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Ludwig Signature Snare ...

La sezione per discutere sul nostro strumento.

Messaggioda Sam_K1 il mer gen 04, 2012 8:16 pm

pietrodrum ha scritto:è esistita un'effettiva superiorità delle case americane[...] Se ciò adesso si è esaurito, ed è effettivamente così perchè la storia, fortunatamente, evolve, ed inoltre ormai tutte le produzioni di massa si sono spostate verso Cina, Taiwan, Indonesia, ecc...
Bene, se ciò si è esaurito, si è esaurita anche la storica (e presunta, in quanto, come sempre, l'unico vero giudice finale è il gusto) superiorità.


Qui non sono d'accordo. La superiorità storica è un vantaggio competitivo che non si esaurisce.
Esempio: Gretsch per cosa è famosa? Il "great Gretsch sound" è qualcosa di non troppo recente, e se lo vuoi devi andare su quella marca! E Ludwig? Il Black Beauty ha quasi 90 anni di storia, e il Supraphonic 50... Sono famosi da sempre per i loro rullanti in metallo; per le Vistalite vale lo stesso discorso, e la serie top gamma di batterie (Legacy) riprende un tipo di costruzione in voga decenni fa, come dice anche il suo nome.

Se mi trovassi davanti due rullanti in ottone nichelato, costruiti tutti e due bene, che mi piacciono allo stesso modo (magari suonando differentemente), di cui uno è il Black Beauty e l'altro costruito da una qualsiasi altra casa famosa, io vado sul Ludwig.

La superiorità non è da intendere come qualità maggiore nel costruire qualcosa: è il fatto di esserci arrivati prima, di aver costruito la propria fama su quel prodotto; è il fatto di venderlo così com'è da 50 anni senza per questo stancare, è il fatto per cui puoi trovare quel determinato suono solo in quella marca e in quel prodotto.
Ludwig ci ha costruito un impero, così come Gretsch: non hanno mai avuto bisogno di batterie o di rullanti Signature, proprio per questi motivi!
E' il batterista che porta la "firma", la "signature" del Supraphonic, del Black Beauty o di una Gretsch, non serve il contrario per venderli!
Il Supraphonic da 6,5 non l'hanno rinominato "John Bonham Signature" per venderlo di più, non ce n'era bisogno! :wink:
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Messaggioda pietrodrum il mer gen 04, 2012 9:04 pm

La superiorità storica è un vantaggio competitivo che non si esaurisce.

Non parlavo di superiorità storica (che ad essere pignolo mi pare un termine poco significativo), ma proprio di superiorità qualitativa.
Sono i meriti storici che non si esauriscono nè si cancellano, e su quelli nessuno (credo) ha alcun dubbio. Ma i vantaggi derivanti dall'essere, per così dire "partiti prima" e dall'aver avuto la possibilità di calcare i palchi più importanti, quella inevitabilmente va esaurendosi; ed anzi, per me è già da un po' sparita.

Ad oggi, è una mia opnione sia chiaro - ma comunque la tendenza è comunque questa - la superiorità dei grandi nomi americani sta, appunto, nei nomi.
Ed ovviamente, ma questo vale per qualsiasi marchio/modello (un esempio a caso: la T5 :D), nelle orecchie di chi incontra in QUEL sound il SUO sound.

è il fatto di venderlo così com'è da 50 anni

Mi spiace, ma questo è proprio ciò che contestava Perandrea e i dati concreti, se si potessero controllari, probabilmente gli darebbero ragione.
Meteriali, metodi produttivi, luoghi, tempi, è tutto cambiato.
Vorrei essere sicuro di non essere fraintesto: NON sto dicendo che debbano essere per forza meglio, nè peggio, di allora; sto dicendo che quei pezzi di storia, con tutti i loro meriti e siano lodati per sempre, sono appunto dei pezzi di storia.

Pagando di più si paga un nome, solo un nome; per quanto altisonante possa essere, per me è un concetto equivalente appunto ai prodotti "signature" ed ai vari riferimenti ad endorser: ovvero, tenersene alla larga, perchè con la scusa della firma, costano il doppio dei loro equivalenti.
Anche questa è una mia opnione opinabilissima, ma per me vale tanto nelle batterie, quato nei vestiti, negli occhiali, praticamente in tutto!

non hanno mai avuto bisogno di batterie o di rullanti Signature, proprio per questi motivi!

Eppure questo post come è intitolato?

Io non mi sogno nemmeno lontanamente di criticare la Ludwig in quanto tale, o gli altri marchi americani; tra l'altro la maggior parte delle persone qui sono di gran lunga pià esperte di me in fatto di storia, vintage, sonorità epiche e quant'altro.
Non vorrei che quanto scritto suoni come blasfemo a chi è appassionato e giustamente cerca di conservare/trasmettere tutti questi meriti storici.

Sto però dicendo che, sia per capacità tecniche, che per metodi produttivi, che per merchandising, non è più (sempre che lo sia stato) giusto usare due pesi e due misure tra questi nomi americani e quelli asiatico-europei.
Se per noi è importante la "testa", ce ne freghiamo che la produzione avvenga poi in paesi in via di sviluppo; che si tratti di Ludwig o di Tamburo.
;)
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Messaggioda perandrea il gio gen 05, 2012 11:18 am

Ritorniamo a parlare dei rullanti; ecco un altro confronto:
http://www.youtube.com/watch?v=Q9wRjl58 ... re=related
CARL PALMER -> 14x3,7 ottone -> 325 euro
JOEY KRAMER -> 14x6,5 ottone -> 421 euro
COREY MILLER -> 14x6,5 acciao -> 269 euro
JIM RILEY -> 14x8 acciaio -> 399 euro
Il confronto non mi pare sia esattamente a parità di accordatura, così ad orecchio; dubito che però siano stati accordati differentemente, visto che se ne fa un confronto "alla pari". Se dovessi scegliere ad occhi chiusi, sceglierei il Jim Riley; se dovessi scegliere ad occhi aperti sceglierei il Carl Palmer.
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Messaggioda $troke il gio gen 05, 2012 11:24 am

perandrea ha scritto: Se dovessi scegliere ad occhi chiusi, sceglierei il Jim Riley

Anch'io, ma ad occhi aperti (tenendo presente che l'occhio vuole la sua parte) non ne sceglierei neanche uno. Per i miei gusti sono troppo tamarrrri :D
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Messaggioda Whatstheweatherliketoday il gio gen 05, 2012 11:36 am

A me piace il corey miller
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Messaggioda SoNKkK il gio gen 05, 2012 11:39 am

A me piacciono molto il Kramer e il Palmer sia di suono che di look
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Messaggioda Sam_K1 il gio gen 05, 2012 12:30 pm

pietrodrum ha scritto:Ma i vantaggi derivanti dall'essere, per così dire "partiti prima" e dall'aver avuto la possibilità di calcare i palchi più importanti, quella inevitabilmente va esaurendosi; ed anzi, per me è già da un po' sparita.


Per me no, anche perché il fatto di essere partiti prima con rullanti come il Supra o il Black Beauty (anche se qui c'erano altre case che hanno cominciato all'inizio del 900 con l'ottone nichelato che era abbastanza diffuso) ha fatto sì che lo "standard" fosse il loro. Diciamocelo: il Supraphonic ha un suono che per certi versi può sembrare anonimo, ma (come diceva qualcun altro non mi ricordo dove) proprio per questo è diventato lo standard.

pietrodrum ha scritto:
è il fatto di venderlo così com'è da 50 anni

Mi spiace, ma questo è proprio ciò che contestava Perandrea e i dati concreti, se si potessero controllari, probabilmente gli darebbero ragione.
Meteriali, metodi produttivi, luoghi, tempi, è tutto cambiato.

Certo, la mia era una provocazione! Qualcosa è cambiato, però non è che il Supraphonic è un altro rullante rispetto a quello di 40 anni fa... Non sarà esattamente uguale in tutto, però è lo stesso rullante.
Non è stato rivoluzionato mantenendone il nome, a parte quando è passato dall'ottone cromato all'alluminio... Questa per me è una rivoluzione, mentre non lo sono le logiche modifiche che si fanno perché le tecnologie cambiano. Alla fine il suono è rimasto quello, se lo si ottiene tramite processi produttivi diversi non è molto importante.


pietrodrum ha scritto:Pagando di più si paga un nome, solo un nome; per quanto altisonante possa essere, per me è un concetto equivalente appunto ai prodotti "signature" ed ai vari riferimenti ad endorser: ovvero, tenersene alla larga, perchè con la scusa della firma, costano il doppio dei loro equivalenti.

Credo che si debba distinguere: il nome lo si paga per i Signature che nulla hanno in più rispetto ai modelli "di serie". Il Joey Kramer o il Corey Miller (i prezzi di Perandrea però mi pare che siano un pò inferiori a quelli che effettivamente ho visto io) li paghi di più solo per il nome, mentre effettivamente sono uguali ai normali Black Magic in ottone e acciaio. Così come il Jim Riley, che è uguale al Black Magic in acciao, con la differenza che nei BM in acciaio normali non trovi i die cast e non c'è la versione profonda 8". L'unico veramente che valga la pena prendere è il Carl Palmer.
Beninteso: questo discorso vale per tutte le marche.
Il nome non lo paghi (o perlomeno non così tanto, perché in ogni caso lo si paga per tutto) per il Supra o per il BB o per gli altri; lì paghi il suono, nel senso che se vuoi il suono del Supraphonic o del Black Beauty devi per forza prendere quelli.
Ce ne sono altri meno costosi che gli assomigliano (Black Magic in primis) ma non suonano uguali, c'è poco da girarci intorno.
Scommetti che hanno fatto sta cosa per lanciare ancora di più i Black Magic? In America se li cagano, ma fuori di lì fanno fatica a decollare... Guarda caso tutti questi Signature sono praticamente dei Black Magic...

pietrodrum ha scritto:
non hanno mai avuto bisogno di batterie o di rullanti Signature, proprio per questi motivi!

Eppure questo post come è intitolato?

Vero, e proprio per questo si stanno un pò "sputtanando", io non l'avrei mai fatto. Anche perché sono convinto che non tireranno mai quanto i modelli classici. Però effettivamente magari uno che vede il Corey Miller a 300€, che suona bene (perché suona molto bene), ha un bel look ed è comunque un Ludwig, allora è molto invogliato a prenderlo.


pietrodrum ha scritto:Sto però dicendo che, sia per capacità tecniche, che per metodi produttivi, che per merchandising, non è più (sempre che lo sia stato) giusto usare due pesi e due misure tra questi nomi americani e quelli asiatico-europei.
Se per noi è importante la "testa", ce ne freghiamo che la produzione avvenga poi in paesi in via di sviluppo; che si tratti di Ludwig o di Tamburo.
;)

Sul fatto del luogo di produzione sono d'accordo.
Sul fatto della partià di trattamento fra marche "moderne" e storiche anche, però non puoi negare che quelle storiche hanno proprio quel non-so-che che gli dà la marcia in più anche su prodotti "semplici" come un Supraphonic.
Tra un Supra e uno Ian Paice attira di più il Supra, proprio per la sua storia; e a ben vedere lo Ian Paice è un pò una scopiazzatura del Supra (chissà perché?).

Io non sto glorificando Ludwig, Gretsch o chi per loro, però non è un caso se in tanti si ispirano ai loro modelli storici e ancora in produzione: in quanto strizzano l'occhio al Supra o al Black Beauty (li avrò nominati 800 volte in questo post), oppure ai fusti Gretsch? O anche ai Ludwig? Basti pensare alle serie DW, quelle lì nuove che sono simili anche nei loghi (round badge etc).

Spero che qualcuno scopiazzi anche Slingerland o Rogers, che se lo meritano! :D
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Messaggioda pietrodrum il gio gen 05, 2012 10:44 pm

Alla fine il suono è rimasto quello, se lo si ottiene tramite processi produttivi diversi non è molto importante.

Come dicevo, concordo appieno; era la discrepanza del trattamento - sia beninteso, in senso generale e non da parte tua o di altri che son qui intervenuti in particolare - della stessa identica situazione tra Ludwig e Tamburo (o Pearl, Mapex, ecc) che volevo evidenziare e, diciamo così, "condannare" :)

però non puoi negare che quelle storiche hanno proprio quel non-so-che che gli dà la marcia in più

Guarda, per me no. Hanno sicuramente un qualcosa che le altre non hanno, ovvero, come dicevo primi, i meriti storici; di conseguenza, il nome ha un suo "peso".
Ma dal punto di vista sia estetico, che tecnico, che merceologico, secondo me non hanno nulla in più, oggi come oggi, di tutti gli altri grandi marchi.

Per me la Collector e la SQ2 sono due sogni allo stesso modo - ed anzi, essendo io "fans" della Sonor, avendo i soldi IO non avrei dubbi su quale prendere ;)

Ti dirò di più, ma qui andiamo davvero troppo OT e poi parlerei troppo per sentito dire, ma credo di non essere lontano da verità se dico che chi ha davvero, oggettivamente, quel qualcosa in più, sono i marchi (semi)artigianali, quali Ayotte, Craviotto, Le Soprano, ecc...
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