Riprendo il discorso sul volume delle batterie e dei piatti, dato che ne sono parte integrante.Purtroppo ho assistito a concerti dove seppur il batterista era eccezionale e la batteria non invadente per il luogo (piccolo locale), poi i piatti hanno infastidito l'ascolto per la loro presenza troppo invadente nonostante il tocco leggero del batterista.
Credo che accanto alla lettura della musica, tecnica dello strumento, postura esatta ci debba necessariamente essere anche uno studio circa l'uso dei volumi giusti rapportato allo strumento e al luogo
Allora ecco una mia personalissima conclusione sui volumi (non sulle tonalità)
Batterie:
1- fusti spessi normalmente danno volumi controllati
2- fusti sottili danno normalmente volumi forti e grossi
3-bordi, vale quanto detto sopra.Più il bordo è assotigliato più il suono è grave e forte, più è verso l'appiattimento e con più il suono è controllato e con meno volume.Un bordo rotondeggiante da un suono corposo e controllato.
4-La profondità dei fusti.Fusti profondi hanno poco attacco ma molto sustain e se picchiati forte il volume aumenta proporzionatamente alla pacca.Fusti poco profondi hanno molto attacco ma poco sustain (che si può compensare tendendo poco le pelli) e il volume rimane pressapoco quello anche se piacchiati forte, o meglio, da forte a fortissimo non aumenta il volume, mentre aumenta logicamente da piano o pianissimo a forte.
Piatti.
1- pitti light, poco pesanti, hanno molto sustain e ping impastato.Volume non eccessivo e decadimento abbastanza rapido.
2- piatti pesanti, hanno moltissimo sustain, ping molto definito, volume eccessivo e decadimento lento
Secondo me un buon compromesso sono i piatti di media pesantezza, martellati e con campana medio grande, dove il volume è presente ma non eccessivo, buon sustain , ping abbastanza definito, usabili in qualunque situazione.
Ovviamente sia per le batterie che per i piatti, la mano fa la differenza.
