da Augusto-trambusto il sab lug 24, 2010 5:39 pm
spesso capita anche a me di vedere la morte come il limite dell'apprendimento e della conoscenza, ma questo è perchè vogliamo sempre di più, non ci accontentiamo e sopravvalutiamo quello che già sappiamo e che crediamo di poter sapere, convinti di poter arrivare a risposte definitive, di poter comprendere l'INFINITO....
Personalmente però la morte non mi inquieta, è triste pensare al distacco, ai sentimenti di chi rimanendo in vita ti desidera ancora accanto ecc...ma ciò di cui sono fatto è stato in grado di combinarsi in quello che sono e sarà in grado di combinarsi, dividersi con l'infinito e per sempre. Quando morirò infatti voglio che le mie ceneri vengano disperse un pò ovunque, mica in una cassa di legno.
Comunque sia, io che non credo al caso, aprendo gli occhi ogni santissimo giorno la prima cosa che mi viene in mente è: perchè?
La sola straordinaria presa di coscienza è inspiegabile, ma si rischia di cadere nell'ignorantissimo antropocentrismo...
Forse l'unico dio che potrei riuscire a riconoscere e ad adorare...a MIO modo...è il dio " PERCHE'? "