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Torto, Breve storia di una generazione..

Qui nessuna conversazione sara' off-topic: tutti gli argomenti sono ammessi (eccetto quelli che rientrano negli altri forum).

Messaggioda cardio18 il sab ott 30, 2010 9:17 pm

tutto vero ma di "giovani"
con la voglia di lavorare c'è ne sono
molti pochi in giro almeno qui dalle mie
parti. Di uscire tutte le sere e spendere
mentre papi e mami a lavorare come somari.
Mi dicono: "ma Tu non ti diverti, non esci, non si
ti vede in giro" IO rispondo che un LAVORO e che mi
spezzo la schiena 12 ore al giorno per uno
stipendio da morto da fame.
Basta un pò di sacrificio... :tru
LoreDem ha scritto:Te lo avrebbi meritato. Sarebbi stato vicino ti avessi preso a testate sul naso per impararti l'itali ano!

Omast95 ha scritto:si ma andatevene e non rompete co ste scene alla beautiful,ecchepalle
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Messaggioda matteo t il sab ott 30, 2010 9:22 pm

Rimpianto ha scritto:Io ho mandato a quel paese l'università e mi sono imparato un mestiere.

Fate come me, i 5,6,7 anni che avreste passato all'uni spendeteli a fare l'elettricista, l'idraulico, il piastrellista. Prima di tutto per lo stesso apprendere riceverete dei soldi e finito quel periodo avrete davvero in mano qualcosa che vale.


Perdonami ma questa è una delle PIù GROSSE CAZZATE DETTE DA UN CRISTO in 4 anni di forum.


Se una persona ha piacere, è portata, ha attitudine e interesse per imparare una determinata professione è gusto che lo faccia.

Se altre persone, hanno voglia di aprirsi in un qualche modo la testa (lo si può fare anche a casa, la sera dopo il lavoro, in biblioteca, NON SU INTERNET, dove vige la quantità invece della qualità) e vogliono assecondare quel prurito intellettuale che li pervade, allora è giusto che spendano tempo (3+2 anni) e soldi (a seconda del reddito partono in media 1200 euro l'anno) ad approfondie le tematiche e gli insegnamenti che hanno a cuore.
La conoscenza è alla base di tutto, non il nozionismo fine a se stesso, ma l'apertura mentale e l'apprendimento del ragionamento, la duttilità intellettuale.

Che poi al giorno d'oggi, NON CI SIA LAVORO in tutti gli ambiti, è un'altro paio di maniche.
Che poi al giorno d'oggi ci sia un esubero di laureati in Italia (ma non crediate che ci sian i numeri di Germania, Francia o USA) è un'altro paio di maniche.
Che poi alcune facoltà siano più spendibili sul mercato del lavoro è sempre stato.
Ed è ovvio, e sempre esistito che per raggiungere i propri scopi e riuscire, ci si deve fare il mazzo.

Ma NON è GIUSTA la quasi totale mancanza di prospettive, e di sbochi che oggi mancano, PER TUTTI.

Una possibilità di inserimento la si da a tutti, almeno una.
Se poi si fallisce, a casa...

Poi ci sono le farse dei concorsi...in 2000 per 6 posti... :lol: paghi 10 euro a botta e molte volte col punteggio non arrivi nemmeno in graduatoria, perchè piglia più punti chi ha già fatto quella mansione, ma vabbè, buttiamo via 10 euro e chissene...
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Messaggioda souldrum il sab ott 30, 2010 10:23 pm

io sono uno dei colpevoli........
generalizzo....ma ho 39 anni, potenziale padre di un figlio di 20........e questo e' cio' che emerge.....
La colpa e' in parte della mia generazione, che ha vissuto di lusso,sul culo fattosi da padre e nonni, e ha lasciato degenerare la situazione.....
Quoto kom quando dice "noi ci meritiamo tutto".

Per il resto, dal lato puramente pratico, mio figlio ha 6 anni e non 20.......spero solo di riuscire a fargli capire qualcosa......ma per almeno una 15na d'anni non potro' saperlo.......
Questa e' la mia preoccupazione di tutti i giorni.


@johnnydorelli1
non hai ancora capito una cosa.......che se fai bene il tuo lavoro, quando ti rompi i coglioni e vai via, ti corrono dietro gli altri.........semplicemente lo fanno sempre cercando che tu non te ne accorga....


@matteo t
non dire cosi'......credo che la piu' grande carenza che ci sia nei giovani d'oggi, sia il fatto di non aver mai dovuto lavorare per vivere, e per contribuire al sopravvivere della propria famiglia.
ho amici che, seppur appassionati, e con la voglia di studiare, a 14 anni sono dovuti andare in fabbrica a lavorare, senza continuare gli studi......solo perche' il reddito del padre e della madre non era tale da permettere il normale sostentare di una famiglia di 4 persone (magari c'era anche la sorella giovane, da mantenere).
Qualcuno, a 30 anni, ha provato con le scuole serali, qualcun altro invece no.....ma la cultura e' rimasta, in questi casi, solo una soddisfazione personale, non utile al fine dello sviluppo professionale.
E sia chiaro....parlo sempre di casi visti nel periodo in cui, "apparentemente", c'era la vita facile, dove ognuno sembrava essere un piccolo Re Mida, che ha 14 anni andava a lavorare, e a 18 metteva su un'impresa.

Ribadisco la mia idea..........spirito di sopravvivenza, significa andare a pulire i cessi, anche con una laurea da ingegnere 3+2.........
Ma al giorno d'oggi vedo gente che dopo 3 anni, se non trova lavoro al piano sotto casa, e pagato magari pure come vuole, rimane in casa a fare il mantenuto.........

L'orgoglio e' la rovina dell'uomo.....ma non ce ne siamo ancora accorti......o forse facciamo solo finta.
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Messaggioda Teufel il sab ott 30, 2010 10:29 pm

quoto senza se e senza ma quanto detto da 2distance e da kom.

Bravi ragazzi! ragionate come me! :tru :tru :tru :tru
SE NON TI LAMENTI DI NON AVER ABBASTANZA DENARO, NON SEI DI QUESTO FORUM(cit.duca:conte)
CERCO TOM 8" PER TAMA PERFORMER B/B
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Messaggioda nadir il sab ott 30, 2010 10:46 pm

sò che può sembrare un discorso brutto e probabilmente bigotto...ma più passa il tempo, più me ne convinco........oggi i giovani pensano "troppo" ai loro sogni e non sono capaci "di rinunciarci".......tutti rockstar veline e superingegneri o direttori del louvre.....non c'è più nessuno che vuole essere normale, avere casa e figli, a pescare la domenica.....tutti ambiscono a qualcosa di più....
ok niente di sbagliato, e soprattutto non me ne tiro fuori, ci sono anch'io eccome....
ma non tutti possiamo essere superingegneri, anche se siamo supercazzuti.....
insomma è brutto ma quante volte ho sentito parlare dei ragazzi e fra me pensavo
"ascò pischello, vedi di andare a pulire qualche cesso altro che scienze politiche, sennò ti fregano il post e non fai nemmeno quello"....
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Messaggioda |2D|STANCE| il sab ott 30, 2010 11:31 pm

Secondo me essere "normali" in questo pazzo sistema chiamato mondo, è la cosa più difficile e riduttiva che l'uomo possa fare.
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Messaggioda DannyK il dom ott 31, 2010 12:14 am

il vero problema di oggi è che l'università non ti inserisce per nulla nel mondo del lavoro... nè fisicamente, nè come preparazione..

porto il mio esempio da laureando in economia (ed io sono già avvantaggiato in quanto aiuto mio padre in una agenzia di assicurazione..); una qualunque assistente/segretaria di un commercialista con il semplice diploma di ragioniera, ma che lavora da 20 anni, mi mangia in testa a quanto ne sa più di me su bilancio, partita doppia e così via.. ok, non avrà le nozioni di operation management, ma chi se ne frega? non possiamo mica essere tutti manager..

tanto anche per fare il lavoro che fa lei vogliono la laurea, però vogliono anche esperienza.. e l'esperienza come me la faccio se non c'è il primo pirla che mi fa lavorare senza averne? semplice, lavorando senza essere pagato (spesso venendo utilizzato come schiavo sposta-documenti più che altro)... peraltro senza avere la minima speranza di essere assunto, una volta ottenuta "l'esperienza"...

ragazzi è la triste realtà, non è retorica.. e non è facile uscirne, perchè i datori di lavoro vogliono pagare sempre meno ed il coltello dalla parte del manico ce l'hanno loro... so di situazioni di amici che lavorano a condizioni in cui io avrei già commesso due o tre omicidi (fanno pagare a loro tutti i contributi sul lavoro, firmano busta paga di 4 e prendono 2, hanno contratto part time e fanno 9/10 ore al giorno..), eppure lo fanno per quelle 2 lire che prendono.. in questo caso di chi è la colpa? i ragazzi la voglia di lavorare ce l'hanno, ed il venire sfruttati (con il ricatto che se vanno via qualcun altro lo si trova di sicuro per rimpiazzarli), non glielo si può certo imputare!
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Messaggioda nadir il dom ott 31, 2010 12:38 am

|2D|STANCE| ha scritto:Secondo me essere "normali" in questo pazzo sistema chiamato mondo, è la cosa più difficile e riduttiva che l'uomo possa fare.

perchè?
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Messaggioda |2D|STANCE| il dom ott 31, 2010 1:24 am

La parola "normalità" è solo un mezzo per pararsi il culo, per voler sembrare umili e poi ci si ritrova tutti a giudicare con sufficienza chi ha un sogno perchè fondamentalmente si è frustrati dall'essere normali. Bisogna essere grandi in qualsiasi cosa si ambisca a fare, che sia il muratore o l'avvocato, l'importante è essere coerenti con se stessi. Non certo studiare perchè mamma vuole che diventi ingegnere quando a me fondamentalmente non me ne frega una sega di diventare ingegnere. E non mi sembra di dire assurdità perchè la maggior parte dei laureati di oggi che sono col culo per terra, sono persone che a un certo punto della loro vita hanno deragliato accettando il volere dei propri genitori e diventando inevitabilmente delle teste di cazzo.
|2D|STANCE|
 

Messaggioda matteo t il dom ott 31, 2010 1:43 am

|2D|STANCE| ha scritto: la maggior parte dei laureati di oggi che sono col culo per terra, sono persone che a un certo punto della loro vita hanno deragliato accettando il volere dei propri genitori e diventando inevitabilmente delle teste di cazzo.



Gianni, sinceramente credo che chi abbia fatto qualcosa tipo carriera universitaria per i genitori, beh...credo sia un coglione a prescindere...!
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Messaggioda Pako90 il dom ott 31, 2010 2:40 am

Ho 20 anni e non mi butto in qualcosa che non saprei dire, ma vi riporto il mio esempio ed il mio punto di vista.
In famiglia siamo 5 figli. Mio padre è un artigiano, ma contadino da prima di nascere, e mia madre ha fatto l'operaia.
Si sono sempre fatti il mazzo per portare la pagnotta a casa, spesso anche con lavori poco redditizi, però ora stiamo bene ( non ricchi sia chiaro).
L'unica laureata è mia sorella, in odontoiatria. All'università si è laureata con 100.
gli altri 4? ho un'altra sorella che fà la segretaria da un ingegnere, amico di famiglia.
Ho 2 fratelli , entrambi in musica....e sia chiaro non sono ricchi, anzi il contrario....però hanno percorso il loro volere, e se capita anche un lavoro umile "come extra" non perdono tempo.
Anche io vorrei entrare nel mondo della Dea Musica, ma è difficile....purtroppo se non sei Vasco Rossi, ci riesci appena a vivere (ma nelle migliori delle ipotesi!!!) di musica.
A mio padre farebbe piacere che suo figlio continui la sua attività...e come dargli torto.
Ma dice sempre una cosa, e ha sempre voluto che la imparassimo bene:" fate la vostra strada, la vostra vita dovete gestirla voi, non voglio rimpianti per colpa di noi genitori".
Perciò penso : in primis, che in questo mondo bisogna farsi il culo a mandolino, se vuoi avere quel minimo di stipendio che ti fà vivere dignitosamente...ci vuole tanta umiltà e voglia di fare...ma proprio tanta!!
In ultimo: prima o poi finiamo tutti a sentirci la messa distesi in un bel letto di mogano, quindi spendere una vita per far accontententare i genitori o altre persone....non è da coglioni...è PEGGIO!
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Messaggioda souldrum il dom ott 31, 2010 8:07 am

DannyK ha scritto:il vero problema di oggi è che l'università non ti inserisce per nulla nel mondo del lavoro... nè fisicamente, nè come preparazione..

porto il mio esempio da laureando in economia (ed io sono già avvantaggiato in quanto aiuto mio padre in una agenzia di assicurazione..); una qualunque assistente/segretaria di un commercialista con il semplice diploma di ragioniera, ma che lavora da 20 anni, mi mangia in testa a quanto ne sa più di me su bilancio, partita doppia e così via.. ok, non avrà le nozioni di operation management, ma chi se ne frega? non possiamo mica essere tutti manager..

tanto anche per fare il lavoro che fa lei vogliono la laurea, però vogliono anche esperienza.. e l'esperienza come me la faccio se non c'è il primo pirla che mi fa lavorare senza averne? semplice, lavorando senza essere pagato (spesso venendo utilizzato come schiavo sposta-documenti più che altro)... peraltro senza avere la minima speranza di essere assunto, una volta ottenuta "l'esperienza"...

ragazzi è la triste realtà, non è retorica.. e non è facile uscirne, perchè i datori di lavoro vogliono pagare sempre meno ed il coltello dalla parte del manico ce l'hanno loro... so di situazioni di amici che lavorano a condizioni in cui io avrei già commesso due o tre omicidi (fanno pagare a loro tutti i contributi sul lavoro, firmano busta paga di 4 e prendono 2, hanno contratto part time e fanno 9/10 ore al giorno..), eppure lo fanno per quelle 2 lire che prendono.. in questo caso di chi è la colpa? i ragazzi la voglia di lavorare ce l'hanno, ed il venire sfruttati (con il ricatto che se vanno via qualcun altro lo si trova di sicuro per rimpiazzarli), non glielo si può certo imputare!

ci sono anche altri mestieri.......c'e' la raccolta dei pomodori, la vendemmia, etc.....e li' pagano a cottimo.......anche se durano solo per piccoli periodi......per arrotondare vanno sempre bene.
Se uno lavora per andare in perdita, che lavora a fare?.......
Poi e' ovvio che ci sia gente che ne approfitta........finche' ce n'e' altrettanta disposta a farsi fregare!
Comunque non dire che e' colpa dell'universita'......troppo facile!.....
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Messaggioda ilbenjo78 il dom ott 31, 2010 8:27 am

quoto souldrum.
anche se i problemi elencati da tutti gli utenti comunque sono reali.

nel mio personale caso posso dirvi che ho avuto professori lungimiranti. già all'epoca in cui frequentavo le superiori, circa quindici anni fa e quindi in tempi non sospetti, qualsiasi insegnante di materie tecniche che ho avuto mi ha sempre detto che, nel futuro, i primi 5-10 anni di lavoro sarebbero stati brutti. che avrei dovuto essere pronto a cambiare diversi lavori. sottopagato, ecc...
l'importante, aggiunsero, è che per emergere sarebbe stato necessario, oltre ad acquisire esperienza, raggiungere una particolare specializzazione in un settore.
la differenza oggi la fa la specializzazione.

triste da dire ma la laurea è soltanto un punto di partenza... non di arrivo.
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Messaggioda DannyK il dom ott 31, 2010 9:58 am

non dire che è colpa dell'università? troppo facile? soul, non so se hai mai studiato o da quanto tempo non lo fai, ma l'istruzione in Italia (considerando l'Italia come uno dei primi 10 paesi "occidentalizzati" al mondo) è una MERDA!!!

e questo non lo dico io! e non solo perchè quando ci laureiamo sappiamo parlare si e no due lingue (l'italiano ed il dialetto locale), ma perchè la formazione professionale del 90% delle università italiane è pari a ZERO! ovvero, esci di li dopo 3 o 5 anni di studi e non sai fare nulla.. sei pieno stracolmo di nozioni che sul mondo del lavoro ti servono ad un cavolo.

zero stage, i tirocini te li devi cercare da solo, zero contatti con aziende, niente di niente. e ti ritrovi ad essere uno con la laurea in mano che deve ripartire da niente. e questo è colpa dell'università senza alcun dubbio! la quale dovrebbe avviare i giovani al lavoro, non riempirli di sterili nozionismi utili solo alla cultura personale.

e poi... che minchia c'entra che mi metti in mezzo la raccolta dei pomodori? come al solito a volte certe tue affermazioni sono buttate li per fare polemica...

un'amica di quelli che raccontavo prima, ha i suoi problemi proprio in un centro smistamento ortaggi... contratto part time e lavora 10 ore al giorno COMPRESI I FESTIVI!!! busta paga ridotta del 50/60%... contratto da ragioniera e le fanno fare di tutto, da donna delle pulizie a trasportatrice di casse di ortaggi...

ora tu con supponenza mi dirai: "Poi e' ovvio che ci sia gente che ne approfitta........finche' ce n'e' altrettanta disposta a farsi fregare!" certo, bravo, trovaglielo tu un lavoro a sta ragazza, o valle a dire che non è disposta a farsi il culo... io ci ho parlato più volte perchè non mi va giù come si fa trattare, ma quando mi sento rispondere "danì a me questo lavoro serve, anche quel poco che prendo" mi cadono le braccia.. perchè mi accorgo sempre più che questi luoghi comuni sul fatto che siamo una generazione che non vuole lavorare, sono stronzate... i nullafacenti ci sono sempre stati, in ogni epoca..

oggi NON CI VIENE neanche offerta la possibilità di lavorare, quello è il punto. e tu sei uno dei primi che continua a sostenere la tesi del "lavoro sotto casa e pure ben pagato"... ma chi te lo dice? qua conosco ragazzi che emigrerebbero in cina se solo avessero la certezza di lavorare... poi, è facile dare la colpa all'università, è facile darla alla generazione passata, è facile darla ai lavoratori... insomma è per forza colpa nostra!

qua lavoro NON TE LO DANNO se non per sottopagarti. punto. e la colpa non è di chi lo cerca, di chi studia, di chi fa i master ed il praticantato. è di chi non lo offre.

poi soul, se dovevo studiare e laurearmi in economia (perchè sento che quella è la strada che mi piace) per andare a raccogliere pomodori, potevo evitare di sbattermi la testa sui libri controvoglia ed andare a lavorare a 16 anni... che discorsi di cavolo... se uno vuole costruirsi una vita e non trova lavoro perchè non te lo danno, deve sentirsi rispondere "beh, ci sono sempre i pomodori"... certe cose mi mandano fuori di testa proprio...

guarda, ti auguro che tuo figlio cresciuto troverà lavoro non a 22, ma a 18 anni, a tempo indeterminato e ben pagato. ma purtroppo non credo che sarà così ed allora, forse, ti accorgerai che le generazioni più giovani sono nelle mani degli adulti. e che molti adulti, avendo il coltello dalla parte del manico, non esitano a sfruttare chiunque glielo lasci fare. altrimenti... "IL PROSSIMO!!!"
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Messaggioda souldrum il dom ott 31, 2010 11:41 am

DannyK ha scritto:......
poi soul, se dovevo studiare e laurearmi in economia (perchè sento che quella è la strada che mi piace) per andare a raccogliere pomodori, potevo evitare di sbattermi la testa sui libri controvoglia ed andare a lavorare a 16 anni... che discorsi di cavolo... se uno vuole costruirsi una vita e non trova lavoro perchè non te lo danno, deve sentirsi rispondere "beh, ci sono sempre i pomodori"... certe cose mi mandano fuori di testa proprio...

gia' con questo hai detto tutto.......

La tua amica ha certamente spirito di sopravvivenza, probabilmente anche molto piu' di altri giovani, su questo non discuto....poi non so la sua situazione, e se avesse la possibilita' di spostarsi e fare altro....magari non obbligatoriamente legato alla preparazione che ha, ma comunque con un trattamento "normale".

Detto cio', dovessi finire in malora con la mia professione, non esiterei a fare il primo lavoro che mi capita sottomano, pur di riuscire a campare e far campare la mia famiglia.

Da quello che so io le universita', in nessuna parte del mondo, non trovano da lavorare.......se proprio ci sono aziende che vanno cercare nelle universita'....ma la cosa e' ben diversa.
Di sicuro nei giovani manca un corso su come costruirsi un lavoro.
Tutto dando per scontato che il primo mestiere del mondo, in qualunque settore, e' il VENDITORE.

Il lavoro e' legato al mercato, e quindi si basa sulla legge della domanda e dell'offerta.
Certezze non ce n'e'...in nessuna parte del mondo....quelle uno se le fa, se proprio.
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Messaggioda mrfabbro il dom ott 31, 2010 11:47 am

quando l'ho letta su fb ho pensato subito a 2 cose:
noi giovani in gran parte siamo troppo abituati ad avere i genitori dietro quindi si prende tutto con troppa filosofia, università "perchè la fanno tutti e senza non si può lavorare", poi a casa a fare il mantenuto perchè il posto che volevi non l'hai trovato.
d'altro canto però è vero che non viviamo in un contesto che ci faciliti le cose, per chi non si sbatte abbastanza sono cazzi amari, ma non è che a chi si sbatte davvero vada tutto a gonfie vele, alla fine arrivi ma forse non è un po' troppo lunga e dura la gavetta??? senza contare che cmq va anche a culo e spesso ti ritrovi a invidiare lo stronzo che ha avuto fortuna e tu sei rimasto a guardare.
io una parte di colpa la darei sicuramente "al sistema" di merda che c'è!
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Messaggioda DannyK il dom ott 31, 2010 11:56 am

soul non buttare sempre tutto sulla questione dell'orgoglio dei laureati e bla bla... non c'entra una mazza l'orgoglio, c'entra il mio futuro e le mie attitudini. Voglio farmi una vita nel settore dell'economia, permetti che, a 22 anni, io ci provi con tutte le mie forze ad ottenere quello che voglio?

o dobbiamo andare a raccogliere i pomodori al primo segno di difficoltà?

fossi donna inizierei a prostituirmi a sto punto... lavoro certo e guadagni garantiti.. perchè studiare... :D

se dovessimo ascoltare i tuoi consigli (spero non siano gli stessi che darai a tuo figlio), viste le aspettative di lavoro che ci sono ai giorni d'oggi, non vale neanche la pena iniziarla l'università. andiamo direttamente a raccoglierli sti benedetti pomodori (che oltretutto ormai importano anche dalla cina.. parola di un amico che lavora nel settore, tra i più importanti nella mia zona.. quest'anno sono invenduti pure quelli).

io non sono in difficoltà e non devo mandare avanti la famiglia, ovvio che se lo fossi dovrei accontentarmi di quello che trovo.

l'università non deve cercarti il lavoro, ma deve darti la possibilità di lavorare il giorno dopo che ti sei laureato. e per possibilità intendo preparazione necessaria. e questo da noi non accade, non a caso ai laureati vengono chiesti, master, corsi di formazione, praticantato... come qualunque diplomato potrebbe fare.
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Messaggioda souldrum il dom ott 31, 2010 12:21 pm

@ DannyK
non accade nemmeno all'estero che uno si laurea, e sa lavorare grazie all'universita'........non meravigliarti del fatto che non accade nemmeno in Italia.
Da quel che mi risulta, un dottore in ingegneria ha sempre il suo tirocinio da fare, anche solo per iscriversi all'ordine degli ingegneri........e mi pare sia sempre stato cosi'.

Non travisare i miei discorsi sulle ambizioni........anzi, e' giusto che uno abbia determinate ambizioni, coltivi sogni e cerchi di realizzarli........il punto e' sempre quello di crearsi degli obbiettivi e darsi delle scadenza per realizzarli, sulla base delle possibilita' e delle esigenze.
Quello che affermo io, e' che ho l'impressione che in questo percorso in troppo, al giorno d'oggi, sappiano porsi obbiettivi, ma fatichino a porsi delle scadenze e/o valutino male le condizioni che incidono sulle scadenze.

Non butto sull'orgoglio dei laureati.......i laureati non c'entrano niente, come quindi le universita'......l'orgoglio della gente invece c'entra un po' di piu'.
Sei tu che scarichi la colpa sulle universita' che non trovano lavoro, oppure su chi non ha lavoro da offrire, o comunque non alle condizioni desiderate dal potenziale lavoratore.
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Messaggioda DannyK il dom ott 31, 2010 12:50 pm

è il sistema che lo permette.. è la carenza di controlli sui datori di lavoro.. è la crisi che fa allungare i tempi in cui uno riesce a rendersi indipendente (se ci riesce) perchè non c'è lavoro e molti di quelli che ce l'hanno lo perdono.. è l'istruzione che fa schifo... ci sono anche i ragazzi che non vogliono fare nulla..

tante cose, non è mai colpa di una sola..
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Messaggioda Il temibile Joe il dom ott 31, 2010 1:23 pm

Dovrebbero mettere il numero chiuso dappertutto, escludendo magari le lauree più "di cultura" che "di sostanza" (non me ne vogliano quelli che studiano lettere classiche). Così non si creano "professionisti inutili" e chi non ce la fa si deve per forza reinventare.
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Messaggioda nadir il dom ott 31, 2010 1:33 pm

fatto stà che laureti e non, troppo spesso se ne stanno a casa su facebook a criticare università e sistema.......invece di andare a raccogliere pomodori!

quando vedo ragazzi di altri paesi con le palle in mano e molta meno istruzione rispetto agli italiani che si costruiscono carriere coi fiocchi nei più disparati campi, nei più disparati paesi...

Noi italiani siamo dei bamboccioni....ora linciatemi pure :D
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Messaggioda souldrum il dom ott 31, 2010 2:19 pm

Il temibile Joe ha scritto:Dovrebbero mettere il numero chiuso dappertutto, escludendo magari le lauree più "di cultura" che "di sostanza" (non me ne vogliano quelli che studiano lettere classiche). Così non si creano "professionisti inutili" e chi non ce la fa si deve per forza reinventare.

Per quanto mi riguarda ti do' pienamente ragione.......ma c'e' comunque una considerazione da fare, che va in contrasto con quanto da te detto......
Io penso, sono sicuro, ci scommetto, che limitando l'accesso all'universita' a molti, questi potrebbero benissimo rinfacciare il diritto allo studio.....diritto sacrosanto, ma sul quale c'e' da discutere un bel po' (gia' fatto in passato sui topic contro le varie riforme).
Purtroppo, per non sembrare indietro rispetto al resto del mondo, si e' allungato l'obbligo di studio.......secondo me dovremmo fare qualche passo indietro, lasciare piu' liberta' a chi non vuole studiare, e creare meritocrazia, ma prima ancora nella testa del popolo, che non nelle infrastrutture.
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Messaggioda DIRTY SNARE il dom ott 31, 2010 5:48 pm

A mio modestissimo parere alla base di tutto c'è la cultura al sacrificio, chi ha avuto la fortuna di sapersi gustare eguadagnare le cose, qialsiasi cosa faccia, penso sia soddisfatto, e se oncontrasse problemi, non ci penserebbe un attimo a farsi in quattro per risalire la china.

Dall'altro lato della barricata ci stanno quelli che hanno sempre avuto tutto facile e subito, gente che non sarà mai contenta, neanche con lavoro-casa-figli, perchè vorranno sempre qualcosa in più di quello che hanno.

Dire cosa è giusto penso sia difficile, mi limito ad ammirare persone che con le loro forze si sono guadagnate qualcosa, dal semplice lavoro salariato ad una laurea, un dottorato, un lavoro bellissimo.

Ammiro tantissimo mia moglie che da quando aveva 16 anni si è sempre mantenuta da sola, lavorando come cameriera, con gli anni arrivò la laurea, e sempre da sola si comprò la macchina, accantonò qualche euro per venire a vivere con me, ci siamo sposati e cerchiamo di continuare a vivere come meglio possiamo.

Io ero più fortunato, più cazzone, non mi sono guadagnato uanto ha fatto lei, ho iniziato tardi, ma mi sono preso le mie rivincite dopo anni di bighellonaggine, dunque valuto tutto sulle mie esperienze e spero di insegnare ai miei figli tutto ciò, le cose vanno perseguite al meglio e guadagnate con la fatica, con l'impegno, la soddisfazione è dietro l'angolo.

Questo esula dai problemi del nostro paese, sono convinto che oggi sia più dura per i giovani trovare un lavoro e farsi una posizione, a maggior ragione ribadisco che si debba lavorare sodo, e con una buiona dose di coraggio e fortuna qualcosa arriva, sempre.

In tempi in cui faticavo a trovar lavoro mi accontentai di turni notturni in magazzini, al freddo, sottozero, a fare l'operaio in lavori durissimi, poi piano piano mi sono trovato un buon lavoro, avere fretta e cercare il lavoro ideale subito a mio avviso è partire col piede sbagliato, soprattutto quando i tempi offrono molto poco.

Ricette vincenti non ce ne sono, io penso serva studiare e impegnarsi in cose che soddisfino noi stessi, essere felici per ciò che si fa è un gran punto di partenza, poi la vita ti porge le cose, e noi le dobbiamo saper prendere al volo.

In bocca al lupo ai giovani, ne hanno comunque bisogno, :wink: .
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Messaggioda Bizio il dom ott 31, 2010 6:10 pm

ormai si è entrati in un meccanismo di consumismo da cui sara difficile se non impossibile uscirne fuori , purtroppo le classi sociali sono sempre esistite e sempre esisteranno ... e se uno si mette in testa di scalare la classe sociale con una semplice laurea è completamente fuori strada ... un illusione... per essere un professionista in qualsiasi campo ed emergere devi avere mestiere e grande voglia di lavorare .. faccio un esempio , mio padre è un imprenditore , manco ha la 3à media credo .. bene .. ha alle sue dipendenze gente laureata alla quale deve giornalmente dire per filo e per segno quello che devono fare (lui lavora 15 ore al giorno) ... altrimenti combinano casini inimaginabili.
Io vedo sti ragazzi che non vedono l'ora di staccare per andarsi a divertire , su lavoro mettono un impegno pari allo zero , e non imparano un cazzo .. pensano solo all'ultima bmw , l'ultimo occhiale rayban e all'ultimo moncler e se sul loro profilo di netlog hanno la foto figa ... ora non generalizzo ma la media di questa gente è altissima .. e una società basata su queste mentalità non và da nessuna parte ... ci vuole serietà , impegno per raggiungere i traguardi .. molto impegno.
Pensate sempre e solo che a 8 ore da voi , c'è un cinese laureato con 110 e lode che lavora 15 ore al giorno per i stessi soldi al mese , con i quali voi comprate il moncler. :wink:
il concetto è semplice.
Nulla mi è dovuto , nulla ci è dovuto , nulla vi è dovuto.
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Messaggioda mrfabbro il dom ott 31, 2010 7:58 pm

Bizio tu hai perfettamente ragione, ma non sono tutti così, non siamo tutti così.
fossi io tuo padre questi li licenzierei subito, già di avere dei coglioni intorno non mi va, in più se manco si impegnano e non sanno fare nulla da soli sul lavoro, non meritano un centesimo.
c'è da dire che mentre gente del genere trova il posto altri che hanno voglia di fare rimangono ad aspettare.
io parlo di chi ha finito gli studi e non trova nulla, mancanza assoluta di un punto di partenza, di un'opportunità di dimostrare il proprio valore.
poi vabbè sta crisi di merda molti la usano come scusa x non cacciare i soldi (vedi anche in campo musicale i locali che son pieni e non vogliono pagare il gruppo che è lì a suonare "perchè c'è la crisi e facciamo fatica a stare aperti", succede anche questo), ma ci sono anche gli effetti reali.
un amico appena laureatosi in ingegneria non riesce a trovare nulla, mi diceva che fino all'anno scorso invece praticamente tutti riuscivano a inserirsi, lui non ce la fa e idem i suoi coetanei laureatisi con lui (questa situazione va avanti da mesi, non è che si è laureto ieri ed è disperato perchè non ha ancora un posto di lavoro)
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Messaggioda Bizio il dom ott 31, 2010 8:31 pm

certo .. se valuta solo il posto di ingegnere è difficile trovar lavoro .
Stavo appunto l'altro giorno seguendo una trasmissione dove dicevano ... che oggi in italia ci sono circa 250.000 iscritti all'albo degli avvocati , nel 2000 erano 130.000 .. nel 70 , 30.000 .... per renderti conto .. in tutta la francia oggi sono 47.000 !!! io mi chiedo .. a che cazzo servono tutti sti avvocati ? per aumentare la burocrazia al sistema ??
Il problema è che tutti vogliono il posto figo da dirigente ... studiano si laureano .. ma i posti disponibili per il sistema sono quelli ... non puoi fare altrimenti .. sennò inflazioni e nessuno lavora , fai la guerra ed inevitabilmente impoverisci .
Il discorso è ..
Chi vuole più fare il coltivatore ?? chi vuole più fare il meccanico ?? il fabbro ?? il falegname ?? l'artigiano in generale ?? .. semplice gli extracomunitari .. poi cosa succede ??
un amico che ha un bar mi dice che ha clientela tipo rumeni ucraini etc etc .. che consumano e gli lasciano i soldi sul banco ... gli italiani tra poco manco gli prendono più il bicchiere di acqua minerale .. molto probabilmente saranno gli ingegneri che aspettano il posto da ingegnere ..
Ragazzi .. il sistema è inflazionato .. torniamo con i piedi in terra , rimbocchiamoci le maniche e a lavorare se vuoi qualche quattrino in tasca ... sennò qui ( se non già lo siamo) i profughi siamo noi. :wink:
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Messaggioda mrfabbro il dom ott 31, 2010 8:59 pm

tutto vero.
degli avvocati ne sento parlare da sempre del fatto che ce ne sono troppi, è un mestiere che non ho mai preso in considerazione proprio per questo.
ma gli ingegneri fino a 4-5 anni fa trovavano lavoro senza problemi.
ecco magari ti dovevi accontentare dei 1000 euro al mese che quasi li prende anche il rumeno che fa il muratore, però trovavi, anche con la triennale.
adesso triennale o quinquennale, il posto non c'è e fanculo al sudore lasciato sui libri.

già siamo una generazione in buona parte di gente che non c'ha voglia di fare un cazzo, aggiungi che le prospettive molto grigie più che farti venir voglia di impegnarti ti fanno pensare "ma chi me lo fa fare se dopo non raccolgo i frutti?".
troppi gli esempi di chi si fa il culo a studiare 5 anni, e poi va a fare il magazziniere.
ti scappa la voglia di impegnarti se non vedi nessuna strada percorribile.
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Messaggioda souldrum il dom ott 31, 2010 9:16 pm

Si puo' sempre andare all'estero......se e' vero che la' si prende di piu', si vive meglio, e ci sono piu' garanzie.
Una volta affermati la', magari e' anche molto piu' facile rientrare in Italia e lavorare......sempre che si voglia tornare in Italia.
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Messaggioda *Davide* il dom ott 31, 2010 10:08 pm

ecco la mia storia: diplomato in ragioneria con buoni risultati. Figlio di imprenditori del settore alimentare. Oggi sono un operaio metalmeccanico perchè ho deciso di non seguire l'azienda di famiglia per crearmi da solo. E' poco ma è mio e fatto con orgoglio e dignità. E oggi, visti i tempi che corrono, con molto sacrificio e sudore. Però io a 31 anni , dopo 10 anni di lavoro, ho una casa mia. E' vero che purtroppo vista la crisi sono costretto a rinunciare a tanti "vizi" dei giovani d'oggi, ma non me ne frega un cazzo. Preferisco avere una casa mia piùtosto che partire in viaggio ogni 6 mesi o cambiare il cellulare ogni 3 mesi, avere la roba firmata o cambiare la macchina ogni 2 anni.

Rinuncio anche ad uscire tutti i sabati e mi limito ad uscire un solo sabato al mese, per avere l'unico sfizio che mi concedo: la musica e la batteria.
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Messaggioda mrfabbro il dom ott 31, 2010 10:10 pm

tanto per cominciare immagino che la crisi ci sia anche all'estero.
in Italia non è la crisi il problema, eravamo nella merda anche prima, però per gli ingegneri ad esempio la differenza s'è sentita.
e poi la considerazione che qui non ci sia nulla per noi e che per star bene bisogna andare all'estero è abbastanza triste dopotutto.
può essere la soluzione, ma è molto triste il fatto che il nostro paese non abbia molto da offrirci.
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