da sergio978 il lun set 10, 2012 1:20 pm
Scusami iko non volevo risultare poco chiaro, e il discorso sul sarcasmo non era assolutamente riferito a te.
Provo a spiegarmi, anche se non è semplice. Innanzitutto quando parlo di convinzioni e valori, intendo i tuoi punti di partenza nel processo logico del ragionamento che fai e che ti porta ad esprimere l'opinione. Punti di partenza ovviamente imprescindibili da tutto il discorso che ne segue perchè è attraverso il tuo pensiero e la tua "base" che sviluppi poi tutta la logica del ragionamento successivo. Allora, se da questi punti di partenza (non chiamiamoli più nè valori nè convinzioni), per il tuo modo di pensiero, arrivi alla conclusione (logica) che l'individuo è tale dal momento stesso del concepimento, hai espresso perfettamente, coerentemente e correttamente la tua linea di idea sull'argomento.
Nel momento in cui io (per dire, ma come ilbenjo o chiunque altro) affermo di percepire una differenza, una discriminante nel considerare "persona", nel fatto che l'insieme di cellule o come lo si voglia definire, abbia coscienza di se o meno, introduco un elemento in più che non si sposa con i tuoi punti di partenza, e ritenendolo io invece valido come mia base, mi porta logicamente e naturalmente ad un risultato di ragionamento diverso.
Il punto di base è che io NON vedo già la persona, e qui credo stia lo spartiacque.
Poi viene tutto il resto, se sia il caso o meno di mettere al mondo in certe situazioni particolari, se sia amore o mero egoismo, se si faccia del bene a creare un essere predestinato all'infelicità ecc ecc..
La mia domanda, alla quale io per primo trovo difficoltà a rispondere, anche se ho una propensione principale, è:
se io decido di NON precludere il futuro ad una persona, che già lo sia o meno, in determinati casi, quando già so (e ho modo certo di saperlo, questo credo sia palese e inattaccabile) che sto creando dolore e sofferenza (di vari generi, come già detto), come faccio ad affermare di star facendo il bene?
Per quella persona, intendo, visto che credo, e spero che qui siamo veramente tutti d'accordo, nel momento in cui c'è di mezzo un figlio l'attenzione e l'interesse debba rivolgersi indiscutibilmente e totalmente nei suoi confronti e non in quelli del genitore che lo desidera o meno?
Cioè si continua a dissertare sul desiderio di avere un figlio, sulla volontà di farlo, ponendo di molto il peso sulla questione genitori, ma lo trovo limitativo, cioè un figlio non è un regalo di natale o di compleanno, e nemmeno un cane che si prende perchè voglio la bestiolina di compagnia (che anche li più di qualcuno farebbe bene a lasciarli dove stanno pure i cani), ma è una nuova creatura al bene e al benessere della quale ognuno di noi, da genitore o potenziale tale, dovrebbe secondo me tendere..
Ri. edito per il post nel frattempo...
Mucco sono d'accordissimo sull'importanza dell'accudire come si deve, altro motivo per cui precluderei la possibilità di avere figli a più di qualche inetto che è in giro, purtroppo, ma questo è ancora un altro discorso.
Sulla questione del dolore è così soggettiva... tu hai superato un trauma uscendone arricchito.. Ma ci sono persone che non hanno così tanta forza d'animo. O peggio, che quel dolore non lo superano mai, e li accompagna per ogni santo giorno della propria vita.
Ah. e non parlavo assolutamente di problematiche tipo sindrome di down, parlo di altri generi di patologie, genetiche o meno, croniche e non curabili, che purtroppo esistono e fanno stare fisicamente male, senza possibilità di scampo e, a volte, con poche o nulle possibilità di alleviare.
Sul fatto che un terminale possa gioire ed essere felice... Bhe forse con un certo tipo di carattere.. per quanto mi riguarda, ne dubito fortemente. Essendo stato a contatto anche piuttosto stretto con certi tipi di realtà, e avendo avuto modo, mio malgrado, di riscontrare i diversi tipi di reazione che possono nascere da determinate situazioni, ti posso dire che non è sempre così. C'è chi "metabolizza" e tollera, per quanto tollerabile sia, c'è chi non accetta, c'è chi crolla e c'è chi reagisce con rabbia.
Chi ha ragione? Tutti, perchè parliamo della sfera più intima di sentimenti e reazioni, e credo nessuno si possa arrogare il diritto di dire se sia giusto o sbagliato.
"Io me ne strabatto il cazzo" (cit.)
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Membro della Artigianalissima congrega dei rullatori Treno Drums