Il crollo del Pd, che già in campagna elettorale dava segni di una evidente "metastasi", è frutto dei propri giochi interni, in molti della vecchia scuola, capeggiati da D'Alema, hanno voluto intrallazzi con Berlusconi, hanno remato contro, ecco il risultato.
Ma vi rendete conto che messaggio stiamo dando ai giovani?
Ma cosa possono sperare i bambini, i ragazzi, i futuri elettori?
Non ci sono idee politiche, non c'è una destra, non c'è una sinistra, esiste un centro "minestrone" dove si mescolano interessi e slogan gratuiti, urla che inneggiano alle macerie, senza idee concrete.
Pazzesco, siamo arrivati con la valigia piena di speranze, e queste si sono infrante sul muro della vecchia politica, accordi che manco ci immaginiamo cosa contengano.
La mia rabbia più grossa è che la maggioranza degli italiani ha riposto fiducia in un partito che poteva fare qualcosa, eleggere Prodi o Rodotà, un manipolo di furbacchioni ci ha pestato la mano sull'ultimo piolo della scala.
Siamo caduti, questo film non ha un lieto fine.
Ora ridono i furbacchioni, ed i pazzi.
In rete qualcuno ha postato questo scritto, niente di più poetico ed attuale
"Pieta’ per la nazione i cui uomini sono pecore e i cui pastori sono guide cattive Pieta’ per la nazione i cui leader sono bugiardi i cui saggi sono messi a tacere Pieta’ per la nazione che non alza la propria voce tranne che per lodare i conquistatori e acclamare i prepotenti come eroi e che aspira a comandare il mondo con la forza e la tortura Pieta’ per la nazione che non conosce nessun'altra lingua se non la propria nessun' altra cultura se non la propria Pieta’ per la nazione il cui fiato e’ danaro e che dorme il sonno di quelli con la pancia troppo piena Pieta’ per la nazione – oh, pieta’ per gli uomini che permettono che i propri diritti vengano erosi e le proprie libertà spazzate via Patria mia, lacrime di te dolce terra di liberta’!"
Pier Paolo Pasolini
