themucco ha scritto:Rispetto per tutti, questa ? la frase banale e magica in questo caso.
Wilfo f? bene ad amareggiarsi perch? non lo caga nessuno, ma la politica di un locale ? quella di vendere uno spettacolo che la gente apprezza, e pur troppo il mercato richiede cose diverse da un pinco pallino qualunque che suona 15 pezzi sconosciuti!
E' triste? E' ingiusto? per? ? cos?, magari prima o poi in qualche locale o club troverai il tuo spazio, te lo auguro.
Per quel che mi riguarda suono da sempre cover, e faccio parte degli "sfigati" che suonano in una tribute band.
Sono completamente daccordo con Glassmoon666, l' importante ? divirtirsi e far divertire il pubblico, da non tralasciare anche il fatto economico. Negli anni a forza di serate mi sono tolto le mie soddisfazioni potendomi permettere di comprare un bel p? di attrezzatura, e non mi sento di essere un ladro perch? ho tolto i soldi di tasca a chi f? musica propria.
Il forum e' (lo dice la parola) una piazza dove scambiare opinioni.
Per cui io, nel mio intimo, a volte mi apro e provo a lasciare la mia parola.
Il concetto su cui si discute non e' la frustrazione di non suonare, perche', fortunatamente, a Roma e provincia ci sono locali che permettono ad un gruppo di musica ORIGINALE di esibirsi, ma sulla speculazione e l'asservimento cui siamo sottoposti TUTTI.
E' vero che ci sono gestori speculatori anche sulla musica originale (e a volte ti chiedono un tot di spettatori) ma il concetto di fondo e' la grandezza che abbiamo tutti noi, nelle nostre mani e nei nostri cuori che impedisce lo sviluppo mentale; l'arte, intesa come creazione (non copia) di un messaggio e' in tutte le nostre menti.
Siamo noi che dobbiamo gestire il nostro ruolo.
Abbiamo l'immenso potere di indirizzare NOI i gusti della gente, di fare in modo che cio' che abbiamo dentro sia inculcato ed assimilato nella bieca mente della maggioranza del pubblico.
Ed invece ci assoggettiamo alla... legge di mercato: questo e' cio' che chiedono e questo e' cio' che diamo loro, poco importa quale sia il messaggio che si trasmette.
Faccio un esempio (e permettetemi di essere un po' fuori luogo):
la tv commerciale (Berclusconi, ndr) ci propina le classiche mignottelle (leggasi veline, letterine, etc) che sculettano e la danno a destra e manca per avere un primo piano.
Tali trasmissioni vengono viste nei Balcani e in tutto il bacino mediterraneo, creando nell'immaginario estero, un paese fatto di mignotte (o forse e' proprio cosi'...).
E quando questi poveri disgraziati vengono qui nella speranza di trovare ricchezza, lavoro e magari anche dignita', si aspettano e cercano quello che hanno visto: belle donne, facile richezza, agi.
Perche' non trasmettiamo RAI Educational in chiaro nelle ore di punta?
Perche' non proviamo a dare prima a noi stessi (e quindi anche agli altri) qualcosa con un certo valore?
Striscia la Notizia o Report?
Possiamo scegliere di vedere?
Non possiamo.
Perche' sono loro che decidono cosa farci vedere. Alle 8 di sera.
La batteria e' un pennello con cui dipingiamo un quadro astratto, multiforme e multicolore che e' la musica.
Se abbiamo questo potere perche' non utilizzarlo affinche' la maggior parte delle affissioni che facciamo nella mente delle persone, del pubblico sia una rappresentazione del nostro IO.
Se faremo (parlo per tutti) sempre cio' che la massa vuole non saremo MAI noi stessi.
E se poi disprezziamo i POOH (cazzo, l'ho scritto!!!!) tale rancore e' solo verso noi stessi, che crediamo in valori piu' grandi.