Buon giorno a tutti. Sono Tullio Granatello, creatore di Tamburo prima e di Volume ora.
Sono contento di vedere che si parli gia del mio nuovo brand, pur non avendo ancora cominciato tutto il discorso promozionale.
In riferimento a ciò che ha scritto il signor Riccardo Martinazzi della Rotodrum non posso fare altro che pubblicare la mia risposta (del 13-01-2010) alla sua mail. E successivamente la risposta del signor Martinazzi a me, visto che lui ha "gettato la pietra" ma poi ha subito "nascosto la mano".
ecco a voi:
Buon giorno.
Leggo solo adesso la Sua mail causa mio viaggio in Asia fino a ieri. Posso solo pensare che, o Lei mi ha confuso con qualche altra persona o ha saltato qualche passaggio.
Il mio nome è Tullio con due elle, costruisco tamburi dal 1984, sono stato inventore del marchio Tamburo e il precursore dei tamburi costruiti a doghe sia in legno massello che in multistrato poliedrico (chiamato Opera), tutto questo con titolo di brevetti nazionali con estensione internazionale.
Inventore del primo blocchetto in legno e ottone nel 1982, del primo alzacassa per casse da 16" e 18" sempre in legno poi trasformato in resina e poi in metallo (senza brevetto, utilizzato da anni dalle migliori marche internazionali). Inventore del primo tirante (blocchetto) in materiale plastico Derlin tornito nel 1988, successivamente stampato (ABS +ottone o zama nel 1990).
Come inventore e progettista collaboro da anni con le più importanti società internazionali nel settore della percussione, alle quali ho concesso in uso diversi brevetti che per questioni di privacy non sto a menzionare.
Con questo spero di averle risposto in merito alla carenza di idee.
Per quanto riguarda i consigli che Lei avrebbe da darmi, mi deve perdonare ma la mia conoscenza sul suo operato si limita a due incontri: il primo durante la fiera Milano 2007, con Lei presente il sig. Manfredi Romano della Maber s.a.s. In quella occasione io esponevo per Proel s.p.a. i prodotti a marchio Tamburo tra i quali la batteria in acrilico centrifugato trasparente e svariati tamburi in acrilico verniciato internamente. Lei mi propose di acquistare i tubi in metacrilato piegato e saldato (magnificamente) della ditta Maber, e mi fece notare come la verniciatura interna da me fatta fosse poco rifinita (rullante 12"x6.5"a strisce orizzontali giallo e rosso)rispetto alla tecnica di stampa da Lei utilizzata. In quella occasione era presente anche il sig.Canzano Claudio (in cerca di lavoro) oggi responsabile del marchio Tamburo da me venduto a Proel .
Sul tavolino della stanza ricavata in un container _erano esposti alcuni tiranti in acrilico di diversa forma con perno passante_, sulla falsa riga dei tiranti della vecchia ditta italiana Hollywood che a suo tempo li produceva in lega di zama (quindi idea non brevettabile in quanto vecchia più di 20 anni) in più _sul tavolino era esposto il primo catalogo della mia nuova ditta di batterie VOLUME _registrata nel 2005 al tempo sospesa perchè chiamato a risollevare le sorti della Tamburo e spiegavo al sig.Canzano tutte le possibili elaborazioni che il materiale acrilico offriva, vedi tiranti acrilico (+tubo di tensione a perno passante) oggi definito" high tension", brevettato e utilizzato su tutta la linea di produzione.
Il secondo incontro è avvenuto durante la fiera di Francoforte 2008 dove Lei, rivolgendosi al suo collaboratore sig. Manfradi, esordì dicendo (credo in tono scherzoso) "è venuto a copiare". In quella occasione Lei mi illustrò i modelli di batterie presenti nello stand indicandomene uno in particolar modo costruito per il sig.Canzano citato da Lei come suo collaboratore e testimonial , se non ricordo male : set 5 pezzi acrilico trasparente con tiranti acrilici color rosso con cassa da 18".
Mi perdoni se le comunico solo adesso che _il dubbio che Canzano Le avesse suggerito l"idea di utilizzare tiranti in acrilico (visti l"anno prima in fiera Milano) mi abbia più che sfiorato la mente._
Tuttavia, conoscendo i limiti in termini di fragilità che il blocchetto singolo sia esso acrilico o di altro materiale produce se applicato ai cilindri acrilici (centrifugati ) sottilissimi da me utilizzati, non mi sono risentito più di tanto.
Sono un artigiano e ho nel mio DNA il rispetto assoluto per il lavoro e per chi, italiano o cinesese, si dedica ad esso con dedizione, umiltà e rispetto, quindi mi auguro di non aver in nessun modo leso Lei e i suoi interessi, dato che anche Lei è persona che lavora.
Distinti saluti
Tullio Granatello.
P.S. Per cortesia non si disturbi a rispondere: so che il tempo è prezioso per tutti, grazie
Ed ecco la risposta del signor Riccardo Martinazzi:
Ciao Tullio , è con piacere che leggo la tua email , ti
ringrazio di avermi risposto , oltre questo ti chiedo scusa
della email che ti ho scritto in un momento d'impeto , poi
spero che a quatrocchi ci stringeremo la mano , e ti
spiegherò il perchè della email ,
Io dovrei esserci a Francoforte con un nuovo brevetto che ho
fatto , e spero che ci sia anche tu , sarà una bella
occasione per alutarci ,
Ciao Riccardo
Avrei voluto evitare di rendere pubblico questo rapporto, ma chiamato in causa, non potevo non testimoniare quanto accaduto. Con questo penso di aver chiarito questa piccola diatriba.
Mi auguro che le persone dotate di intelletto, che pensano di avere qualche problema con me si sentano libere di contattarmi: sono una persona estremamente disponibile ed equilibrata e come inventore non credo di dovere niente a nessuno......anzi.
Un saluto a tutti, continuate a seguire gli sviluppi di volumedrums.
A breve sul sito
www.volumedrums.com una nuova serie di video fatti in studio di registrazione, per poter ascoltare al meglio i miei strumenti.
CIAO!
Tullio Granatello. Volumedrums. L' arte del tamburo dal 1984