neil_peart ha scritto:ora io da credente sono di parte, e secondo il mio modesto parere la presenza di Dio è tangibile con mano ogni istante. Quando nasce un bambino, quando vuoi bene a qualcuno. Quando ami qualcuno faresti di tutto.. o no? ecco allora che Dio ha fatto la stessa cosa.. si è sacrificato per noi. quale esempio più grande e palese di amore riuscite a farmi? morire per qualcuno non è una prova abbastanza grande?
Verissimo, ma tutto questo non costituisce una *prova* dell'esistenza di Dio ... torniamo al discorso di prima: la fede o la hai o non la hai, e tu che hai fede vedi l'esistenza di Dio in tutta una serie di cose che di sicuro andranno anche oltre a quelle che hai citato; ma semplicemente per chi ha fede non servono prove ... a te non serve che appaia una luce dal cielo e che ti dica d'essere Dio che viene a vedere che cavolo fan gli uomini sulla terra, tu ci credi anche senza tutto cio ... ecco, per me e per tante altre persone tutto questo non è una prova dell'esistenza di (un) Dio, ma l'insieme di una miriade di sfaccettature che fan parte della natura e della vita umana ... tu ci vedi dio, io ci vedo la vita, ci vedo l'uomo; e bada che con questo non affermo che io vedo più lontano di te perchè tu ti fermi all'irrazionale, oppure che tu vedi più lontano di me perchè io cerco risposte legate alla sfera razionale ...
schopenhauer è morto per i suoi lettori? si è sacrificato? se la memoria non mi inganna direi di no. quindi.. la filosofia direi di lasciarla fuori. e se la si vuole citare almeno non la si consideri fonte attendibile.
Aspetta, a questo punto bisogna chiarire: cosa intendi per fonte attendibile?
La filosofia è razionalità, ragionamento, pensiero ... la religione no: si basa su qualcosa di irrazionale ... comunque spiego quel che intendo per fonte attendibile ...
ad ogni modo nella religione esistono i miracoli. non sono formule va bene..
Va bene per te che vedi in certi fenomeni l'intervento divino, ma per me no ... e se c'è qualcosa, qualche fenomeno che non riesco a spiegare razionalmente non è detto che debba per forza etichettarlo come miracolo: possiamo considerare l'eventualità che non abbiamo ancora determinate conoscente e determinati mezzi per spiegare certi fenomenii? 2000 anni fa si associava ad un fulmine in Giove imbufalito: ora i fulmini li ricreiamo in laboratorio ...
ma come spiegate le ferite sempre aperte di padre pio?
Io spero di non distruggerti un mito ... ma la relazione del prof. Amico Bignami (al tempo era ordinario di patologia medica alla Sapienza) presentata al Sant'Uffizio nel 1919 o quando cacchio la presentò ... bene, lui si era espresso nutrendo seri dubbi sull'origine "soprannaturale" di quelle piaghe: a suo parere erano autoinflitte, e tenute vive inizialmente grazie a tintura di iodio e similari (qui non posso essere più preciso, ho letto solo degli stralci), che avrebbero portato ad una vera e propria infezione tipo eczema; il dottore poi faceva riferimento a suggestione, ma non ricordo esattamente il tutto ...
E anche se non considerassimo il suo parere (comunque ti ricordo che unito alla relazione di Gagliardi portò alla fine al decreto ufficiale di sconfessione di padre PIO), il fatto che non si riesca a spiegare a mio avviso non costutuisce una prova: e se le ferite venissero esaminate con le conoscenze scentifiche attuali?
Ti do il mio parere: io alle stigmate ci credo; per esperienza credo veramente che la mente possa comandare al corpo di fare più o meno quallo che vuole, magari attraverso meccanismi a noi ancora sconosciuti; di ulcere spontanee che non si rimarginano la medicina ne conosce tante (non necessariamente legate a pazienti credenti/cristiani ...) e non vedo perchè il fervore della fede non possa essere il primum movens di una di queste. Ciò a cui non credo è che queste ulcere possano essere mandate da un dio (se c'è) nè tantomeno che possano essere *un dono*.
In particolare mi è venuto in mente un fatto citato dal mio professore di psichiatria mentre si parlava di malattie psicosomatiche e potenza della mente. Una sua paziente aveva accudito per anni la suocera paralizzata a letto, completamente immobile, questa era stata la sua unica occupazione per tutti i giorni della sua vita dal giorno del suo matrimonio sino a poco prima che diventasse sua paziente. Per anni le sue giornate erano state scandite dai tempi della suocera, dai suoi bisogni, dalle esigenze di una famiglia che nel frattempo, nei ritagli di tempo, era nata, cresciuta, aveva percorso la strada di ogni famiglia. Tutto questo era cessato, di colpo, con la morte dell'anziana, che aveva lasciato, di colpo, libera questa donna: libera di non alzarsi più dal letto il giorno dopo del funerale. Paralizzata, completamente, totalmente, incapace di prendersi cura di se, per qualunque cosa. Dopo le ovvie quanto superflue analisi per escludere una qualunque noxa patogena l'unico lampante ragione di questa sciagura è stata riconosciuta essere, evidentemente, la somatizzazione, di cosa direi che è palese. A nessuno è venuto in mente, ai familiari tantomeno, di pensare che potesse essere un segno della bontà divina, nè dell'amore smisurato di questa donna per la suocera, che probabilmente aveva sempre rispettato e con la quale doveva sicuramente avere un legame intimo, intenso, assolutamente unico. La follia (chiamiamola così) per quanto fosse una risposta sofferta, era anche l'unica possibile.
Ora: se invece di essere paralitica questa suocera fosse stata colpita da ulcere cutanee di NDD (come si suol dire) non ci sarebbe nessuna differenza nella valutazione finale, la psicosomatizzazione sarebbe la stessa ovvia risposta; ma siccome a farsi venire le ulcere sono delle persone che "hanno fede", che non si fanno toccare da nessuno, che si coprono le ferite (come raccomanda la Chiesa) allora ci poniamo il dubbio che tutto questo possa essere un miracolo, che questa persona non sia così amata dal signore da poter elargire a piene mani doni in sua vece e ci vergognamo anche un po' a chiedere di poterci vedere un tantino meglio, a chiedere una risposta, una, purchè inopinabile.
Con questo non intendo dare una risposta alle stigmate di Padre Pio, ma fare un parallelo con altri casi, che presentano una spiegazione difficoltosa ...
Aggiungo una ulteriore riflessione: immaginiamo ora di avere un figlio, e di amarlo in quanto tale. non ci aspettiamo molto da lui, speriamo solo che viva la sua vita in modo felice, non faccia del male a nessuno e qualche volta si ricordi di venirci a trovare. Ma voi, a questo figlio, gli regalereste il momento più brutto della vostra vita, quello più doloroso per il corpo e per l'anima, quello più straziante, più deludente, più angosciante di tutta la vostra vita? E tu figlio, se sano di mente, aneleresti a provare tutto questo per sentirti più vicino a tuo padre? A me basterebbe il racconto
e io vi dico che per me sono tutt'altro che stronzate.
e di qui mi riallaccio al discorso, fatto in precedenza, del libero arbitrio.
siamo liberi di gestirci come più ci aggrada. nessuno obbliga nessuno a pregare a credere.. però per quel che mi riguarda Dio c'è.
Ma guarda, io non penso sia nemmeno una questione di libero arbitrio: tu non hai deciso di credere, ma la fede è nata dentro di te e di conseguenza certi fenomeni son la dimostrazione di qualcosa che tu senti e vedi in tante altre cose ... non pensare io non rispetti il tuo punto di vista: anche la fede fa parte a mio parere della natura umana ...
però non voglio essere frainteso, nel senso non prendetemi per l'invasato di religione.
Non ti ho preso per tale!







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