La mia prima si perde nella notte dei tempi...
Ma vi racconto la pi? recente: ieri sera.
Serata Lions.
Siamo arrivati alle 17.30. Occorreva fare il sound-check prima che arrivassero i soci del club.
Formazione, vista frontalmente, da sinistra: Vito Noto (chitarra e voce, un vero castigo di Dio!), Alberto Asero (vibrafono), Salvo Famiani (sassofoni), io (inizialmente...), Mario Campione (pianoforte), Riccardo Pinturo (basso).
Dopo un paio di brani per regolare volumi e suoni, Mario lamenta di non riuscire a sentire il vibrafono.
Cambio di scena e invertiamo i posti tra me e lui. Che palle! Dopo che era tutto montato. Alle 20.30 cominciano ad arrivare i soci. Il cerimoniere ci assegna un tavolo, fortunatamente lontano e nascosto.
Dopo un cerimoniale palloso e interminabile, con tanto di predica dei vangeli, abbiamo cenato iniziando con pi? di un'ora di ritardo sul programma. Abbiamo quindi deciso di fermarci dopo i primi piatti e iniziare a suonare per evitare che si facesse troppo tardi.
Un calvario. Il brusio e le chiacchiere della sala, in certi momenti coprivano anche la batteria. Abbiamo suonato, praticamente, a memoria per almeno 45 minuti. Poi, finita la cena, siamo riusciti ad avere l'attenzione che ci serviva.
Abbiamo suonato bene, senza errori di sorta, fermandoci solo una volta per riaccordare il basso.
Intorno alla mezzanotte i soci cominciano ad andare via. Rimangono una trentina di persone. Riprendiamo a suonare, stavolta in un'atmosfera da jazz club. E' stato bello. Grande attenzione e grande performance.
Nota positivissima: tra i soci, una mia ex compagna di liceo. La ricordavo carina, ai tempi della scuola. Mi ha steso: ? bellissima, dolcissima e ha una grande classe. E' stata lei a riconoscermi ed ? venuta a salutarmi, mostrando un entusiasmo ed un piacere di rivedermi che non riesco a spiegarmi. Abbiamo chiacchierato per un bel po' e ci siamo ripromessi di vederci ancora. E' stato bello parlare con lei.
Sono tornato a casa alle 3.30. Stamattina, alle otto e mezza, mi sveglia al telefono uno scassacazzi. L'avrei ammazzato.
Ma, da persona bene educata quale sono, non l'ho nemmeno mandato affanculo...