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Prog Italiano Anni 70

Qui si parla di batteristi e band affermati, ma anche concerti, generi musicali, dvd...
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Messaggioda Scuotivento il gio gen 15, 2004 11:29 pm

Un genere troppo spesso relegato... per il semplice fatto che la maggior parte dei gruppi che hanno composto la scena prog rock italiana poi si sono convertiti al cantautorato di massa (vedi: pooh, dik dik, zarrillo e nomadi)
Secondo me andando a ricercare si possono trovare delle vere e proprie perle per gli appassionati del genere, anche andando oltre agli straconosciuti PFM e Banco comunque validissimi
Ci sono i Museo Rosenbach, gruppo veramente valente che vede la partecipazione del futuro batterista dei Matia Bazar, e vi assicuro che sanno come si suona!
Ci sono i mitici Biglietto per l'Inferno, che non sono un gruppo di rock satanico ma coniugano atmosfere prog a influenze hard tipo deep purple e led zeppeli
Ci sono i Metamorfosi, ancora attivi, con il loro concept album di ispirazione dantesca: li ho visti live l'estate scorsa, e nonostante l'et? riescono ancora ad essere credibili
E si potrebbe continuare per pagine... il problema ? che troppo spesso il progressive viene considerato esclusiva dei gruppi d'oltremanica e oltreoceano e quasi ci si vergogna a sentire testi in italiano che trattano temi fantastico onirici! Bisognerebbe dare una rispolverata, approfittando della ottima serie di ristampe della BMG Ricordi, Trident e la cara vecchia Mellow.
Per informazioni o consigli vari non esitate a chiedere!

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Messaggioda gabrielemorse il gio gen 15, 2004 11:49 pm

Scuotivento ha scritto:Un genere troppo spesso relegato... per il semplice fatto che la maggior parte dei gruppi che hanno composto la scena prog rock italiana poi si sono convertiti al cantautorato di massa (vedi: pooh, dik dik, zarrillo e nomadi)
Secondo me andando a ricercare si possono trovare delle vere e proprie perle per gli appassionati del genere, anche andando oltre agli straconosciuti PFM e Banco comunque validissimi
Ci sono i Museo Rosenbach, gruppo veramente valente che vede la partecipazione del futuro batterista dei Matia Bazar, e vi assicuro che sanno come si suona!
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E si potrebbe continuare per pagine... il problema ? che troppo spesso il progressive viene considerato esclusiva dei gruppi d'oltremanica e oltreoceano e quasi ci si vergogna a sentire testi in italiano che trattano temi fantastico onirici! Bisognerebbe dare una rispolverata, approfittando della ottima serie di ristampe della BMG Ricordi, Trident e la cara vecchia Mellow.
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guarda puoi scrivere tutto, ma non ke zarillo ha fatto prog!
inoltre tutti quelli ke hai citato li conosco tutti. e i museo rosenbach, cosi come biglietto per l'inferno, le orme, acquafragile, libra etc, allora erano famosini. e nel 2002, un nuova etiketta li ha riproposti tutti. io li ho tutti e sono registrazioni veramente fatte bene.e sono anke facilmente reperibili per ora.invece ci sono molti gruppi americani inglesi svedesi, danesi, completamente sconosciuti ai piu. e non c'? modo neanche di essere informati perke anke la rete li sconosce. il prog aveva ripreso un po la strada sul finire degli anni 80 con i marillion, li hanno seguiti poi un altro paio di gruppi famosetti(dream theater), ma ora ? di nuovo degenerato in metal.sono appunto questi gruppetti(othello syndrome, flower kings, echolyn, fireworks, cairo, apocalips)che tengono il prog in mano per ora( e lo tengono per bene!!!). anke gli spock's sono caduti

"fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza"INFERNO,CANTO XXVI, vv 119,120
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Messaggioda number 6 il ven gen 16, 2004 1:20 am

qualcuno ha scritto:guarda puoi scrivere tutto, ma non ke zarillo ha fatto prog!



beh, dei nomi che Scuotivento ha citato fra parentesi l'unico ad aver fatto progressive e' proprio Zarrillo coi Semiramis...(i Pooh l'hanno sfiorato, ma Dik Dik e Nomadi erano lontani...)
bye


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Messaggioda Squid il ven gen 16, 2004 1:50 am

....i pooh in che occasione hanno sfiorato il prog??????.....poi vabb? dik dik e nomadi non hanno mai avuto a che fare col prog....
Squid
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Messaggioda martinazzi il ven gen 16, 2004 10:43 am

Ciao,
si li conosco anche io molto bene,( oggi ho 44 anni ) e li ho anche suonati alcuni,,, mi potresti dare il link delle etichette che li hanno ristampati mi te ne sarei grato.
Grazie
Riccardo

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www.rotodrum.com
info@rotodrum.com
http://www.youtube.com/user/rotodrum

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Messaggioda gabrielemorse il ven gen 16, 2004 11:54 am

martinazzi ha scritto:Ciao,
si li conosco anche io molto bene,( oggi ho 44 anni ) e li ho anche suonati alcuni,,, mi potresti dare il link delle etichette che li hanno ristampati mi te ne sarei grato.
Grazie
Riccardo

martinazzi
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sono stati ristampati tutti nel 2003 dalla BMG ricordi.
c'? di tutto,trip,osanna,opus avantra,latte e miele, jumbo, garybaldi... tutti i vekki progghettisti italiani. se non sai da dove cominciare, ti consiglio subito 3 che ti convincono a comprarli tutti: acqua fragile, libra, museorosenbach. vai con questi tre.qui nei negozi di messina ci sono ankora. credo ke se vai in un buon negozio di cd li hanno tutti in un'apposito scaffale BMG. nel negozio dove sono andato io c'erano addiritturai poster all'entrata "RISTAMPA PROG ITALIANO" o qualkosa di simile.

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Messaggioda number 6 il ven gen 16, 2004 5:16 pm

Squid ha scritto:....i pooh in che occasione hanno sfiorato il prog??????.....poi vabb? dik dik e nomadi non hanno mai avuto a che fare col prog....


...i Pooh non mi sono mai piaciuti, ma la suite di Parsifal e' tranquillamente etichettabile come rock sinfonico (per chi ha la mania di etichettare tutto)....
Per quel che riguarda Dik Dik e Nomadi, i primi erano degli epigoni del beat inglese, con piccole influenze sinfoniche (rifecero un sacco di brani dei Procol Harum anche se ricordo che la loro Help Me aveva un che di sperimentale...per l'epoca, ovvio),mentre i secondi pubblicarono un solo disco con qualche accenno alla psichedelia, che era Gordon del '75.
Non troverai mai i Pooh nelle enciclopedie sul progressive, ma spesso non vi si trova nominato nemmeno "Terra in bocca" dei Giganti, solo perch? loro hanno cantato "mettete dei fiori nei vostri cannoni..."
Non dimenticherei comunque il Rovescio della medaglia, Il Cervello, i grandissimi Osanna e perch? no, gli amici Jumbo.
bye

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Messaggioda Scuotivento il dom gen 25, 2004 3:10 am

Una cosa che mi dispiace molto ? che attualmente in Italia non ci sono pi? gruppi che fanno veramente progressive italiano... nel mainstream non c'? proprio traccia, fiducio sono ho dato una occhiata su Vitaminic e nella sezione progressive ho trovato solo scarsi emuli dei pink floyd o nei migliori casi dei Genesis... niente di eclatante
Non per fare autopubblicit?, ma ho la fortuna di suonare in uno dei 3 gruppi ai quali partecipo con altri 3 17/18enni fissati con il prog italiano, cos? stiamo ingenuamente tentando di riproporre certe sonorit? ormai archiviate... evidentemente a qualcuno ? piaciuto, se su Vitaminic abbiamo dominato per un mese la classifica italiana del prog :D
Per chi volesse dare una ascoltata alla nostra immondizia musicale, su http://regnumirae.altervista.org ci sono info su concerti etc. e alcuni mp3 scaricabili gratuitamente (non dite nulla sul nome... sto cercando di farglielo cambiare da 2 anni!)
Comunque ora come ora il disco di ITAprog sempre presente nel mio lettore ? Zarathustra dei Museo Rosenbach... superbo dalla prima all'ultima canzone, sia come testi che come musica

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Messaggioda fabiocons il dom gen 25, 2004 12:53 pm

number 6 ha scritto:
Squid ha scritto:
....i pooh in che occasione hanno sfiorato il prog??????.....poi vabb? dik dik e nomadi non hanno mai avuto a che fare col prog....


...i Pooh non mi sono mai piaciuti, ma la suite di Parsifal e' tranquillamente etichettabile come rock sinfonico (per chi ha la mania di etichettare tutto)....
Per quel che riguarda Dik Dik e Nomadi, i primi erano degli epigoni del beat inglese, con piccole influenze sinfoniche (rifecero un sacco di brani dei Procol Harum anche se ricordo che la loro Help Me aveva un che di sperimentale...per l'epoca, ovvio),mentre i secondi pubblicarono un solo disco con qualche accenno alla psichedelia, che era Gordon del '75.
Non troverai mai i Pooh nelle enciclopedie sul progressive, ma spesso non vi si trova nominato nemmeno "Terra in bocca" dei Giganti, solo perch? loro hanno cantato "mettete dei fiori nei vostri cannoni..."
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ma ettore mancini era il batterista del rovescio della medaglia o del balletto di bronzo?
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Messaggioda number 6 il dom gen 25, 2004 2:45 pm

Non mi risulta abbia suonato con nessuno dei due gruppi...nel Rovescio c'era Gino Campoli e nel Balletto Giancarlo Stinga, ma non vado oltre il 1980, dovrei informarmi...capitava spesso che i produttori portassero in studio qualche session man, per "ovviare" a qualche carenza tecnica (vedi Bandini coi Giganti, per fare un esempio..)...puo' darsi che il buon Mancini abbia dato una mano a qualcuno...

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Messaggioda Weathers il dom dic 21, 2008 7:59 pm

Mi sono imbattuto casualmente in questo thread antidiluviano. Lo riapro per correggere un paio di imprecisioni od inesattezze che dir si voglia.
- In primo luogo, Ettore Mancini, che è nato nel ’59, credo abbia fatto parte brevemente del “Rovescio della medaglia” nel periodo di instabilità del complesso susseguente al 1975, allorché ebbero ad alternarsi diverse formazioni ed il movimento del rock progressivo in Italia stava andando incontro ad un rapido declino di consensi. Tra l’altro Gino Campoli, il batterista storico, aveva subito un grave incidente le cui conseguenze gli impedivano di suonare.
- Secondariamente, l’affermazione secondo la quale si sarebbe fatto sovente ricorso a musicisti di studio per sopperire ad eventuali carenze tecniche, non trova fondamento. Qui si fa un poco di confusione. Essa è valida per un periodo precedente al 1970. Intorno a quell’anno cambiò completamete l’approccio allo strumento ed alla musica in generale, non ci si accostava più alla batteria in modo “spensierato”.
Così Giancarlo Golzi, straordinario batterista del “Museo Rosenbach”, in un’intervista: “Grazie al Progressive ciascuno di noi aveva avuto modo di togliersi tutte le libidini possibili: molti di noi hanno praticamente passato l'adolescenza in cantina a provare, ad affinare la tecnica sullo strumento, a cercare di assorbire la grande lezione dei dischi che in quegli anni arrivavano dall'Inghilterra”.
Negli anni ’60 la figura del batterista rock-pop era ancora un qualcosa di relativamente nuovo. C’erano sì dei grandi interpreti dello strumento, ma erano pochi. Sul finire del decennio i cantanti di grido si affidavano quasi sempre agli stessi nomi, tra i quali spiccavano quelli di Ellade Bandini e Franz Di Cioccio. Un discorso analogo valeva per i gruppi beat dell’epoca, che spesso nella registrazione dei pezzi si affidavano ad esperti musicisti di studio.
Durante il decennio successivo le cose mutano radicalmente. I gruppi prog italiani, se da un lato evidenziavano delle lacune nei testi e nel cantato, dall’altro spiccavano per l’abilità sturmentale non comune dei loro componenti. Si distingueva in particolare la sezione ritmica: sempre potente, fantasiosa e varia nell’utilizzo dei tempi. Naturalmente esistevano delle eccezioni, non mancavano gruppetti di ragazzotti arrivati a produrre un disco non per meriti propri ma grazie a qualche conoscenza e che non esitavano a servirsi di strumentisti esterni. Ma era veramente una rarità, e di loro non rimasero né un gran ricordo né opere meritevoli di ascolto.
Per arrivare in sala d’incisone bisognava aver prima dimostrato molto, era d’obbligo aver partecipato ai numerosi festival prog che allora si tenevano in giro per l’Italia. L’attività dal vivo era intensissima e costituiva la fonte primaria per la sopravvivenza di questi complessi, come allora venivano chiamati. La competizione era altissima, tra i musicisti si tenevano frequenti “gare” per stabilire chi fosse il miglior chitarrista o batterista, e si stilavano classifiche in continuazione. Produrre un disco non era certo facile come lo è ora con le attuali tecnologie, ed in genere l’opportunità veniva concessa solo a gente davvero brava. Tanto più che allora come oggi il prog, pur vivendo un momento decisamente più felice, era comunque una musica di nicchia e non godeva di un grande riscontro economico. Se si dà uno sguardo alle classifiche dell’epoca, si nota che ad andare per la maggiore erano i cantautori, i gruppi stranieri e gli interpreti della canzone italiana alla Claudio Villa. Per i gruppi prog nostrani, tranne qualche caso isolato, non restavano che le posizioni di rincalzo. Ed infatti si scioglievano spesso dopo aver realizzato un solo disco, nonostante le grandi doti che oggigiorno vengono riconosciute loro.
A far ricorso a musicisti affermati in occasione delle registrazioni erano invece spesso formazioni mainstream cui aveva arriso il successo e che anche per questo potevano permetterseli. Suonavano un genere di rock più accessibile. Nulla di male: si trattava in fondo di trovare una strada per la sopravvivenza.
Il discorso riguardante i “Giganti” non fa altro che avvalorare quello che vado dicendo. I “Giganti” non erano un gruppo prog, ma un gruppo beat nato nella prima metà degli anni Sessanta che dopo “Terra in bocca” sarebbe tornato al beat. Non avevano seguito il percorso graduale che dal beat condusse al prog altri gruppi leggermente più giovani. Terra in bocca restò un esperimento isolato nella loro esperienza. Il prog non era il loro pane, non avevano piena confidenza con le sonorità e la complessità caratteristiche di questo genere e perciò fecero ampio ricorso a musicisti esterni, non solo a Bandini, ma anche a Vince Tempera ed al chitarrista dei “Latte e miele”. Ne risultò tuttavia un grande disco.
Concludendo, ipotizzare che il batterista del “Balletto” o quello del “Rovescio della medaglia” abbisognassero del soccorso di musicisti esterni per compensare proprie carenze è del tutto fuori luogo. Significa non conoscere affatto questi gruppi oppure avere le orecchie foderate di cartone. Si tratta di gente che sin dalla prima giovinezza si è fatta le ossa in anni di pratica e costante dedizione allo strumento, che ha fornito continua prova di sé nel susseguirsi incessante delle esibizioni dal vivo, esibizioni che si distinguevano per potenza e spettacolarità. Gente che padroneggiava perfettamente il genere e le sue asperità.
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Messaggioda number 6 il dom dic 21, 2008 11:55 pm

E' stata dura arrivare alla fine della tua lunga filippica (come capita a volte con le suite progressive), non perchè non fosse interessante, ma la vedo come una classica apologia da appassionato. (Tra l'altro non ricordavo nemmeno questo thread, sto invecchiando...Dovro' rileggere tutti i miei vecchi post...)
Preferirei parlarne davanti ad una birra, ma visti i toni così accesi...
Ho scritto che non mi risulta che Mancini abbia suonato nei due gruppi citati (e questo vale anche per te, hai ipotizzato che possa averlo fatto dopo il 1975, a sedici/diciassette anni, ma se non suffragata da prove questa tua resta una boutade), non ci sono incisioni o dati verificabili, a questo punto basterebbe scrivere una mail e chiedere direttamente. Se lo vuoi fare ci togliamo il pensiero.
Riguardo l'altro discorso, prendi una mia ipotesi e la ribalti per mettermi in bocca cose che non ho mai detto.
Non ho detto che Campoli e Stinga non suonassero in studio, ho solo ipotizzato che la ventilata partecipazione di Mancini a qualche lavoro del Rovescio potrebbe essere dovuta ad una pratica molto comune dell'epoca. Mi sembra che tu abbia una visione talmente romantica di quel periodo, con le sfide folkloristiche tra musicisti e tutto il resto, da dimenticare che negli studi di Milano e Roma (e il Rovescio credo abbia registrato negli RCA di Roma) lavoravano fior di session men che "aggiustavano" le magagne dei musicisti, magari con tanta esperienza live ma pochissima di studio. Basterebbe chiedere ai tecnici o produttori dell'epoca. Non c'è da scandalizzarsi o arrampicarsi sugli specchi per difendere la categoria.
Sinceramente ho sempre evitato di confrontarmi con quelli che si offendono se qualcuno critica i loro beniamini, ma adoro trovarmi faccia a faccia con chi ha toni da lectio magistralis, si impara sempre qualcosa. Cercherò di non criticare i gruppi progressive se ti dà così fastidio (tra l'altro non c'era traccia di critica in nessuno dei miei post, tanto più che il progressivo è un genere che ho molto amato per un certo periodo ed ho ancora qualche amico che ne è stato un fiero portabandiera)....ma per favore non parliamo di Golzi, grazie.
L'invito per la birra è sempre valido.
bye
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Messaggioda a.guida il lun dic 22, 2008 2:28 am

ho ascoltato tantissimo prog rock fino ad un paio di anni fa,e ho avuto modo di ascoltarne anche tanto italiano,e devo essere sincero,i museo rosenbach sono stati una grossa delusione per me dal punto di vista musicale più che per i testi,li ho trovati inconsistenti e poco originali rispetto al filone in cui si inseriscono.non vogliatemene a male però :wink:
da partenopeo non posso non cercare di spostare l'attenzione sui napoli centrale , gruppo di ispirazioni prog e r'n b genuino,con un condimento di sapori popolari partenopei.per chi non li ha mai ascoltati consiglio di provvedere quanto prima
una cosa interessante secondo me è vedere che fine hanno fatto oggi questi grupponi,e devo dire che nella maggior parte dei casi non sono rimasto deluso.
pfm torna sui palchi con una carica che non ha nulla da invidiare a quella di 30 anni fa,si rinnovano nello spettacolo e di cioccio è inarrestabile
il banco mantiene il suo spirito originario,il tempo passa visibilmente per tutti ma la musica che riescono a fare live è ancora di altissimo livello
i new trolls...fantastici,li ho rivisti quest'estate con tempi dispari e ne sono rimasto davvero colpito!non perdeteli
gli osanna anche se hanno subito un ricambio generazionale non da poco fanno ancora la loro porca figura,i loro pezzi poi mi piacciono davvero tanto
quelli che mi hanno lasciato perplesso sono stati il balletto di bronzo...fanno un bello spettacolo ma è tutto troppo incentrato su leone che (a parte sembrare la copia di renato zero,ma non è questo che polemizzo) sembra voler essere troppo personaggio senza riuscirci praticamente mai,ma magari l'ho visto io in una serata no...
membro della Jazz Gang ! - batterista blueseggiante(eccome!)!! - Batterista co la PANZA - estimatore del nobile sport del RUGBY - rumorosissimo batterista BONZOniano
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Messaggioda Weathers il lun dic 22, 2008 9:32 am

Number 6, mi spieghi perchè te la sei presa tanto a male? Non mi sembra di essermi rivolto in modo polemico nei tuoi riguardi. Forse hai interpretato come qualcosa di personale una precisazione in risposta ad una domanda rimasta in sospeso. Non era quello che volevo, ti assicuro. E poi il mio era un discorso in generale, su un momento importante della storia della musica popolare italiana, per portare un contributo all'argomento cui il thread è dedicato. Insomma, non mi stavo rivolgendo direttamente a te, il tuo intervento mi ha solamente fornito lo spunto di partenza. Comunque, se ti ho offeso in qualche modo ti chiedo scusa, non era nelle mie intenzioni, tanto più che ho sempre trovato interessanti ed intelligenti i tuoi contributi.
Tornando al punto, quello che mi premeva sottolineare è che all'epoca degli ultimi lavori del Balletto e del Rovescio, ossia nel '72 e nel '73, Mancini aveva appena 13 anni, per cui la vedo dura che fosse uno session man pronto ad intervenire per correggere le magagne di altri musicisti. Questo è un dato di fatto.
E poi la mia non è per nulla una visione romantica. L'atteggiamento competitivo di cui ho parlato, il fatto che la musica venisse spesso vissuta primariamente come fatto tecnico non è che mi piaccia granché. Ma le cose andavano così, basta che tu lo chieda a qualcuno che quegli anni li ha vissuti in prima persona.
Tu continui a sostenere la tua tesi, nulla di male. Però sarebbe il caso che portassi i nomi di qualche gruppo prog "valido" che ricorreva agli espedienti di cui parli. Finora hai citato solo i Giganti, che erano un gruppo beat e non prog. Per parte mia ti posso assicurare che nelle formazioni dell'epoca che avevano una certa esperienza circolavano un sacco di batteristi all'altezza, e quando dico all'altezza intendo molto molto bravi. Non c'erano soltanto session man bravi. Poi c'era chi si improvvisava musicista in un modo un po' naif, allora lì il discorso cambia ed in questo caso ti do volentiei ragione. Su questo non ho nulla da eccepire. Si tratta però di definire, delimitandolo con precisione, l'ambito d'intervento di detti session man. Insomma, anche tra i gruppi prog ce n'era qualcuno un poco scadente, ma non credo né che abbiano lasciato il segno né che valga la pena ascoltarli ancora oggi.
A proposito dei batteristi di quel periodo, tempo fa stavo ascoltando un disco di un gruppo calabrese semisconosciuto che si chiama "Apoteosi", e quasi subito penso: "Cavolo, ma il batterista è eccezionale!" Successivamente scopro trattarsi di un giovanissimo Surace che a diciassette anni faceva cose straordinarie. Questo per dirti qual era il livello medio.
Poi io non metto affatto in dubbio che negli studi vi fossero fior di session man, ma la vera questione è stabilire a chi dessero una mano. Parlare in modo generico mettendo tutti nello stesso calderone è controproducente, oltre che inutile. Si rischia di ingenerare una certa confusione.
Se penso a dei gruppi prog "minori" ma validi, a parte i già citati "Balletto di bronzo", "Rovescio della medaglia" ed "Apoteosi", mi vengono subito alla mente "Alphataurus", "Maxophone", i grandissimi "Biglietto per l'Inferno", "Acqua fragile", "Alusa Fallax", "Locanda delle fate", "Quella vecchia locanda", "Museo Rosenbach", "Metamorfosi". Non mi risulta che nessuno di questi si sia avvalso della collaborazione di session man; e d'altra parte la cosa è molto ardua dato il livello medio dei rispettivi componenti. Se a te risulta diversamente sei liberissimo di indicarlo, te ne sarei grato perchè contribuiresti a dissipare alcune mie false credenze.
Ma non basandosi sui si dice o su considerazioni del tutto generiche che se sono valide per alcuni (e questo te lo riconosco, ma nella maggioranza dei casi non in ambito prog, come segnalavo nel post precedente, bensì piuttosto in contesti prima beat e poi anche rock mainstream), non lo sono però affatto per altri.
Infine, se il tuo intervento non mi ha deluso, fatte le debite correzioni che poco sopra mi sono permesso di esporti, è la parte finale a sconcertarmi. Non ti arrabbiare, lo sto dicendo con ironia. Mi spieghi per quale motivo non dovrei parlarti di Golzi? Che cosa ti ha fatto di male? Prova ad ascoltare Zarathustra e vedrai che dopo pochi istanti ti ricrederai sul suo conto. E' uno che ha le palle esagonali, e qui non sono ironico. Chiedi a degli addetti ai lavori e senti cosa ti rispondono. Non è che siccome poi ha fondato e suonato con i "Matia Bazar", allora è diventato un coglione. Anzi! A me i "Matia Bazar" non piacciono molto, direi quasi per niente, ma se ti accosti a qualche loro pezzo con attenzione e senza essere prevenuto ti accorgerai che Giancarlo dà dimostrazione di avere nel suo bagaglio dei tocchi di classe infinita. Certo, non devi aspettarti né la sboronaggine né l'esibizionismo del periodo prog.
Accetto con piacere e riconoscenza il tuo invito, però se sei d'accordo preferisco un buon bicchiere di vino rosso. Ti chiedo nuovamente scusa se le mie parole sono state mal interpretate o ti sono parse ineducate. Ribadisco la stima che ho nei tuoi riguardi, e sapendoti persona intelligente e preparata spero vorrai riconsiderare un minimo le posizioni iniziali. Penso che con un piccolo sforzo da parte di entrambi si possa trovare agevolmente un compromesso o comunque un punto d'incontro. In effetti probabilmente lo abbiamo già trovato.
E' stato un piacere discutere con una persona gentile come te. Ti auguro una buona giornata.

@a.guida Ti consiglio allora di riascoltarti Zarathustra con maggiore attenzione e disponibilità mentale. Se può infatti esser vero che il disco è poco originale, il suo maggior pregio risiede invece proprio nella qualità musicale. E se permetti, a mio modesto parere, tra i lavori cosiddetti "minori", assiema ad "Un biglietto per l'Inferno", riprendendo in parte una tua espressione, esso è il migliore esempio nell'ambito del filone del rock romantico all'italiana. E questa non è solo una mia opinione distaccata, ma quella della stragrande maggioranza degli appassionati del genere. D'altra parte se ciò che ti interessa è primariamente l'originalità, non è certo nel rock progressivo-sinfonico italiano che la devi cercare. Tutti i gruppi italiani mostrano una derivazione ed un influsso più o meno forte rispetto a quelli inglesi.
Se ti piacciono i Napoli Centrale, e questo è un bene, credimi, dovresti ascoltare anche gli Showmen e gli Showmen II da cui mi pare provenga appunto il nucleo dei Napoli Centrale. Rispetto a questi ultimi la componente blues e soul è ancora più accentuata.
Infine per quanto riguarda la tua delusione verso Leone od altri, devi considerare che nella stragrande maggioranza dei casi non abbiamo a che fare con le formazioni originali. Spesso non rimangono che uno o due membri.
Con cordialità.
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Messaggioda number 6 il lun dic 22, 2008 1:51 pm

Ammazza quanto scrivi... :D
Ti rispondo in mp, così chiariamo e posso scrivere cose che sul forum pubblico non dovrei....
Ok per il vino, però lo scelgo io. :a:
bye
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Messaggioda Bizio il lun dic 22, 2008 2:04 pm

Confermo che il rovescio della medaglia nei primi anni ottanta ha cambiato molti batteristi ,era in mano all'eclettico e stravagantissimo Stefano D'urso , ne feci parte anche io per qualche mese .. ma era ormai un gruppo finito.
Probabile che Ettore ne abbia fatto parte.
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Messaggioda Weathers il lun dic 22, 2008 2:28 pm

Grazie per l'appoggio Bizio!
Un'ultima cosa: erano gli stessi musicisti dei gruppi prog "bravi" a lavorare molto spesso come session man per altri. Un esempio? Proprio Leone e Stinga del "Balletto di bronzo" registrarono per Celentano l'album "I mali del secolo". Oppure la "Reale Accademia" per Nada. Ma ci sarebbero molti altri nomi da segnalare.
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Messaggioda brujo il lun dic 22, 2008 2:35 pm

non ho letto tutta la discussione....non vorrei aver tralasciato questo particolare
si parla di prog (quello vero, non ti dream teather) e non si parla degli AREA e DEMETRIO STRATOS?????????????????????
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Messaggioda Pisy il lun dic 22, 2008 5:19 pm

il prog italiano ci ha regalato formazione interessantissime competitive con qualsiasi altro gruppo internazionale, tre nomi a caso:
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Messaggioda a.guida il mar dic 23, 2008 4:21 pm

:D
certo,di pareri positivi su zarathustra ne ho letti a bizzeffe,e ho provato più volte a riascoltare quell'album,proprio ieri l'ho rimesso su perchè parlandone mi sono reincuriosito,ma rimango del mio parere,che non rientra in una maggioranza ma è mio e non cerco di venderlo a nessuno,e non avrebbe senso farlo.non mi convincono i museo rosenbach,non è colpa mia,non pensare che sia una questione di "disposizione mentale" perchè se ci si ben dispone può far piacere anche una cucchiaiata di pupù a fine pasto!
ascolto tanta musica e spesso cose non ritenute eccellenti dalla maggioranza degli appassionati mi hanno dato emozioni speciali,non è il caso dei museo rosenbach,magari in punto di morte cambierò parere chissà :D
gli showmen li conosco bene(sono napoletano e a napoli hanno fatto storia,tra l'altro c'è stata una reunion non molto tempo fa)ma fanno altro,non sono accostabili al progressive,anche se nel loro campo hanno fatto cose carine
per i balletto di bronzo non dipende dal cambio di formazione ma a quanto ho potuto capire sono diventati una specie di "manifesto idealista" per certi versi,fanno musica di ottima qualità ma in una direzione volutamente diversa da quella originale.

tra le tante formazioni da ascoltare ve ne cito due da ascoltare..anzi da sorseggiare và
-consorzio dell'acqua potabile
-centrale del latte
:P
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Messaggioda Bizio il mar dic 23, 2008 4:41 pm

C'erano anche i bravissimi sardi , gli Stormy Six ... e poi i famosissimi .. LeOrme e i NewTrolls che con concerto grosso hanno scritto una pietra miliare del progressive italiano.
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Messaggioda a.guida il mar dic 23, 2008 4:43 pm

ho sentito voci su un nuovo concerto grosso registrato dai trolli,ma non l ho ancora ascoltato,qualcuno ne sa qualcosa?
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Messaggioda Bizio il mar dic 23, 2008 4:57 pm

Depalo è ammalatissimo dopo il grave incidente del 98 , belleno si era fatto una formazione a parte , ma leggo ora .. fonte wikipedia "vado a noleggiare subito :P "

Nel 2006 c'è stata una reunion dei New Trolls, con una nuova formazione guidata dai due componenti storici, De Scalzi e Di Palo. Questa formazione ha pubblicato alla fine di giugno 2007 il nuovo album Concerto grosso New Trolls the seven seasons e a Novembre 2007 il cofanetto Concerto grosso New Trolls trilogy live, un DVD e due CD live dei 3 Concerto grosso suonati per la prima volta assieme a Trieste il 05/08/2007 in Piazza Unità d'Italia.
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Messaggioda Weathers il mar dic 23, 2008 7:14 pm

@a.guida Ciao! Se rileggi quello che ho scritto nell'altro post ti accorgerai di come abbia sottolineato che gli "Showmen" suonavano un genere per certi versi accostabile al blues ed al soul. Comunque è soprattutto l'album "Showmen II" a risentire, oltre che delle più consuete sonorità blues e rock, di una certa componente prog. Un agglomerato di stili che lo rende assimilabile ai lavori dei "Chicago" o dei "Blood, Sweat & Tears".
E poi non pretendo certo di farti piacere per forza i Museo Rosenbach. Me ne guardo bene! Per usare un'espressione un poco logora "i gusti son gusti". Tuttavia la loro bravura è "oggettivamente" innegabile. Evidentemente non possono incontrare la sensibilità musicale di tutti, non dico di no, anzi! Ci mancherebbe altro!
Tornando al "Balletto" ti segnalo che Gianni Leone rifondò il gruppo sul finire degli anni Novanta, avvalendosi della collaborazione di Ugo Vantini alla batteria e di Romolo Amici al basso, musicisti con cui aveva precedentemente suonato nel gruppo neo-progressive "Divae". Ad essi subentrarono successivamente Riccardo Spilli ed Alessandro Corsi, ed ancora in seguito Adolfo Ramundo e Marco Capozi. I membri originali del complesso si trasferirono invece in Svezia già negli anni '70, dove tuttora suonano e gestiscono uno studio di registrazione. Ad ogni modo chi fosse interessato all'argomento può guardare qui: www.ballettodibronzo.too.it. Oppure chiedere a Jackleo che probabilmente ne sa più di me.
A presto!
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Messaggioda Weathers il mar dic 23, 2008 7:19 pm

E grazie per l'utile precisazione sulla nuova direzione musicale intrapresa dal Gruppo di Leone.
Ciao! :)
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Messaggioda Pisy il mar dic 23, 2008 7:44 pm

a.guida ha scritto:ho sentito voci su un nuovo concerto grosso registrato dai trolli,ma non l ho ancora ascoltato,qualcuno ne sa qualcosa?



mah...niente di che, alla fine è un'opera nostalgica e basta


o sentito citare i Centrale Del Latte ma nonostante la mia abbastanza vasta conoscenza del genere non li ho mai sentiti
sapete darmi altre informazioni???
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Messaggioda Weathers il mar dic 23, 2008 8:26 pm

Bizio ha citato Le Orme. Grande Michi Dei Rossi! Che batterista!

Sui Centrale del latte nemmeno io so nulla. Ho provato a cercare ma non sono riuscito a trovare niente.
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Messaggioda perandrea il gio set 16, 2010 4:54 pm

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Messaggioda neil_peart il gio set 16, 2010 5:03 pm

non ho letto tutto.. ma il banco del mutuo soccorso non mi pare sia stato citato.. e loro sono una pietra miliare della musica prog italiana.. il giardino del mago è epica.
per riallacciarmi al topic di quelli che si commuovono.. quando sento il giardino del mago mi commuovo.
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