da Weathers il lun dic 22, 2008 9:32 am
Number 6, mi spieghi perchè te la sei presa tanto a male? Non mi sembra di essermi rivolto in modo polemico nei tuoi riguardi. Forse hai interpretato come qualcosa di personale una precisazione in risposta ad una domanda rimasta in sospeso. Non era quello che volevo, ti assicuro. E poi il mio era un discorso in generale, su un momento importante della storia della musica popolare italiana, per portare un contributo all'argomento cui il thread è dedicato. Insomma, non mi stavo rivolgendo direttamente a te, il tuo intervento mi ha solamente fornito lo spunto di partenza. Comunque, se ti ho offeso in qualche modo ti chiedo scusa, non era nelle mie intenzioni, tanto più che ho sempre trovato interessanti ed intelligenti i tuoi contributi.
Tornando al punto, quello che mi premeva sottolineare è che all'epoca degli ultimi lavori del Balletto e del Rovescio, ossia nel '72 e nel '73, Mancini aveva appena 13 anni, per cui la vedo dura che fosse uno session man pronto ad intervenire per correggere le magagne di altri musicisti. Questo è un dato di fatto.
E poi la mia non è per nulla una visione romantica. L'atteggiamento competitivo di cui ho parlato, il fatto che la musica venisse spesso vissuta primariamente come fatto tecnico non è che mi piaccia granché. Ma le cose andavano così, basta che tu lo chieda a qualcuno che quegli anni li ha vissuti in prima persona.
Tu continui a sostenere la tua tesi, nulla di male. Però sarebbe il caso che portassi i nomi di qualche gruppo prog "valido" che ricorreva agli espedienti di cui parli. Finora hai citato solo i Giganti, che erano un gruppo beat e non prog. Per parte mia ti posso assicurare che nelle formazioni dell'epoca che avevano una certa esperienza circolavano un sacco di batteristi all'altezza, e quando dico all'altezza intendo molto molto bravi. Non c'erano soltanto session man bravi. Poi c'era chi si improvvisava musicista in un modo un po' naif, allora lì il discorso cambia ed in questo caso ti do volentiei ragione. Su questo non ho nulla da eccepire. Si tratta però di definire, delimitandolo con precisione, l'ambito d'intervento di detti session man. Insomma, anche tra i gruppi prog ce n'era qualcuno un poco scadente, ma non credo né che abbiano lasciato il segno né che valga la pena ascoltarli ancora oggi.
A proposito dei batteristi di quel periodo, tempo fa stavo ascoltando un disco di un gruppo calabrese semisconosciuto che si chiama "Apoteosi", e quasi subito penso: "Cavolo, ma il batterista è eccezionale!" Successivamente scopro trattarsi di un giovanissimo Surace che a diciassette anni faceva cose straordinarie. Questo per dirti qual era il livello medio.
Poi io non metto affatto in dubbio che negli studi vi fossero fior di session man, ma la vera questione è stabilire a chi dessero una mano. Parlare in modo generico mettendo tutti nello stesso calderone è controproducente, oltre che inutile. Si rischia di ingenerare una certa confusione.
Se penso a dei gruppi prog "minori" ma validi, a parte i già citati "Balletto di bronzo", "Rovescio della medaglia" ed "Apoteosi", mi vengono subito alla mente "Alphataurus", "Maxophone", i grandissimi "Biglietto per l'Inferno", "Acqua fragile", "Alusa Fallax", "Locanda delle fate", "Quella vecchia locanda", "Museo Rosenbach", "Metamorfosi". Non mi risulta che nessuno di questi si sia avvalso della collaborazione di session man; e d'altra parte la cosa è molto ardua dato il livello medio dei rispettivi componenti. Se a te risulta diversamente sei liberissimo di indicarlo, te ne sarei grato perchè contribuiresti a dissipare alcune mie false credenze.
Ma non basandosi sui si dice o su considerazioni del tutto generiche che se sono valide per alcuni (e questo te lo riconosco, ma nella maggioranza dei casi non in ambito prog, come segnalavo nel post precedente, bensì piuttosto in contesti prima beat e poi anche rock mainstream), non lo sono però affatto per altri.
Infine, se il tuo intervento non mi ha deluso, fatte le debite correzioni che poco sopra mi sono permesso di esporti, è la parte finale a sconcertarmi. Non ti arrabbiare, lo sto dicendo con ironia. Mi spieghi per quale motivo non dovrei parlarti di Golzi? Che cosa ti ha fatto di male? Prova ad ascoltare Zarathustra e vedrai che dopo pochi istanti ti ricrederai sul suo conto. E' uno che ha le palle esagonali, e qui non sono ironico. Chiedi a degli addetti ai lavori e senti cosa ti rispondono. Non è che siccome poi ha fondato e suonato con i "Matia Bazar", allora è diventato un coglione. Anzi! A me i "Matia Bazar" non piacciono molto, direi quasi per niente, ma se ti accosti a qualche loro pezzo con attenzione e senza essere prevenuto ti accorgerai che Giancarlo dà dimostrazione di avere nel suo bagaglio dei tocchi di classe infinita. Certo, non devi aspettarti né la sboronaggine né l'esibizionismo del periodo prog.
Accetto con piacere e riconoscenza il tuo invito, però se sei d'accordo preferisco un buon bicchiere di vino rosso. Ti chiedo nuovamente scusa se le mie parole sono state mal interpretate o ti sono parse ineducate. Ribadisco la stima che ho nei tuoi riguardi, e sapendoti persona intelligente e preparata spero vorrai riconsiderare un minimo le posizioni iniziali. Penso che con un piccolo sforzo da parte di entrambi si possa trovare agevolmente un compromesso o comunque un punto d'incontro. In effetti probabilmente lo abbiamo già trovato.
E' stato un piacere discutere con una persona gentile come te. Ti auguro una buona giornata.
@a.guida Ti consiglio allora di riascoltarti Zarathustra con maggiore attenzione e disponibilità mentale. Se può infatti esser vero che il disco è poco originale, il suo maggior pregio risiede invece proprio nella qualità musicale. E se permetti, a mio modesto parere, tra i lavori cosiddetti "minori", assiema ad "Un biglietto per l'Inferno", riprendendo in parte una tua espressione, esso è il migliore esempio nell'ambito del filone del rock romantico all'italiana. E questa non è solo una mia opinione distaccata, ma quella della stragrande maggioranza degli appassionati del genere. D'altra parte se ciò che ti interessa è primariamente l'originalità, non è certo nel rock progressivo-sinfonico italiano che la devi cercare. Tutti i gruppi italiani mostrano una derivazione ed un influsso più o meno forte rispetto a quelli inglesi.
Se ti piacciono i Napoli Centrale, e questo è un bene, credimi, dovresti ascoltare anche gli Showmen e gli Showmen II da cui mi pare provenga appunto il nucleo dei Napoli Centrale. Rispetto a questi ultimi la componente blues e soul è ancora più accentuata.
Infine per quanto riguarda la tua delusione verso Leone od altri, devi considerare che nella stragrande maggioranza dei casi non abbiamo a che fare con le formazioni originali. Spesso non rimangono che uno o due membri.
Con cordialità.