Iko il discorso è serio... sei uno spammone!!!!
La questione omicidio è ben delicata... Il problema di base è, a mio avviso, possiamo sapere o dire con certezza da quale momento in poi il feto ha coscienza di se, e consapevolezza di essere? Ecco, quello, al limite, potrebbe essere un punto di confine..
Però su una cosa sono perplesso, leggendo i commenti più in alto. Nel caso di uno stupro (indipendentemente da chi venga perpetrato, se italiano, straniero, di buona famiglia o derelitto non me ne frega nulla), cioè ma voi veramente vi terreste e portereste a termine una gravidanza conseguenza di un atto criminale ed inumano del genere? Sapendo di avere dentro il figlio di quel bastardo?
Scusate ma io tenterei di toglermi qualsiasi cosa che rimandi o colleghi ad un episodio del genere...
E dare alla luce il figlio di un padre sconosciuto e che è stato in grado di commettere un'atto simile? Ma ci pensate a quando questo figlio inizierà a chidere del padre, ad informarsi sulla sua origine, e inevitabilmente prima o poi verrà a sapere come e perchè è nato? Che vita porterà avanti con dei presupposti simili? E come potrebbe venir accettato il "figlio del criminale" nella famiglia della vittima dove inevitabilmente si troverebbe a vivere e a crescere?
Per me, evitare una vita di sofferenze non è assolutamente egoistico, anzi.
E voler mettere al mondo una creatura che magari per questioni di salute si sa già (e si può sapere, al giorno d'oggi) che sarà predestinata ad una vita di dolore, solo per il principio che "deve nascere" o che "voglio un figlio", questo non è egoismo?
A chi dice "chi siamo noi per decidere della morte", rispondo " e chi siamo noi per condannare al dolore?"