Ed ha scritto:Io metterei appena appena un po di feltro solo poggiato sopra e mollerei la cordiera solo di un soffio.
Quoto all'infinito

Comunque già molto meglio rispetto alla prima prova, secondo me.
Per quel che riguarda la questione "volume", vorrei dirti la mia impressione ma con la premessa che non sono nessuno e di cose ne posso solo che imparare. Non voglio nè posso assolutamente quindi fare il maestrino, voglio solo condividere con te un'impressione personale da profano...
Ho notato che Potter e Sam hanno mancato di dirti una cosa, ma essendo loro certamente più esperti di me, ne ho concluso che l'hanno semplicemente data per scontata; mentre te, nella tua risposta sucessiva
quello che mi interessava non è tanto il volume del rullo che vi assicuro c'è, ma del tipo di suono che esce
mi hai dato ad intendere che questo concetto sotteso l'hai in qualche modo "mancato". Ripeto: io non sono nessuno, probabilmente potrai insegnarlo te a me, ma forse può anche essere fonte di un piccolo fraintendimento, allora ti dico quel poco che so
Il fatto è che la batteria è uno strumento integralmente "acustico" e quindi totalmente "analogico" - chiedo scusa per l'abuso dei termini, spero sia chiaro almeno il concetto
Questo significa che
quantità e
qualità non sono elementi separati e sono (molto) difficilmente separabili. Questo NON significa che per suonare bene bisogna anche suonare con
tanto volume, ma significa però che l'aumento di volume porta con sè anche un inevitabile cambio della qualità sonora.
Ed è questa, secondo me, la cosa più difficile da imparare della tecnica batteristica: il controllo delle dinamiche.
Che non significa solo saper colpire forte o piano in qualsiasi momento e punto della partitura, ma anche e
soprattutto avere un costante controllo della qualità sonora a prescindere dalla sua quantità, ovvero dal volume a cui si suona.
Ma vabbè di questo poco ti importerà

lo dicevo solo per dirti che, spesso e volentieri, la mancanza di quantità è portata (anche) da una mancata o insufficiente
intenzione - come l'ha giustamente chiamata MetalDomination. Ovviamente questo non significa che basta suonare più forte per mettere tutto a posto, perchè a dinamiche più elevate tale imprecisione si manifesta con una
slabbratura sonora che evidenzia ancor di più la cosa.
Tutta questa inutile pappardella per dirti che, secondo me e magari non ho capito una fava

, Potter e Sam stavano parlando di una cosa più a tutto tondo che del semplice "picchiare più forte".
Si nota, sempre per mia umilissima ed inesperta opinione, un certa
rigidità nella mano, che comporta la fuoriuscita di suoni "piccoli" in alcuni casi... un suono "dimesso" e poco "vibrante" in generale.
La cosa è migliorata moltissimo con la seconda registrazione, e sicuramente microfono e campionatura contribuiscono ad imbruttire il tutto... secondo me però un pochino di rigidità di fondo potrebbe esserci, e forse dovresti più pensare ad un "colpo di frusta" che non alla "mazzata di un martello": il primo funziona a qualsiasi intensità, il secondo solo quando picchi come un fabbro
Prego chiunque voglia correggere le cavolate che ho scritto a cazziarmi subito, cosicchè non si diffondano fesserie - che poi magari qualcuno ci crede

Set: Sonor Select Force (16-10-12-14)/Remo Emperor coated - Pearl Target (22-10-12-14)/Evans EC2 frost-coated
Rullanti: Pearl Target 14x5,5/mesh - Sonor Force 2007 14x5,5/Sonor-Remo - Tama Starclassic b/b 14x5,5/Evans Genera - Dixon 14x4/Remo Ambassador - Sonor Force 1007 14x5/Evans G2
Piatti: crash UFIP Natural 15"-17" - HH/ride Paiste 2002 14"-20" - china Wuhan 12"