@gandalff, sarà appropriato il tuo esempio?
in negozio, vedi, chiedi il prezzo, provi, valuti, dici ok, paghi, lo porti via. e io aggiungo,
lo restituisci se hai un ripensamento entro i 10 giorni.
In trattativa è diverso? a te sembra che non lo sia?
Lo vedi,
ma spesso non lo vedi bene e chiedi foto dettagliare,
non lo tocchi, non lo soppesi, non lo provi, valuti, dici ok,
spesso prima paghi e poi devi aspettare ce arrivi, con qualche ansia per il viaggio, se te la ripensi non hai diritto di restituire.
In tutta la faccenda aggiungi che
si tratta di un usato, e che
il negozio su un usato può farti una garanzia di 3 o 6 mesi (2 anni se nuovo), mentre
un privato non fa queste garanzie.
__________________Io qualche differenza la vedo.
Ma al di là di questo conta la correttezza tra 2 persone, perchè sono sempre e solo 2.
per il venditore è (deve essere) uno per volta.
il bon ton deve essere, punto.
non è una giustificazione che 10 potenziali acquirenti siano stati pessimi, per diventare pessimi noi stessi.
le calze di lana bianche al mercato, diventano marroncine per tutte le mani che l'hanno toccate prima, tutti potenziali acquirenti. Non per questo chi vende le calze deve essere scorretto con i potenziali acquirenti, è così.
Un oggetto in vendita che va dritto ad un acquirente, senza la trafila degli indecisi, o ha incontrato un caso fortuito dove c'è decisione e acquisto immediato o il venditore ha messo un prezzo molto basso e l'oggetto sparisce alla prima contrattazione.
per gli altri casi la sequela di tira e molla è da mettere in preventivo, ma questo non deve peggiorarci come venditori.
imho