttosto marginale: son convinto che un buon 80% del suono di una batteria o chitarra o altri strumenti, lo faccia il musicista.
in tantissimi locali, anche grossi, il 50% delle volte avrò suonato con strumenti appena dignitosi...eppure tutti mi dicevano che avevo la mia pacca ed il mio suono ;)

i Blind test poi andrebbero fatti con lo strumento sottomano dal vivo e direttamente in sala e sentire con il proprio orecchio...gia da un file compresso su Internet metà delle sfumature sonore vanno a farsi benedire.

Chi di voi, ascoltando un Cd in auto riesce a distinguere x esempio se il chitarrista di turno sta suonando una Stratocaster, una Telecaster o un Gibson Les Paul??????? eppure fra strumento e strumento le differenze ci sono eccome!!!! ma non sarebbe comunque corretto sostenere che queste tre chitarre suonano tutte uguali..non è vero.
Semplicemente la differenza è meno avvertibile, a maggior ragione se lo strumento non lo si ha sottomano
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Messaggioda edmondo il lun dic 01, 2014 7:57 pm

Anche questo è vero!!


@SignoriDrums: grazie del chiarimento........: volevo essere certo di aver capito! :)
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Messaggioda Mistico il mar dic 02, 2014 12:19 pm

Il topic me lo sono letto tutto d'un fiato ed è molto interessante.

Non ho conoscenze tecniche per dare il mio contributo alla questione però rispetto all'altro topic "indovina la batteria" noto che questa discussione di 7 anni fa ha toni molto più sereni.
Nessuno tenta di prevaricare le opinioni degli altri ed il "confronto" d'idee è molto più costruttivo.

Ma questa credo sia una tendenza comune in tutte le discussioni di 5/10 anni fa rispetto a quelle che leggo oggi.
Forse sarebbe bello recuperare un clima più disteso senza che lo scambio d'opinioni si trasformi in una specie di campo di battaglia.

Scusate l'off topic..
Il Demo del mio gruppo folk rock (FOLK U!) è scaricabile 'aggratis!! Accattatelo!!!

http://www.mediafire.com/?ckjn8dsj1ny1nro
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Messaggioda raffaele il mar dic 02, 2014 12:49 pm

Dopo anni, una bannamento :cry: , e molte storie :P sono dello stesso parere, son tutte pugnette :D :D :D
Purtroppo il batterista si trova davanti una batteria che ha un certo timbro sonoro ma non fa note e dopo un po' si stanca e ne cerca un altra con l'illusione di avere suoni diversi e di suonare quindi anche relativamente meglio, ma poi si stanca e ne cerca un'altra e via dicendo. I vari costruttori di batterie questo lo sanno bene e ci giocano su questo fatto ormai divenuto un dogma :) (ma credo sia così per tutti i musicisti tenendo presente però che le sonorità elettroniche mutano invece di parecchio e nemmeno sono da paragonare a quelle della batteria che sostanzialmente rimangono simili negli anni)
Tutte le batterie suonano, più o meno in modo similare.Alcune hanno volume non eccessivo, altre un po' di più, alcune sono cupe, altre han suoni verso tonalità alte ecc ecc ma la differenza la percepiamo bene solo noi batteristi. Certamente il legno, i bordi, le pelli e tutte le meccaniche influenzano il suono della batteria, ma queste differenze sonore sono percepite bene solo da noi batteristi. Del resto con più una batteria per noi batteristi suona bene e molto sonoramente e con più rompiamo le balle a chi suona con noi o a chi viene a sentire il gruppo.Quindi diventa anche tutto relativo :)
Però c'è una cosa da dire che c'entra relativamente poco con il suono in senso oggettivo della batteria ma la accenno ugualmente: la nostra creatività
Secondo alcuni suonare sempre con la stessa batteria e con la stessa accordatura e pelli, imparando bene tutte le potenzialità di questa, si riesce a fare cose migliori (in base al nostro progresso tecnico-musicale) perché si sa sempre come comportarsi prevedendo già in anticipo la risposta timbrica di quella batteria in relazione ai nostri colpi e rudimenti che gli portiamo.
Secondo altri invece cambiare spesso batteria, accordatura e pelli invece incrementa il nostro stimolo verso sonorità diverse alimentando la fantasia e migliorando quindi la nostra creatività.
Due modi diversi di intendere la sonorità della batteria e del comportamento in conseguenza.I primi rimarranno fedeli alla propria batteria o a quelle sonorità, i secondi fanno la fortuna dei commercianti di batterie :D :D
Ci sono varie teorie e studi sui legni, sulle venature, sull'influenza di esse rispetto alla membrana che vibra al colpo di bacchetta, così come ci sono vari studi su pelli e meccaniche e loro influenza sul suono.Ormai si è detto e scritto di tutto e di più e anche di troppo. Secondo me son tutte cose interessanti, ma alla fin fine son tutte pugnette, rimango nella mia convinzione che quello che conta effettivamente è il tocco, le dinamiche più che la batteria in sé. Mi è capitato di sentire batterie dal suono schifosissimo perché malamente accordate e comunque molto economiche e suonate da dilettanti allo sbaraglio, ma quando venivano suonate da un bravo professionista il suono cambiava di parecchio senza mutare accordatura pelli o fusti .Perché il suono cambiava tantissimo? Chiaro, è il tocco.
Dunque rimango nella convinzione che più che far ricerca su legni, marche, pelli bisognerebbe fare ricerche mirate su come i grandi portassero i colpi e facessero uscire quella sonorità. In sostanza è più utile studiare come vanno portati i colpi, l'impugnatura, l'altezza dopo il rimbalzo, la parte di bacchetta che va a colpire la pelle e dove,ecc ecc pittosto che le pugnette varie su legni & C.
Poi, non dico che siano argomenti fastidiosi quelli su pelli, legni, marche ecc ecc, anzi son sempre argomenti interessanti (detta da me poi che son collezionista di batterie sarebbe anche come darmi un calcio nei maroni da solo) però,...son comunque pugnette, sono elucubrazioni onanistiche sono masturbazioni mentali, insomma chiamatele come volete. Molto meglio concentrare le proprie fatiche su come vanno portati i colpi e studiare come li gestiscono i grandi, quelli riconoscibili subito dal loro suono, con qualunque batteria avessero usato in passato o nel presente. Scusate se ho urtato la suscettibilità di chi non la pensa come me, non era comunque assolutamente mia intenzione, ho solo ribadito ciò che già pensavo anni fa...e mi fa piacere rileggere questo topic :wink:
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Messaggioda SignoriDrums il mar dic 02, 2014 1:19 pm

Di' la verità, tu e Bumbato siete la stessa persona :o :o
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Messaggioda souldrum il mar dic 02, 2014 1:53 pm

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Messaggioda bumbato il mar dic 02, 2014 3:20 pm

Vecchio topic del 2007, dirò la mia. no, non ho un doppio log.

Prendiamo un tamburo monopelle.

Ci sono 3 elementi che daranno il suono
1.la pelle
2.il fusto
3.il volume/forma

la pelle è la prima superficie a mettersi in movimento. Percossa si muove nelle due direzioni, sempre meno, per attrito e memoria di forma, fino a fermarsi.

Quanto si muove?
Dipende da quanto è spessa, del materiale di cui è fatta, se il materiale è uniforme, quanto è tesa.

Si muove e genera un suono.

Il fusto è un oggetto fisico rigido e quindi possiede una Fs (frequenza di risonanza) che è la frequenza più bassa che il fusto può emettere, ed è una sola per ogni fusto.
Questa Fs dipende dal peso, spessore, dimensione, materiale, costruzione del fusto.

Infine abbiamo il volume/forma.
Il suono prodotto dal volume/forma è paragonabile a quello di qualsiasi strumento musicale a volume d'aria, come per esempio la canna di un organo o un sax.
Prendiamo il sax. Possiamo paragonare l'ancia, cioè la parte mobile, alla pelle, mentre la struttura del tubo la paragoniamo al fusto.
Supponiamo per semplicità che il saxofonista chiuda tutti i fori e faccia la nota più grave.
È chiaro che questa colonna d'aria determina questo suono, e che il materiale di cui è costituito il sax (ottone o policarbonato per es.) genera un suono specifico del materiale che entra in risonanza.
Ma altrettanto chiaro quanto sia la fonte molto più importante ovvero il saxofonista (vedi il tocco) e l'ancia (vedi la pelle).
Così possiamo anche dire che un fusto, tanto più è proporzionalmente corto e tanto meno influenzerà il suono nell'essenza di cui è costituito. Ovviamente deve avere comunque rigidità per tenere in tensione la pelle altrimenti le interferenze antimusicali invece ci sono e dipendono dall'inappropriatezza del materiale usato.

Tornando all'inizio, la pelle si muove avanti e indietro, supponiamo 110 volte al secondo. Abbiamo un tom accordato a 110Hz che corrisponde ad un LA. (in realtà non è così semplice perchè alla percussione il suono è più acuto e poi diventa più grave, questo perchè il colpo tende maggiormente la pelle nell'istante in cui aumenta la superficie di questa).
Ovviamente il tom non suona un'onda sinusoidale pura (come quelle di prove tecniche di trasmissione RAI di una volta), ma suona un'onda bastarda, come qualsiasi altro strumento musicale, in cui c'è la caratteristica tipica, che ci dà la possibilità di riconoscere il LA di una chitarra, da quello di un sax, da quello di un tom. Sempre il solito LA a 110Hz, eppure con timbri completamente diversi.
Questo timbro è dato dalla somma della fondamentale (i 110Hz) a quella di tutta una serie di spurie e risonanze che si trovano al di sopra della fondamentale (oltre i 110Hz) e anche al di sotto.
Il suono così è specifico per ogni strumento perchè le spurie e le armoniche sono differenti da strumento a strumento, voce umana inclusa.

Torniamo al titolo del topic. Posso certo apprezzare meglio le differenze di materiale del fusto se:
1.il fusto è proporzionalmente lungo rispetto al diametro. (ascoltate un tubofono).
2.se la pelle è accordata sulla stessa Fs del fusto, o su un suo multiplo o sottomultiplo, (meno se su un suo armonico e ancor meno se è accordata su una frequenza che è differente anche da quello). Se la pelle è accordata sulla Fs del fusto il suono si allunga perchè il fusto vibra per simpatia assieme alla pelle.
3.Se il fusto è libero di muoversi. Ovvero se non è bloccato (la cassa si muove meno). (Zero in un fusto fatto di cemento che pesi 4 tonnellate. Sentirete solo la pelle).
4.Se il fusto coinvolge frequenze di maggior pertinenza alle capacità umane ovvero frequenze prossime ai 4000Hz (nelle armoniche e non nella fondamentale ovviamente). Quindi è più facile sentire l'essenza in un fusto piccolo rispetto ad un fusto grande.
5.Se il fusto è più rigido. Sia perchè la sua morbidezza agirebbe in controfase con la pelle, riducendo in toto il volume, sia perchè la sua Fs è più sollecitabile se il materiale è rigido.

Tutto quanto detto finora, complicato dalla seconda pelle, la risonante, che interagisce completando il sistema al 100%. L'interazione tra le 2 pelli e il fusto dà il suono finale. Complicato ulteriormente se la battente non è colpita al centro ma in un punto differente. Complicato ulteriormente dal fatto che un tom è costituito anche dai cerchi, dalle meccaniche, che influenzano il suono anche loro. Complicato ulteriormente dalla ripresa/riproduzione (ambiente, microfoni, altoparlanti). Complicato ulteriormente dalle condizioni delle nostre orecchie. Complicato ulteriormente dalla nostra abitudine, conoscenza ai suoni. Complicato ulteriormente dal fatto che il fusto esprime la sua natura non solo emettendo suono diretto ma interferendo con la sua vibrazione sulla pelle, che restituisce in parte le caratteristiche del fusto.

Per chi avesse dubbi sul fatto che anche un batterista possa avere a che fare con scale cromatiche posto questi due video.
membranofoni
:arrow: https://www.youtube.com/watch?v=5UZGF-L-XOU
idiofoni
:arrow: https://www.youtube.com/watch?v=fy9lf0rbvB8

riprendendo una domanda “il tamburo è differente da un violino”?

Da un punto di vista acustico e pratico la più grande differenza è che il violino nasce per generare circa una quarantina di toni e semitoni, il tamburo nasce per generare un solo tono.
I suoni del violino devono essere tutti quanti chiari e intellegibili altrimenti è un violino che ha fallito la sua mission, un tamburo può avere anche un tono bastardissimo, poco chiaro e poco definito, non è detto che per questo sia peggiore.

Infine, sempre a proposito di legni, posto ancora questo, già postato altre volte, ascoltate da 2:28 l'argomento essenze, pochi secondi. :arrow: https://www.youtube.com/watch?v=XdV3QYb1LJw
potete ascoltare anche ad occhi chiusi se come me diffidate delle interferenze visive.
la legge è uguale per tutti, sia per quelli che vanno in pensione misera a 70 anni
sia per quelli che dopo 4 anni e 6 mesi d'assenteismo in parlamento prendono la pensione.

Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono. Malcolm x
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Messaggioda edmondo il mar dic 02, 2014 5:04 pm

Strepitoso, Bumby: strepitoso!!! Nulla da dire

Ora vorrei cortesemente impostare il discorso dal punto di vista opposto (anche se Giovanelko non è molto propenso....). Lo reputo invece molto importante per chiarire forse la questione. RIBADENDO CHE NESSUNO POTRA' MAI MAI INDOVINARE di quale marca e di quale legno trattasi......al solo sentire attraverso un riproduttore musicale o anche dal vivo , il suono di una batteria,
spostiamoci dal combo Jazz puro (batteria acustica, pianoforte, contrabbasso Sax, etc etc) e andiamo sul POP ROCK e generi AMPLIFICATI: ovvero, quasi tutto il genere che abbiamo imparato ad ascoltare dalla fine '60 'ai 70 ai giorni nostri e sentiamo la batteria del link che segue (al di là della canzone di Lennon che può piacere o meno, certo) ,ma sentiamo la sola batteria in tutte le sue sfumature (non com'è suonata.....al di là che ci suona Tony Levin al basso e il sempre troppo poco quotato ANDY NEWMARK alla batteria!!), MA COME E' REGOLATA MIXATA EFFETTATA : io dico che essa batteria è l'ASSOLUTO di quello (che per me e per parecchi altri.......questo è un pezzo del '79 mi pare !!!) che in ASSOLUTO , per me, DEVE essere il SUONO della batteria! Io ho sempre fatto l'errore di voler partire con la mia batteria , IN PARTENZA, già con quel suono, il suono della batteria che sentiamo nel pezzo........ Lo so, è un errore: MA RIPETO NOI ABBIAMO SENTITO, NOI DELLA NOSTRA GENERAZIONE DEI 70 A VENIR QUI, QUELLA BATTERIA, QUEL TIPO DI SUONO, QUELLA ROBA Lì. Questo suono si è impresso nella nostra memoria musicale: la sfumatura tra acero e betulla in ultima analisi magari la becco io qui e pochi altri...... ma il suono che c'è nella nostra memoria non è quello della batteria acustica del nostro box........Quella batteria è quella che sentiamo noi, solo noi..................Il suono della batteria , quello finale, estremo, assoluto, per me passa attraverso le casse e il mixer. L'assoluto POP, ma anche rock, è questo: >

https://www.youtube.com/watch?v=da44IL8KaAw
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Messaggioda souldrum il mar dic 02, 2014 5:46 pm

..........
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Messaggioda vit vit il mar dic 02, 2014 5:51 pm

MA anche no,io sono del '70 ed ovviamente(purtroppo?)sono nato da queste sonorita'...ma quando ho sentito suonare una batteria piu' naturecon tutte le sue sfaccettature,non castrate,ne soffocate per esigenze commerciali.......beh vorrei sempre avere il piatto pieno di tutti i sapori e colori.

Edit:riferito al post poco sopra di ED
:B
Suono come sono
Ma....
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Messaggioda SignoriDrums il mar dic 02, 2014 6:34 pm

@Ed: un po' come la differenza fra il suono dei primi trenta secondi di questo:
https://www.youtube.com/watch?v=zNFI-22YFKk
E il risultato finale:
https://www.youtube.com/watch?v=WesKXdaWBq0
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Messaggioda IlGiovaneIko il mar dic 02, 2014 7:41 pm

Grande Andy Newmark.
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Messaggioda edmondo il mar dic 02, 2014 9:35 pm

SignoriDrums, HAI COLTO ESATTAMENTE QUELLO CHE HO VOLUTO DIRE (io peso ogni virgola prima di scrivere......e non ci sono ossimori o pleonasmi.........) e noto che hai centrato in pieno e per me hai risolto anche il dubbio di fondo di TUTTA questa discussione: LA RISPOSTA STA NELLE DUE RIPRESE DI COLLINS, PRIMA ASCIUTTA ( e comunque ha tom "particolari"........cassa un bel po' piena etc etc......non un gran suono risonante in partenza, più o meno, piuttosto scuro .......), ..............................E POI........ COME L'ABBIAMO SENTITA SEMPRE!!!! cOME ALLA FINE SEMPRE ABBIAM SENTITO LA BATTERIA POP ROCK: LA BATTERIA.................NEL FINALE DEL PEZZO!!!!!!!!!!!

C'è un ASSOLUTO, forse relativo, ma stasera SignoriDrums per me l'ha trovato!!!! Poi, ognuno resti a suonare dove suona e con chi e CON cosa suona..........Tanto non cambia niente.
Ma sono certo che qualche giovanotto di belle speranze, dopo questo Topic con la T maiuscola, ne sa molto molto di più, molto di più.
Grazie SignoriDrums, Bumbato, IkoGiovanelko, TND, Canzano e tutti quelli che hanno partecipato. Non ho altro da aggiungere.
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C) X-DRUM: tom/timp. 10" 12" 13ft 14ft 20x18" ( black) -
D) DrumCraft 10" 12" 14"ft Maple +16"ft Birch, Series 8 (El.Black) + cassa 22x18" e Tom 8x7" nuova serie6 ( maple/walnut) -
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Messaggioda vit vit il mar dic 02, 2014 10:31 pm

:( Rimango perplesso
Suono come sono
Ma....
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Messaggioda bumbato il mer dic 03, 2014 1:54 am

credo che ogni testa sia tribunale, rispondendo sulla questione di edmondo (sempre che io sia riuscito a capire).

per il basso, ne suono principalmente 3 e li considero 3 strumenti diversi, hanno 3 suoni diversi.
per la loro voce, cerco di raggiungerla regolando i potenziometri del basso e quelli dell'ampli ma poi mi accorgo che la tipologia della voce la do anche io, dovuta al mix composto dal toccare come, dove, quanto, stoppare le corde. ecc...
Sono così "problematico" in tale questione per cui non ho mai imparato ad usare il plettro proprio perchè avevo la sensazione di togliermi quella "manopola di regolazione" che invece mi sembra di avere suonando con le dita. Se vedo che la voce non è quella che volevo, la mano destra si sposta immediatamente in un altro punto della corda, lo faccio senza pensarci, ormai è una cosa direi quasi incarnita in me, pur essendo piuttosto scarso dal punto di vista tecnico.
Riguardo alla batteria per me è diverso, prorprio perchè nonostante la adori non sono un batterista. Ho un'idea più chiara di suoni in testa, e tendo a non variarla (diversamente dal basso, in cui immediatamente penso alle 3 tipologie che uso e mi dico "qui ci vuole questo").
Ho una mentalità più povera e meno elastica riguardo alla batteria, forse per questo ho le idee chiare sui suoni di batteria tuttofare che voglio.
Ma queste credo siano questioni personali, non credo che esista un "come si deve fare".
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Messaggioda TND-storm il sab dic 06, 2014 12:55 am

Dato che dal 2007 ho accumulato un bel po' di anni di prove ed esperienze e da 5 costruisco tamburi per lavoro, mi permetto di intervenire per integrare un attimo il discorso che avevo fatto all'epoca.


bumbato ha scritto:Ci sono 3 elementi che daranno il suono
1.la pelle
2.il fusto
3.il volume/forma


Per esperienza ho visto che i cerchi influenzano il suono più o meno quanto il fusto. D'altra parte se ci pensi fisicamente l'aumento di tensione che la pelle acquisisce dal colpo di bacchetta (diretta verso il centro del fusto) si scarica in egual modo sul bordo del fusto e sul cerchio, proprio perchè è il cerchio che mantiene la tensione della pelle. A seconda della configurazione dei blocchetti questa tensione può essere poi trasferita di nuovo al fusto in modi diversi, ma questo è un altro discorso...

bumbato ha scritto:la pelle è la prima superficie a mettersi in movimento. Percossa si muove nelle due direzioni, sempre meno, per attrito e memoria di forma, fino a fermarsi.

Quanto si muove?
Dipende da quanto è spessa, del materiale di cui è fatta, se il materiale è uniforme, quanto è tesa.


Dipende anche dalla rigidità/elasticità di fusto e cerchio, e da quanto tendono a smorzare il movimento della pelle. Diversi fusti e cerchi possono anche tendere a smorzare diverse frequenze a parità di geometria, proprio per le caratteristiche del materiale di cui sono composti.

bumbato ha scritto:Si muove e genera un suono.

Il fusto è un oggetto fisico rigido e quindi possiede una Fs (frequenza di risonanza) che è la frequenza più bassa che il fusto può emettere, ed è una sola per ogni fusto.
Questa Fs dipende dal peso, spessore, dimensione, materiale, costruzione del fusto.


Vero, ma c'è da considerare la deformazione che fusto e cerchi subiscono a seguito delle variazioni di tensione causate dal colpo di bacchetta.
Il moto oscillatorio di una pelle in teoria dovrebbe essere quello di una membrana circolare ideale. In pratica però il moto oscillatorio rappresenta una sequenza di variazioni di tensione che si scaricano anche su fusto e cerchi, deformandoli e cambiando la geometria del sistema e modificando il modo d'oscillazione teorico della pelle.
Queste oscillazioni sono estremamente sottili e basta poco per modificarle: un suono dall'esterno (vedi cordiera che frigge quando il bassista suona), una lieve interferenza meccanica (un pezzettino di nastro adesivo...), ecc..



bumbato ha scritto:Infine abbiamo il volume/forma.
Il suono prodotto dal volume/forma è paragonabile a quello di qualsiasi strumento musicale a volume d'aria, come per esempio la canna di un organo o un sax.
Prendiamo il sax. Possiamo paragonare l'ancia, cioè la parte mobile, alla pelle, mentre la struttura del tubo la paragoniamo al fusto.
Supponiamo per semplicità che il saxofonista chiuda tutti i fori e faccia la nota più grave.
È chiaro che questa colonna d'aria determina questo suono, e che il materiale di cui è costituito il sax (ottone o policarbonato per es.) genera un suono specifico del materiale che entra in risonanza.
Ma altrettanto chiaro quanto sia la fonte molto più importante ovvero il saxofonista (vedi il tocco) e l'ancia (vedi la pelle).
Così possiamo anche dire che un fusto, tanto più è proporzionalmente corto e tanto meno influenzerà il suono nell'essenza di cui è costituito.


In realtà dipende anche dalle caratteristiche meccaniche e geometriche del fusto che vanno oltre la profondità. Cambiando il bordo del fusto cambia il suono, anche se il fusto è profondo solo pochi centimetri.
Tieni conto poi che il suono cambia sensibilmente anche a causa di elementi completamente esterni alla colonna d'aria del tamburo (ovvero i cerchi).
Insomma trovo che la profondità sia solo una delle tante variabili, e un fusto basso ma di materiali diversi (o tipo di costruzione diverso) può variare sensibilmente di timbro.

bumbato ha scritto:Tornando all'inizio, la pelle si muove avanti e indietro, supponiamo 110 volte al secondo. Abbiamo un tom accordato a 110Hz che corrisponde ad un LA. (in realtà non è così semplice perchè alla percussione il suono è più acuto e poi diventa più grave, questo perchè il colpo tende maggiormente la pelle nell'istante in cui aumenta la superficie di questa).
Ovviamente il tom non suona un'onda sinusoidale pura (come quelle di prove tecniche di trasmissione RAI di una volta), ma suona un'onda bastarda, come qualsiasi altro strumento musicale, in cui c'è la caratteristica tipica, che ci dà la possibilità di riconoscere il LA di una chitarra, da quello di un sax, da quello di un tom. Sempre il solito LA a 110Hz, eppure con timbri completamente diversi.
Questo timbro è dato dalla somma della fondamentale (i 110Hz) a quella di tutta una serie di spurie e risonanze che si trovano al di sopra della fondamentale (oltre i 110Hz) e anche al di sotto.
Il suono così è specifico per ogni strumento perchè le spurie e le armoniche sono differenti da strumento a strumento, voce umana inclusa.


Un tamburo è uno strumento a nota indefinita proprio perchè il modo di oscillazione di due membrane circolari contrapposte produce armoniche in contrasto.
Personalmente ho cercato molto di sperimentare con le note del fusto, ma la mia conclusione è che se le pelli sono accordate bene con sè stesse il suono sarà spesso comunque gradevole, e l'ideale non lo si ottiene necessariamente allineando la nota di pelle e fusto.
Sarà perchè la fondamentale del suono prodotto dal fusto cambia a seconda di come lo si tiene, da quanto lo si mette in compressione, dal peso dei blocchetti che sono vincolati al fusto (e che ne cambiano il modo di oscillazione). Insomma trovo che immaginare che il fusto vibri soltanto alla sua nota fondamentale "a riposo" e senza nulla attaccato addosso sia un po' troppo semplicistico... Se io prendo una lastra di metallo o di legno e la percuoto mentre è libera da tensioni ha una nota. Se aggiungo tensione ha un'altra nota. Perchè per un fusto non dovrebbe funzionare così?

bumbato ha scritto:Torniamo al titolo del topic. Posso certo apprezzare meglio le differenze di materiale del fusto se:
1.il fusto è proporzionalmente lungo rispetto al diametro. (ascoltate un tubofono).


Il tubafono però ha proporzioni diametro/profondità molto diverse da quelle di una batteria, e tra l'altro sulla batteria non si raggiungono misure così piccole.

bumbato ha scritto:2.se la pelle è accordata sulla stessa Fs del fusto, o su un suo multiplo o sottomultiplo, (meno se su un suo armonico e ancor meno se è accordata su una frequenza che è differente anche da quello). Se la pelle è accordata sulla Fs del fusto il suono si allunga perchè il fusto vibra per simpatia assieme alla pelle.


Non sono daccordo per i motivi sopra citati, ma se ci si trova bene facendo così non ho certo nulla da ridire! ^_^

bumbato ha scritto:3.Se il fusto è libero di muoversi. Ovvero se non è bloccato (la cassa si muove meno). (Zero in un fusto fatto di cemento che pesi 4 tonnellate. Sentirete solo la pelle).
4.Se il fusto coinvolge frequenze di maggior pertinenza alle capacità umane ovvero frequenze prossime ai 4000Hz (nelle armoniche e non nella fondamentale ovviamente). Quindi è più facile sentire l'essenza in un fusto piccolo rispetto ad un fusto grande.


Di solito trovo più sensibile la differenza di essenza in fusti dai 14" in su, forse è perchè a parità di spessore con un diametro minore i fusti diventano più resistenti e rigidi.

bumbato ha scritto:5.Se il fusto è più rigido. Sia perchè la sua morbidezza agirebbe in controfase con la pelle, riducendo in toto il volume, sia perchè la sua Fs è più sollecitabile se il materiale è rigido.


Io direi piuttosto "se un fusto è entro il range ammissibile di rigidità": un fusto molto rigido tenderà a sostenere meglio il modo di oscillazione ideale della pelle e quindi a influenzare meno il suono. Ma qui entrano in gioco anche i bordi che possono cambiare le carte in tavola e neanche di poco.

bumbato ha scritto:Tutto quanto detto finora, complicato dalla seconda pelle, la risonante, che interagisce completando il sistema al 100%. L'interazione tra le 2 pelli e il fusto dà il suono finale. Complicato ulteriormente se la battente non è colpita al centro ma in un punto differente. Complicato ulteriormente dal fatto che un tom è costituito anche dai cerchi, dalle meccaniche, che influenzano il suono anche loro. Complicato ulteriormente dalla ripresa/riproduzione (ambiente, microfoni, altoparlanti). Complicato ulteriormente dalle condizioni delle nostre orecchie. Complicato ulteriormente dalla nostra abitudine, conoscenza ai suoni. Complicato ulteriormente dal fatto che il fusto esprime la sua natura non solo emettendo suono diretto ma interferendo con la sua vibrazione sulla pelle, che restituisce in parte le caratteristiche del fusto.


Sottolineerei il "complicato" :D
Nel senso che i fattori in gioco sono talmente tanti che soffermarsi solo sull'essenza è decisamente riduttivo.

A parità di tutte le altre caratteristiche l'essenza influenza il suono? Sì, ma a volte tanto, a volte poco, a seconda appunto delle caratteristiche di contorno.

Ad ogni modo ci sono semplicemente troppe variabili in gioco per soffermarsi su una sola di esse.

Ok abbiamo due fusti per rullante con lo stesso diametro, profondità e spessore, e con essenza diversa... ma il resto? Sono a strati o a doghe? Se a strati, come sono orientati gli strati? Prevalenza orizzontale o verticale? Quanto sono spessi gli strati? I bordi sono uguali? E gli snare bed? Ha i cerchi di rinforzo? Se è a doghe, i cerchi di rinforzo sono ricavati dal pieno o aggiunti in controvena? Che cerchi ci montiamo?

Insomma poi anche a parità di pelli, cordiera e accordatura onestamente parlare solo dell'essenza è un po' poco...

Capisco però che sia talmente complicato che spesso ci si ferma a parlare delle caratteristiche più ovvie, sia concettualmente che commercialmente, e si tralasciano per forza tutte le altre...
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Messaggioda bumbato il sab dic 06, 2014 2:50 am

ti ringrazio sentitamente perchè le tue osservazione mi pare che puntualizzino, rettifichino ed integrino con competenza quanto ho scritto. :wink:
riguardo all'accordatura, ho scritto qualcosa qui. :arrow: viewtopic.php?f=5&t=89492
Ho cercato di prendere in considerazione meno variabili possibili, (incluso il fatto che ho considerato un tom con la sola battente) nonostante nella realtà siano molte le variabili.
Questo per cercare di rimanere su livelli più semplici possibili come è mia intenzione in quel forum sull'acustica.

Ti invito a dare il tuo contributo e a correggere eventuali corbellerie che io potrei aver scritto.
grazie.
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Messaggioda edmondo il sab dic 06, 2014 9:36 am

Vi ringrazio di cuore!!!! Musica per le mie orecchie!!!!
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Messaggioda treno70 il sab dic 06, 2014 9:49 am

Ragazzi non sono sparito e ci tengo molto a questo argomento... ma in questi tempi non riesco neanche ad aver tempo per organizarre il natale! appena riesco rileggo tutto e intervengo prometto!
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Messaggioda oscar il sab dic 06, 2014 12:28 pm

molto interessante grazie...
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Messaggioda IlGiovaneIko il mar dic 09, 2014 2:07 pm

TND-storm ha scritto:fisicamente l'aumento di tensione che la pelle acquisisce dal colpo di bacchetta (diretta verso il centro del fusto) si scarica in egual modo sul bordo del fusto e sul cerchio, proprio perchè è il cerchio che mantiene la tensione della pelle.


A parte questo dettaglio, su cui non riesco a trovare ingegneristicamente una quadra (su un diecast con 12 blocchetti secondo me si scarica ben più che metà dello sforzo, a prescindere dalla rigidezza del fusto...), per il resto, nelle frasi sotto identificate, sintetizzi perfettamente il mio pensiero.

TND-storm ha scritto:
Di solito trovo più sensibile la differenza di essenza in fusti dai 14" in su, forse è perchè a parità di spessore con un diametro minore i fusti diventano più resistenti e rigidi.
...

Io direi piuttosto "se un fusto è entro il range ammissibile di rigidità": un fusto molto rigido tenderà a sostenere meglio il modo di oscillazione ideale della pelle e quindi a influenzare meno il suono. Ma qui entrano in gioco anche i bordi che possono cambiare le carte in tavola e neanche di poco.
...

Sottolineerei il "complicato" :D
Nel senso che i fattori in gioco sono talmente tanti che soffermarsi solo sull'essenza è decisamente riduttivo.

A parità di tutte le altre caratteristiche l'essenza influenza il suono? Sì, ma a volte tanto, a volte poco, a seconda appunto delle caratteristiche di contorno.


Prima di pensare al materiale del fusto occorre considerare tipo di pelle (pelli...), dimensione del fusto, forma e qualità dei bordi, tipologia dei cerchi, quantità (e tipologia?) dei blocchetti, e tutto ciò ovviamente a parità di mano che sbatte (e di bacchetta utilizzata). Dopo di che l'influenza del materiale non può prescindere, per rimanere sul legno, da spessore, tipologia costruttiva (doghe, strati - spessore degli strati...) qualità costruttiva (rapporto legno colla, tipologia di collante...).

L'influenza dell'essenza utilizzata diventa sensibile in quegli ordini di grandezza lì... quando hai sgrossato già un bel numero di altre variabili.
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Messaggioda bumbato il mar dic 09, 2014 3:39 pm

-
Credo che esistano direzioni per sentire solo le pelli:
-
A. blocca il fusto così che non possa vibrare. (es. reggirullante o +)
B. che tutte le parti collegate al fusto lo siano molto saldamente.
C. usa un fusto pesante, magari 2 tonnellate.
D. allontana parti che possono essere messe in risonanza (es. rullo con cordiera inserita).
E. non accordare le pelli sulla risonanza del fusto e nemmeno su un suo armonico, (sempre sapendo la risonanza del fusto) usando un accordatore da applicare alla fase M.


Al contrario, direzioni per non sentire solo le pelli ma sentire anche ALTRO:
-
A. metti il fusto in modo che sia libero di vibrare.
B. se le parti collegate al fusto sono malferme vibrano come sonagli.
C. usa un fusto leggerissimo e rigido.
D. avvicina elementi interferenti (es. rullo, piatti)
E. accorda le pelli sulla risonanza del fusto usando un accordatore da applicare alla fase M.

quanto scritto sopra non è visto dal punto di vista musicale (chi vuole un tirante che vibri come un sonaglio? :) )
ma semplicemente dal punto di vista fisico.
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Messaggioda treno70 il gio dic 11, 2014 12:50 pm

una cosa è certa! riesci a sentire il suono "del tutto" solo quando suoni la batteria e la ascolti sul posto e senza microfoni! dopo di ciò puoi usare il cartone che tanto fa lo stesso.
naturalmente il piacere di ascoltare il proprio strumento al naturale,ci fa comunque sentire le differenze dei vari materiali e dei vari modi in cui siano state confezionate.
quindi secondo me oltre al suono,il tipo di legno influenza anche la dinamica e il feel del tamburo! e per me in maniera esponenziale.
e credo non ci sia una scala di importanza per quanto riguarda, legno,bordi,cerchi... per quanto mi riguarda,dopo una richiesta di un tipo di suono.. io devo assemblare tutte le caratteristiche per poter ottenere il risultato!.
quindi una cosa enfatizza l'altra! anche perchè potremmo fare un fusto in 3 essenze diverse,ma se facciamo bordi fatti male,sembreranno tutte somiglianti.
il fatto di riconoscere un'essenza nell'ascolto,lo puoi fare solo se la senti in purezza dal vivo! altrimenti vale il discorso di prima... una volta sotto microfoni,risulta tutto "distorto".
per il resto io non sono così tecnico e spigliato nel parlare e scrivere... ma una cosa è certa! ho capito come accontentare le richieste che mi vengono fatte,partendo dal legno il resto va di pari passo.
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Messaggioda souldrum il gio dic 11, 2014 2:04 pm

........
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