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Italians do it better! Strumenti Italiani Vs Resto del mondo

La sezione per discutere sul nostro strumento.

Messaggioda DevilDave il mar ott 04, 2011 11:03 am

Vorrei fare una riflessione sull'andamento delle compere (vedi anche il mercatino di questo sito) e del mercato per quanto riguarda il nostro settore, soffermandosi sul tamburo fondamentale e che amo di più: i rullanti.
Secondo me bisogna fare un po di ordine, il punto è questo, facile e chiaro.

Siamo sempre in cerca (me compreso) dei super rullanti delle famose case Brady, Craviotto, DW, Pearl e chi più ne ha più ne metta, spesso senza guardare quello che abbiamo qua da noi, magari dietro l'angolo o a pochi km di distanza.
Partiamo dal metallo per esempio, come riferimento abbiamo sempre il sig. Ron Dunnet, il Sig. Craviotto, Ludwig, ma, come molti di noi sanno, le ultime 2 ditte citate si sono rivolte al nostro Italianissimo Adrian Kirchler per la manifattura dei loro fusti.
Il Sig. Craviotto potrebbe rivolgersi tranquillamente a Ron Dunnet, tra l'altro sono anche ottimi amici, ho avuto modo di conoscere entrambi al Music Messe di Francoforte 2011 erano nello stesso stand, spenderebbe pure meno!
Invece preferisce la qualità, la tradizionalità e la manifattura di Adrian, che ha costruito pure il fusto del Ludwig Triumph anniversary, 10.000 $ di rullante! :o
Ci saranno altri produttori artigianali Italiani di strumenti in metallo che non ricordo o non conosco, non me ne vogliano..

Per quanto riguarda i legni Brady è considerato il top, basta andare sul loro sito alla voce "recordings" per vedere quanti dischi sono stati incisi con i loro set e i loro rullanti, mi sono sbalordito quando ho visto che questo elenco includeva diversi dischi fra i miei preferiti come sonorità, spesso il batterista era un'endorser Tama, Gretsch, OCDP, Pearl, ma in studio hanno usato Brady.

In Italia, anche qua in diversi lo sanno, per citarne uno abbiamo Drum Art, che produce il famoso fusto in Ulivo per Pearl fatto a doghe (stain block) proprio come i Brady. Anche una ditta mondiale come Pearl si è affidata alla manifattura Italiana, (il rullante Pearl Olive Tree commercializzato per il mercato Giapponese costa 186,900 Yen l'equivalente di 1850,oo €).

Ci sono tanti altri ottimi produttori Italiani, anche qua sul forum, come GM Bottega artigiana, PM Pastorio, Loki Stroke, in più Steppo Drum (dategli un'occhiata http://www.steppodrum.com/), Di Bernardino, Le Soprano solo per citarne solo alcuni, che costruiscono sempre con la massima passione e cura artigianale.

Ok, Brady ha questo famoso Jarrah wood, sicuramente più di uno qua nel forum ne possiede uno, non voglio mettere in discussione nulla, sia chiaro, solo che sarebbe bello ed interessante per tutti noi vedere se in effetti, facendo una prova ben accurata, quanta e quale differenza ci sia fra un Brady e uno dei sopra citati.

La questione è che è molto dura andare contro gli standard, i miti, spesso per i produttori è quasi un scoglio insormontabile mettere a paragone il loro prodotto spesso nato da poco, magari di ottima qualità ma pubblicizzato per quel che si può, con uno standard acclamato da anni, e così è per tutti i prodotti.

SFOGO:
Si sta col "culo al caldo" prendendo un prodotto mitizzato da altri, come le pecore, ma che magari non fa proprio proprio al caso nostro, senza provare, cercare, interessarsi, soprattutto sul Made In Italy, e si tratta della nostra passione!!!
azz.. :|
FINE SFOGO

Troppo spesso guardiamo "l'erba del vicino", senza apprezzare e magari neanche prendere in considerazione quello che facciamo "noi".
E normalissimo per carità, e questo si estende un po su tutti i campi, ma mi chiedo io:
sarà ora di guardare meno la pubblicità, la marca, cosa viene usato dai "famosi", e invece scegliere e comprare un po di più con le orecchie e meno con gli occhi?
Semplicemente chiudere gli occhi, suonare ed ascoltare..

Vedo clienti qua in negozio che comprano il marchio, non lo strumento in se e per se, per quello che è, per quello che vale e quello che "fa".
Spesso lo provano a malapena dandogli 2 colpi, oppure lo provano senza neanche accordarlo, e mi dicono "mah.. sinceramente non mi convince molto". :evil:

Alla fine gli Americani guardano noi quanto noi guardiamo loro.. Ho fatto di recente viaggio in giro per l'America e ne ho avuto la conferma.. provate a cercare un UFIP per esempio, ve lo fanno pagare na cifra, ammesso che lo troviate!

Loro sono degli ottimi produttori di strumenti, usiamo i loro strumenti perché si, la qualità c'è è indiscutibile, ma credo anche perché i miti storici Buddy Rich, Gene Krupa, Tony Williams ecc. che tutti ricordiamo con piacere, suonavano Gretsch, Slingerland, Ludwig, Rogers, hanno reso famosa l'America per i suoi talenti musicali e di conseguenza per i loro strumenti.
Ma ricordiamoci, non ci siamo e non possiamo fermarci li, il mondo va avanti!
Se vogliamo valorizzare i nostri prodotti e portare ad un livello superiore la nostra manifattura tutto parte da noi che siamo gli acquirenti e i consumatori.. io sto iniziando..

Ok, voi direte ma me li dai tu 800/1000 € per comprare un rullante?

Beh certo non sono pochi, ma non sarà meglio averne uno ma BUONO?!
Che sicuramente riuscirà a coprire tutte le nostre esigenze magari semplicemente cambiando l'accordatura, la pelle o la cordiera.

Vorrei fare un appunto giusto sulla cordiera, è la parte che contraddistingue il rullante rispetto agli altri tamburi del set, ha una importanza che troppo spesso viene sottovalutata.. proviamone diversi tipi, 15/20/30/42 fili, acciaio, bronzo, ottone, ed il nostro rullante cambierà le sue sfumature ogni volta.

Fate il conto di quanto avete speso in rullanti fino ad ora, la maggior parte di noi questa cifra la supera tranquillamente.. (io la triplico forse..)
Ultima modifica di DevilDave il mer ott 05, 2011 8:45 am, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda markdrum61 il mar ott 04, 2011 11:26 am

.........quoto alla stragrande.....ma molti secondo me acquistano prodotti di marchi blasonati anche come forma di investimento, non tanto per il tamburo di per se.
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Messaggioda Teufel il mar ott 04, 2011 11:36 am

Bravo Devil, il tuo spunto mi sembra ragionevolissimo.

Il punto è che, da noi, gli artigiani sono bravi a COSTRUIRE e poco a fare marketing: in primis dato che sono PICCOLI produttori (ditte unipersonali) non posso permettersi grandi pubblicità; non starò a spiegare perchè la comunicazione è importante, ma posso riassumere così: puoi anche costruire il rullo migliore del mondo, ma se il 99.9% dei batteristi non conosce il tuo prodotto e NON lo trova in commercio, beh allora sei destinato a rimanere dove sei.

In secundis questa fisiologica carenza nella produzione implica che i pezzi singoli, rifiniti ottimamente, sono e rimangono POCHISSIMI. Questo implica un numero di prodotti distribuiti estremamente contenuto e con prezzi assolutamente esorbitanti da quelli di mercato.

non ci vuole poi molto a capire che pochi pezzi+alti prezzi+poca comunicazione = mercato di ASSOLUTA nicchia per super espertoni o fortunati ricercatori.

Una soluzione ci sarebbe, ma è ovviamente un'ipotesi alquanto osteggiata dall'italico imprenditore: la formazione di un unione di artigiani italici, un consorzio, come una sorta di UFIP ma per le batterie. In questo caso si raggiungerebbe una "massa critica" di know how/capitali/rilevanza sul mercato tale da poter far nascere una vera e propria marca
italiana di batterie. 8)
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Messaggioda ducaConte il mar ott 04, 2011 12:05 pm

quoto teufel ma in italia non funzionerà l'idea del consorzio...troppo egoismo interessi e via dicendo!

cmq il made in italy è avanti una spanna a molti produttori di batterie...posso dirlo dopo aver provato avuto diversi gioiellini made in italy...

e si sa dai...90% compra il brand e perchè costa poco non perchè suona bene e ti potrà rendere più particolare di un altro batterista magari, a livello sonoro...
"i gusti sono gusti, disse il gatto mentre si puliva il culo"

vendo di tutto : http://www.mercatinomusicale.com/mm/u_d ... 47530.html
profilo discogs.com (cd/vinili): http://www.discogs.com/seller/ducaconte/profile
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Messaggioda rino il mar ott 04, 2011 12:14 pm

segnalo alcuni amici che producono rullanti davvero ben fatti!! Gifuni Drums vicino a casa mia e Loki Stroke a Teramo, quest'ultimo è anche utente del forum... poi sempre dalle mie parti c'è il già citato Adrian Kirchler! e poi ancora UP-Drums; Phidrums. per i set completi:MC Drums; CVLDrums; Daldoss Drums
per quanto riguarda i piatti invece non si può non segnalare Roberto Spizzichino: Spizzichino Cymbals!!
ce ne sono sicuramente altri, non me ne vogliano per non averli citati, ma sono partito dai primi che conosco di persona (fatta eccezione di Emiliano "Loki" ma abbiamo alcuni amici in comune!) fino a quelli che ho avuto modo di provare di persona da amici e colleghi...
Ultima modifica di rino il dom ott 23, 2011 12:31 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Teufel il mar ott 04, 2011 12:17 pm

Gran Rino! Facciamo un bello sticky da piazzare in cima al topic con tutti i siti e un minimo di bio dei nostri grandi artigiani? Dai! :tru :tru :tru
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Messaggioda Sam_K1 il mar ott 04, 2011 12:20 pm

Quoto tutti, il problema principale sta nella visibilità e nel marketing.
Adrian Kirchler penso sia abbastanza conosciuto, visto che anche sui siti Craviotto e Ludwig ne fanno (giustamente) un vanto di aver collaborato con lui, e come è stato giustamente detto abbiamo in casa altre marche e produttori che come qualità competono senza problemi con i modelli di punta delle marche più famose.

Purtroppo l'influenza che ha il nome su quello che compriamo ha spesso la meglio sugli aspetti che sono realmente da considerare: tra una top Pearl e una top Le Soprano sono in pochi che sceglierebbero la seconda... Pensiamo solo al paragone Ufip-altre marche, o Tamburo-altre marche, giusto per citare delle case che si conoscono anche fuori dall'Italia...

Ha ragione Teufel nel suo ragionamento, le ditte italiane fanno ottimi prodotti, ma restano troppo di nicchia anche per noi italiani che ce le abbiamo dietro casa, figuriamoci per chi vive all'estero...
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Messaggioda pietrodrum il mar ott 04, 2011 12:35 pm

90% compra il brand e perchè costa poco
ma molti secondo me acquistano prodotti di marchi blasonati anche come forma di investimento

Secondo me sono questi due i punti centrali.

Non nego che la pecoraggine italica dica la sua. E' un fenomeno piuttosto evidente, basta pensare a tutte le iCagate costosissime che però "se non ce l'hai non sei figo"; migliaia di persone s'accattano un Mac per andare su FB... costa il doppio di un PC, ma c'ha a mela!
:evil:

Ma a parte questo, che contribuisce al massimo alla non-conoscibilità dei nomi artigianali (e quindi al poco commercio e quindi alla scarsa rivendibilità come usato), vi sono leggi oggettive di mercato che in Italia, al solito, grazie ad avidità, ignoranza, mafie e mafiette di ogni tipo - non ultima quella dei "controlli" fiscali - finiscono per affossare la vendibilità dei prodotti.
La legge principale e più diretta per "noi" che compriamo è questa: se il prezzo è alto non te lo compro.

E' inutile stare a fare tanti discorsi, se con la metà (o meno) del prezzo di un rullante (per esempio) italiano ci compro un Ludwig o un Pearl che certo schifo no fanno; ed in più hanno nome nel mercato, per cui il giorno che voglio rivenderlo non ho neanche il tempo di mettere l'annuncio che me ne sono liberato al volo, senza dilapidare la spesa iniziale.
Giusto... sbagliato... bello... brutto... non so, ma fattostà che è così.

E' una cosa tipica dei commercianti/albergatori/ristoratori italiani dalla note dei tempi: si lamentano sempre che "stanno per morire" ma intanto pretendono che i prezzi siano sempre e comunque i più alti che nel resto dell'Europa e dell'America.
Abbassate i prezzi al livello degli altri e poi ne riparliamo.

La qualità non si discute, ma il mercato è fatto dalla massa, non dai Colaiuta. Per cui a certi livelli solo una piccolissima nicchia ci arriva; la maggior parte dei compratori se la cava benissimo anche con qualità inferiori - e poi ricordiamoci che parliamo di Gretsch e DW, non di Millenium! - ed anzi, potrebbe stare benissimo sui Dixon a 120 euro, i grandi marchi sono fortunati che i musicisti sono un po' fissati ;)
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Messaggioda martinazzi il mar ott 04, 2011 12:40 pm

.
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Messaggioda Maldito il mar ott 04, 2011 1:13 pm

Le Soprano a vita! :P :P :P :P con le meccaniche in bronzo.... :P :P :P

EDIT

Siccome sono un rompicoglioni di prima categoria, vorrei far notare che nel forum si sono aperti parecchi topic riguardanti la DW PERFORMANCE (prova- controprova - foto - sample audio - varie accordature - finitura - la finitura del cerchio della cassa (!!!) etc etc etc) che, pur costando un patrimonio, è e resta una pura e semplice entry level. Giusto per far presente che il brand stampigliato sui fusti (wrappati e con meccaniche ridotte della metà rispetto alle originali - per risparmiare) fa ancora una gran parte del "lavoro". Poi i discorsi fatti in questi topic lasciano il tempo che trovano, scommetto che il 70% dei batteristi, dinnanzi ad una DW (base) a 2.080 € e una Le Soprano Vintage (base - per modo di dire..) a 1.800 € sceglierebbe DW! nonostante sonoramente/esteticamente parlando non ci sia il ben che minimo paragone... ai posteri l'ardua sentenza.... :)

RIEDIT

e poi arriva uno "sfigato" che si compra una misera Le Soprano Pro Maple ed il suo topic viene malcagato, nonostante la Pro Maple possa essere definita un capolavoro mentre la Performance una semplice entry level......
Ultima modifica di Maldito il mar ott 04, 2011 1:37 pm, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda Aenarion il mar ott 04, 2011 1:28 pm

Da felice possessore di una Le Soprano (ahimè senza meccaniche in bronzo) non posso che confermare ciò che dice Maldito. Siamo al top della produzione italiana.
Poi è bello sapere di aver comprato la batteria in un posto che sta a dieci minuti di macchina da casa. W il made in Italy in questo caso!

E spero di poter assemblare presto un bel set Le Soprano-Ufip. A questo punto rimarrebbero escluse solo le meccaniche...ecco in Italia manca un produttore di meccaniche che siano al pari delle Tama o delle Pearl!
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Messaggioda Maldito il mar ott 04, 2011 1:37 pm

uhauhauah!! ti ho appena citato sopra!! :D Le Soprano!! te pica el culo!!! :tru :tru :tru
SE VA BENE E' UN INCULATA, ALTRIMENTI E' PEGGIO.
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Messaggioda pietrodrums il mar ott 04, 2011 1:37 pm

in italia abbiamo veramente ottimi costruttori (segnalo anche stoccodrums) forse alcuni di noi sono legati al grande marchio...
sono anche gusti cmq..
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Messaggioda Aenarion il mar ott 04, 2011 1:43 pm

Caspita Maldito...siamo proprio sulla stessa lunghezza d'onda! Riguardo il tuo edit poi vorrei aggiungere che dopo aver provato una DW Performance (che rimane comunque un'ottima batteria che sonoramente ed esteticamente è e rimane molto accattivante) non avrei dubbi a scegliere per la seconda volta la Le Soprano Pro Vintage. La differenza di suono (purtroppo per la DW) è abissale...
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Messaggioda Maldito il mar ott 04, 2011 1:45 pm

Aenarion ha scritto:Caspita Maldito...siamo proprio sulla stessa lunghezza d'onda! Riguardo il tuo edit poi vorrei aggiungere che dopo aver provato una DW Performance (che rimane comunque un'ottima batteria che sonoramente ed esteticamente è e rimane molto accattivante) non avrei dubbi a scegliere per la seconda volta la Le Soprano Pro Vintage. La differenza di suono (purtroppo per la DW) è abissale...


La DW Performance di semipro...anzi... di pro......ha solo il prezzo.... :)
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Messaggioda mr.anderson il mar ott 04, 2011 2:03 pm

concordo... io sono un amante dei fusti della volumedrum... ero molto perplesso mesi fa di prendere un prodotto italiano xk ogni volta che volevo un prodotto made in italy mi trovavo male... vedi ufip o tamburo... crepato dopo poco oppure meccaniche sballate.-...
con volume mi sono risorpreso.. bellissimo sto adesso vedendo di farmi fare una batteria intera da loro
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Messaggioda Tokageroh il mar ott 04, 2011 2:11 pm

pietrodrums ha scritto:in italia abbiamo veramente ottimi costruttori (segnalo anche stoccodrums) forse alcuni di noi sono legati al grande marchio...
sono anche gusti cmq..


Concordo ;)

Ottime le stocco drums, davvero splendide batterie :)
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Messaggioda Sam_K1 il mar ott 04, 2011 2:14 pm

Io il topic sulla Le Soprano di Aenarion me lo sono cagato eccome! :D E sto ancora aspettando un bel sample, visto che in rete praticamente non c'è nulla! :)

Volume fa batterie fantastiche, ho provato due set con praticamente tutte le misure di fusti e non riuscivo a smettere di suonare... Fantastici davvero!
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Messaggioda matteo t il mar ott 04, 2011 2:19 pm

Maldito ha scritto:
Aenarion ha scritto:Caspita Maldito...siamo proprio sulla stessa lunghezza d'onda! Riguardo il tuo edit poi vorrei aggiungere che dopo aver provato una DW Performance (che rimane comunque un'ottima batteria che sonoramente ed esteticamente è e rimane molto accattivante) non avrei dubbi a scegliere per la seconda volta la Le Soprano Pro Vintage. La differenza di suono (purtroppo per la DW) è abissale...


La DW Performance di semipro...anzi... di pro......ha solo il prezzo.... :)



Calma calma calma...

Capisco e comprendo l'ardore nel difendere il amde in Italy, anzi, diciamolo bene, il "fatto in Italia" (sacrosanto), e quoto TOTALMENTE l'intervento di Theufel...ma da qui a dire che la performance è un set semipro ce ne vuole ehhh.

Io l'ho provata e toccata con mano...costa uno sproposito (io con 1.990 mi piglierei, sempre detto, una bella referencegranite sparkle) ma è ben fatta, suona bene ed è semplicemnete differente dalla collector's.
Il suo giusto prezzo per me sarebbe stato 1300-1400 euro, per un 5 pz.

Che poi non piaccia è un altro discorso. Entry level possiamo dirlo riguardo al CATALOGO DW, ma non la si può paragonare, scusatemi, ad entry level di altri marchi.

Riguardo al "fatto in Italia" che dire, Ufip su tutti, DS, Le Soprano...ma permettetemi di fare la stessa critica di theufel.

Possiamo essere i migliori, ma a che serve se NESSUNO LO SA?

E se solo pochi possono avere questi strumenti perchè:

- non si trovano

- costano uno sfracelo

????

E poi dove andiamo col marketing che fanno alla ufip??

tempo fa affrontai un serio e costruttivo dialogo in MP con l'amico Paul Valium, egregio conoscitore del marchio e della sua storia.

Si sono e si stanno rovinando la reputazione con le loro mani.

Potevano rappresentare l'eccellenza italica, (se prendete un catalogo Gretsch - mica pizza & fichi - anni 70-80, li vedrete accanto agli Zildjian K, che all'epoca erano davvero il massimo) ma si sono persi in una mentalità provinciale e troppo "piccola".

Oggi con 1500 euro sul nuovo si piglia una DS che spacca i culi, strumento meraviglioso.

Molti vanno a marchi, ovviamente, ma tanti altri no.

Io vedo pecore e pecoroni, ma anche tanti appassionati che ricercano un preciso oggetto per il preciso suono.

Vogliamo parlare di quanti strumenti DELLA MADONNA, italici e non, che sono stati in vendita PER MESI, MESI, e nessuno se li è cagati perchè meno "conoscuti"?

N&C...di un amico qui sul foro...per dirne una.
Rullanti di alta fattura, a prezzi bassissimi....lasciati a marcire perchè non si apprezza o non si sa apprezzare il marchio un pò meno conosciuto.

la mia ayotte, per dirne un'altra, lasciata su mercatino da settembre a febbraio.Uno che avesse fatto una proposta sensata, e costava una cifra RISIBILE E RIDICLA per lo strumento che è.

le DW è vero, vanno via come il pane.Molto lo fa il nome, ma anche lo strumento, che è notevole.

Il discorso per me sta nel mezzo. Ci son molte pecore, ma anche molti produttori che non sanno vendersi.

Una eccezione per me la fa VIBE DRUMS, che sta facendo un ottimlo lavoro di immagine e comunicazione.
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Messaggioda pietrodrum il mar ott 04, 2011 2:23 pm

e non riuscivo a smettere di suonare...

Basta consultare il listino prezzi e la voglia passa all'istante. Io no ho mai avuto la fortuna di provarne una, ma tanto sarebbe inutile a quei prezzi non mi ci posso neanche avvicinare.
E sull'usato si trova pochissimo e allo stesso prezzo del nuovo.
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Messaggioda Furlan il mar ott 04, 2011 2:24 pm

matteo t ha scritto:N&C...di un amico qui sul foro...per dirne una.
Rullanti di alta fattura
, a prezzi bassissimi....lasciati a marcire perchè non si apprezza o non si sa apprezzare il marchio un pò meno conosciuto.
Carl Sagan ha scritto:[...] noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza.
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Messaggioda Alex910 il mar ott 04, 2011 2:30 pm

Ma allineare i prezzi con quelli dei grandi costruttori è praticamente impossibile....a meno che non si basi un brand solo sul marketing con prodotti fatti in cina...come stanno facendo nuovi marchi tipo crush drums (nata dagli ex-soci della ddrum) o drumcraft....il problema è che lì la qualità cala di brutto!
E' una questione di scelte, c'è chi sceglie di avere uno strumento poco conosciuto fatto a 5 km da casa con tutti i vantaggi del caso (assistenza, garanzia, ricambi ecc...) e chi sceglie uno strumento "mainstream" fatto altrettanto bene in taiwan ma ad un prezzo dimezzato (ma non sempre)... :)
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Messaggioda Sam_K1 il mar ott 04, 2011 2:37 pm

@pietrodrum: però quello è il listino, poi non so quanto sconto facciano. Io ho provato solo le acriliche, però ti assicuro che valgono ogni centesimo.

Tornando al topic, è vero che i marchi italiani non si sanno vendere, ma bisogna vedere che tipo di obiettivi si pongono: competere seriamente su tutta la linea con i marchi più blasonati del mondo non è possibile, al massimo lo si può fare sulle linee di prodotti più alte.
Ma anche per questo ci vorrebbero grossissimi investimenti, per poter arrivare a "farsi un nome", perché l'obiettivo finale è questo. Il nome te lo guadagni con la qualità, ma non solo! Ci vuole il marketing giusto, tutta una struttura di contorno alla fase produttiva che deve essere molto curata, e per farlo ci vogliono soldi, e tanti! Investimenti che potrebbero non ritornare.
Io non so di che dimensioni sia, per dirne una, il quartier generale della Le Soprano, quante persone ci lavorano e la loro capacità economica.
Dico solo che, guardando anche solo al loro sito, non si ha un grande colpo d'occhio. Ci vuole qualcuno che curi questi aspetti, la presentazione che si fa di sé agli altri, bisogna lavorare su questo.
Forse preferiscono restare su una dimensione minuscola, forse gli va bene così.

P.S.: Non capisco come un marchio come N&C possa essere poco conosciuto! Capisco se mi spari un "Longo Custom Drums", ma N&C mica tanto.
Gretsch New Classic 22-12-14
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Messaggioda matteo t il mar ott 04, 2011 2:40 pm

Gli Ufip qui, in Italia, costano il giusto. - 30% dal listino (correggetemi se sbaglio).

Non entrano in ballo spedizioni, tasse, dogane etc...

Io per la garanzia non ho mai avuto problemi, mai avuto bisogno, e li ho dal 5 settembre 2000. Tutte le volte che son andato per farmi riparare altri piatti o per salutare, ricevevano pacchi di piatti in garanzia, e, anche se rotti per uso improprio, li cambiavano ugualmente, ributtandoli in fusione e spedendo il piatto nuovo.

Quello che a mio aviso dovrebbero fare, è sì mantenere la loro "officina" (perchè questo è), i loro numeri da piccola factory (ne vanno orgogliosi) ma ampliare le vedute.
Creare linee di piatti SENZA SEGUIRE I COSTRUTTORI + GRANDI, che tanto lì non si va da nessuna parte.

Tipo
brilliant---a custom
extatic----k hybrid

etc....

Dovrebbero essere e restare loro stessi, forti della loro esperienza e senza inseguire nessuno.

fare pochi piatti ma buoni (leggo troppo in giro di piatti rotti, a me mai rotto uno, ma magari potrebberorivedere il rotocasting) e modelli unici e particolari. Sperimentare, un pò come fa SABIAN, davvero l'unico costruttore mondiale che butta risorse in innovazione.

Gli altri (e la mia amata zildjian) altro non fanno che ritirare fuori vecchie glorie, un pò come le macchine...500, giulietta....loro ritiran fuori i constantinople..etc...

Ci vorrebbe qualcuno con le palle, alla guida di queste ditte che abbia i coraggio di osare un pò.


N&C.....chiedi a Bizio quanto sta bestemmiando per Svendere la sua....chiediglielo.
Yamaha Maple Custom '03 - 24 22 18 8 10 12 13 14 14 16 18 - Gretsch Usa Custom '80 - 24 22 18 6 8 10 12 13 14 14 16 18 - Slingerland '73 WMP 24 20 12 13 14 14 16 18 20 - Ludwig Stainless Steel '70 - 26 12 13 14 15 16 18, concert 6 8 10 12 13 14 15 16, timbales 13 14 - Sonor `50 Bass Drum 32x14 - Gretsch Broadkaster '18 22 13 16 - Ayotte Custom '97 22 10 12 14 16 - Yamaha Tour Custom 22 18 10 12 13 14 16 - Tama Coktail Jam
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Messaggioda pietrodrums il mar ott 04, 2011 2:44 pm

avete pienissima ragione...
molte marche italiane si fanno poca pubblicità ma poi quando uno viene a contatto con loro, specialmente non dico principianti ma gente intermedia che vuole la batteria bella..se gli sparano 2mila euro per una ITALIA e 1500 per una CONOSCIUTA (cifre a caso)....ovviamente prenderà CONOSCIUTA
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Messaggioda Sam_K1 il mar ott 04, 2011 2:46 pm

Ma infatti io ne stavo parlando con un amico, e se avessi avuto quei 2000€ che chiede avrei preso la macchina e sarei andato a Roma a prendermela senza aspettare mezzo secondo... E poi c'è gente che si compra la Performance allo stesso prezzo solo per vedere DW scritto sui badge... E che dire di quella DS Keller a 700€ da Acustica??

Io non so alla Ufip come ragionano, ma se hai una mentalità un pò provinciale, resti lì dove sei...
Ci vuole coraggio a investire in ricerca e osare, ma c'è bisogno anche di un mercato che possa recepire le tue novità, e qui torniamo al punto di partenza...
Fate voi che ho visto in negozio (e parlo di negozi di Milano, non abito in un posto sperduto) prima gli AAX Omni degli Ufip Blast... E che dire dei Bell Crash: ne ho visti solo due da quando sono usciti!!!
A quel punto, anche se vuoi osare, chi può venire a conoscenza della novità se non la sai vendere?
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Messaggioda pietrodrums il mar ott 04, 2011 2:53 pm

ufip a mio parere sono dei bei piatti, si sono rovinati solo il mercato pubblicitario e non per niente tutti i grandi batteristi che erano con ufip ai tempi hanno cambiato sponsor
xo x me gli ufip suonano d brutto!
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Messaggioda Teufel il mar ott 04, 2011 3:24 pm

Io non mi permetterei di dire che NON sono capaci di fare pubblicità.

Io preferirei dire che non hanno le finanze per permettersi una pubblicità assolutamente intensa e martellante quale quella delle altre marche.

E questa strutturale limitazione deriva dalla dimensione delle aziende e/o da decisioni aziendali anti economiche(ma NON sindacabili).

Un esempio? ogni piatto Ufip viene seguito da una persona dalla forgiatura fino alla fase finale di post produzione. Il tutto con una serie di controlli qualità abbastanza serrati.
Sapete quanto costa un servizio del genere? Magari vi chiederete: ma perchè lo fanno?

Si torna sopra: scelte aziendali.

Non si può avere qualità artigianale con un numero di pezzi ENORME, facciamocene una ragione.

:wink:
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Messaggioda Aenarion il mar ott 04, 2011 3:37 pm

Quoto in tutto e per tutto il post di Teufel. Le aziende italiane nel settore batterie e percussioni sono per lo più botteghe artigianali che hanno alti standard qualitativi e di conseguenza alti costi di gestione e manodopera. Il punto è proprio quello delle scelte aziendali. Io porto ancora una volta l'esempio di Le Soprano: è una one-man-factory vale a dire che una persona fa tutto, dalla realizzazione dei fusti alla vendita. Tutto. Alla Le Soprano l'obiettivo non è quello di vendere più batterie della concorrenza come può essere per un colosso come Tama o Ludwig ma di mantenere degli standard di assoluta eccellenza. Quindi chi vuole uno strumento unico va alla Le Soprano e se lo costruisce e di conseguenza accetta gli alti costi di una batteria che è fatta al 100%su misura.
Da quanto scritto da Teufel anche alla UFIP seguono, a mio giudizio, questa filosofia che non è provinciale: qui si decide di rivolgersi ad un mercato di nicchia. Poi ognuno ha il proprio gusto personale...quindi c'è chi preferisce una Ludwig ad una Le Soprano o un Paiste ad un UFIP. Lì è l'orecchio che deve scegliere: ognuno deve trovare il proprio suono!

EDIT: edito per fare un plauso a DevilDave che ha dato vita ad una discussione davvero interessante con la sua riflessione!
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Messaggioda DevilDave il mar ott 04, 2011 3:52 pm

grazie Aenarion ;)

Il problema fondamentale è il marketng, come già detto sopra. Tutti gli artigiani sono dei costruttori che lavorano con passione, e non dei cravattai che pensano a come rifilare il prodotto più economico per loro al prezzo più alto possibile.

Se uno fa l'artigiano fa fatica a fare marketing semplicemente per il modo di essere e ragionare. Sicuramente una persona con i "coglioni" che manda avanti la sezione marketing è indispensabile. La stessa cosa è per un musicista, tu puoi essere anche meglio di Buddy Rich, ma se rimani nel tuo garage e nessuno lo sa la cosa inizia e finisce li.

Ho fatto di recente un factory tour alla Paiste, a parte che siamo stati trattati come dei re, alla fine di tutte le varie spiegazioni sulla costruzione, visite varie in produzione ci siamo seduti intorno ad un tavolo (eravamo 10/12 circa rivenditori di Emilia Romagna e Piemonte) assieme al Sig. Paiste (che si è spacciato per un normale responsabile della società per non metterci in soggezione, ma questo l'abbiamo saputo solo dopo) al responsabile per gli endorser e al responsabile del marketing. Ci hanno fatto diverse domande, tipo come aumentare le vendite secondo noi, cosa va di più e perché nei nostri negozi, come sarebbe meglio strutturare le clinic per avere più visibilità..
Questo non credo lo facciano tutte le ditte, ed è veramente importante sentire i pregi e i difetti direttamente da rivenditori che vendono ai consumatori.

Il problema del mito è gigante secondo me! Se un musicista o un produttore importante dice che la pelle di culo di leopardo sulla cassa suona da dio, questo prodotto diventa un mito, tutti inizieranno ad usarla, e la ditta che la produce sale sale sale!!

Non bisogna svendere i propri prodotti per allinearsi al mercato, anche questa mossa sarebbe da pecore e non porterebbe a nulla, ma riuscire a far diventare il proprio un mito, al di la degli endorser (molti usano tal marca perchè gli hanno dato quella, mi è capitato di assistere a molteplici clinic dove l'artista non accennava minimamente alle caratteristiche dello strumento), far provare i propri strumenti a studi di registrazione, metterli in vendita nei negozi, lo so, è tutto tranne che facile.. non faccio marketing!
E' verissimo, il mercato ha le sue "vie" e le sue marche, è durissima rivendere uno strumento che non fa parte dei soliti marchi.
In più se vuoi aprire un'attività il sistema che abbiamo in Italia non ci aiuta minimamente, tasse, controtasse, controlli, multe, è diventata quasi un'impresa più unica che rara!


Sono scelte aziendali, spesso dettate dalla disposizione economica o dalla [b]filosofia di costruzione.[b/] Comunque preferirei avere una piccola bottega ma di qualità, ed andare a dormire sapendo di aver soddisfatto completamente il mio cliente, avendogli costruito lo strumento che desiderava.

8)
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