Cari amici labatteristi,
vi posto un video che ho guardato or ora, giusto per far riflettere un poco.
http://www.youtube.com/watch?v=fd4GGDmtpX8
Si tratta di una jam session tra Thoman Pridgen, Abe Laboriel Jr e Terry Bozzio. Premetto che apprezzo il lavoro solistico di Bozzio, e conosco il groove e il gran suono di Laboriel... l'unico che non conoscevo è Pridgen.
Appena aperto il video, le mie peggiori aspettative sembrano realizzarsi: la jam sembra una roba buttata a caso, frastuono, rullate a destra e a manca, non sale in superficie nessun senso melodico o quantomeno di "orchestrazione".
Poi accade una cosa.
A Pridgen si rompe la pelle della cassa, e poco dopo si spezza anche il pedale che usava sotto al timpano; l'uomo armeggia un po' dopodichè smette di suonare.
PUF! Aria fresca. Tutta un'altra situazione: Laboriel groova benone, fa pulsare il tempo in modo efficace, Bozzio interviene con i suoi suoni facendo frasi e inserendo colori interessanti, insomma gli ultimi minuti (anche se non sono proprio la migliore jam batteristica di sempre) sono gradevoli e si lasciano ascoltare.
La riflessione è quindi proprio sulla capacità di interplay e di ascoltare quello che fanno gli altri, e la capacità di restare sotto per sostenere un momento melodico o solistico di altri. Evidentemente Pridgen non l'ha, o in questo caso non l'ha voluta sfruttare facendo fill in continuazione alla "chipiùnehapiùnemetta".
Altra considerazione interessante è che il nostro uomo si ferma a causa della rottura dei pedali: ma non poteva continuare a suonare con l'altro piede sul charleston e le due mani? Si possono creare molte frasi interessanti e contribuire al groove anche senza grancassa.
Da qui vorrei puntualizzare un paio di elementi che sono quantomeno fondamentali per suonare in due o più batteristi, che magari i più navigati già conoscono ma che troppo spesso i giovani non notano:
- la capacità di ascoltare
- la capacità di adattarsi alla situazione
Voi che ne dite?









