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Il mio tema d'italiano

Qui nessuna conversazione sara' off-topic: tutti gli argomenti sono ammessi (eccetto quelli che rientrano negli altri forum).

Messaggioda pippodrummer il sab gen 14, 2006 12:09 am

Portnoytom ha scritto:
Mastro.Geppetto ha scritto:
GiuseppeCaruso ha scritto:e invece mastro, in questo tipo di compito ? pi? importante la sincerit? ceh la grammatica... questo non ? l'articolo di giornale...


Questa ? una grande cazzata. E te lo dico di cuore.


Vorresti dirmi che in certa musica conta pi? la tecnica ed in altri il cuore?

Intanto impara a scrivere. Poi cerca di mettere in pratica ci? che hai imparato.
Quando ci riuscirai senza troppo affanno, solo allora ti rivolgerai a me, che ho insegnato lettere per dieci anni. E forse ti star? a sentire.

Sai, la presunzione ? la figlia primogenita dell'ignoranza. In questo sei davvero il pi? bravo di tutti, qui.

:!: :!:

e stiamo a 3..... :o


in effetti non si puo dire il contrario!vabe...pazienza...
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Messaggioda wizedo il sab gen 14, 2006 3:53 am

Mastro.Geppetto ha scritto:...Quando ci riuscirai senza troppo affanno, solo allora ti rivolgerai a me, che ho insegnato lettere per dieci anni. E forse ti star? a sentire...


Non so come, ma mi sto immaginando questo passaggio interpretato dal Vecchio Vittorio Gassman con la sua cadenza tenebrosa e teatrale.... :) :)

Un po come... "Quando si parte il gioco della zara, colui che perde se ne riman dolente, repetendo le volte. E tristo, impara."
... Per correr miglior acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno ....
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Messaggioda Mastro.Geppetto il sab gen 14, 2006 8:46 am

"con l'altro se ne va tutta la gente; qual va dinanzi, e qual di dietro il prende,
e qual dallato li si reca a mente;"


Wizedo! Sei una forza della natura! :D :wink: :wink:
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Messaggioda wizedo il sab gen 14, 2006 3:13 pm

Esagerato...!!!! :D Mica la so tutta eh.
Cmq la metrica ? quasi uguale:D :D
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Messaggioda bellabollo il sab gen 14, 2006 3:28 pm

wizedo ha scritto:Cmq la metrica ? quasi uguale:D :D

vero :D grande wizebo!
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Messaggioda Ste il sab gen 14, 2006 9:00 pm

Mastro.Geppetto ha scritto:Che dire? E' un tema. Ed ? un tema per la scuola. Ci? implica che, in questo tipo di componimento, non si scrive davvero e completamente ci? che si pensa, giacch? si ? sempre molto attenti ad evitare svarioni grammaticali, errori sintattici e orrori semantici.
Il tema ? buono nell'idea. Sufficiente nell'esposizione, ma solo discreto nella forma, con qualche imperfezione, a volte vistosa, nell'uso dei verbi.
Ma, ahim?, per far riferimento ad altro topic, ? palese e lo ? davvero, la mancanza di buone basi di latino. Sapete, sto parlando di consecutio temporum...
Il mio voto complessivo non riesce a superare il 6-.
E ce n'? un buon mezzo voto lasciato alla buona volont? e alla seriet? nell'affrontare lo scritto. Puoi migliorare, Giuseppe e dico sul serio. Specie se leggi Dewey. Prova anche con Marquez, Kundera e De Crescenzo. Leggi tutto quello che ti capita sotto mano. Vedrai che non farai fatica a scrivere bene. Le idee ce le hai, ti manca la tecnica.

Sai, ? come per la batteria...
:wink:


gi? un po' di studio di consecutio temporum non farebbe male per questo tema ! e poi il lessico in alcune parti va migliorato o almeno adattato a quello che deve essere un tema scolastico :D se fossi stato nella mia scuola ti saresti aggiudicato un bel 5 ihihihiih :D
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Messaggioda Thomen il sab gen 14, 2006 11:42 pm

wizedo ha scritto:Un po come... "Quando si parte il gioco della zara, colui che perde se ne riman dolente, repetendo le volte. E tristo, impara."


Ah adoro il 6? canto del Purgatorio...forse il mio preferito!!!

:)
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Messaggioda choffan il dom gen 15, 2006 12:29 am

A me non dispiace.

Comunque ora ti posto un mio tema che ha fatto CASINO e che mi ha fatto prendere un voto che ha rovinato qualsiasi ideale di media. E la cosa bella ? che
1) sapevo ci? che stavo facendo
2) sapevo che mai pi? si sarebbe ripresentata l'occasione di fare un tema del genere
Come abbiamo visto nel caso di Machiavelli ? ma il discorso vale anche per Guicciardini- la politica pu? costituire una vocazione ineludibile, una scelta totale di vita. E oggi che cos?? la politica per le nuove generazioni? E? vero a tuo parere che i giovani hanno un atteggiamento di rifiuto o di indifferenza verso di essa? Esponi le tue considerazioni al riguardo in forma di articolo giornalistico o, se preferisci in forma di lettera aperta ad un giornale o, ancora in forma di lettera ad un amico straniero.



A Qualcuno

Carissimo qualcuno,
ti prego di considerare questo mio sfogo un messaggio sbiadito chiuso in una bottiglia rosa dal sale del mare. Una richiesta di aiuto, qualcosa che suoni alla maniera del classico <<per Dio! Stiamo morendo, tutti, uno appresso all?altro: mandate acqua e sbrigatevi! Poco ? il tempo che rimane a questi sciagurati?>>
So bene che tu, tu che riceverai questa lettera, poco potrai fare per salvare una situazione cos? disastrosa, ma se riuscirai a non scoraggiarti come io ho fatto, potrai proclamarti fieramente l?artefice di un nuovo inizio, il novello Pastore.
E? giunto il momento di dirti le ragioni del messaggio, le cause che hanno indotto me e una ciurma in continua diminuzione ad affidare la loro ultima speranza all?Ignoto, a te la decisione di prendere sulle spalle il fardello.
Partiamo dall?inizi.
Anche io, molto tempo fa, come questo gregge che sempre trova nuovi adepti, ho goduto di una vita spensierata e priva di affanni, affanni reali. Consideravo la politica ?il gioco dei potenti? e avevo timore (se non vera paura) ad avvicinarmi ad essa, quasi fosse protetta da un valico ben guardato da feroci gendarmi. Vivevo la ?mia? vita fiducioso nell?avvenire, rifuggendo qualsiasi problematica che sconfinasse all?esterno del mio aureo eden di bestia mentecatta. Se per caso qualcuno della mandria avesse mostrato slanci ideologici, il gruppo l?avrrebbe cacciato senza indugio, fuggendolo, labbreso quale era.
Qualcosa per? non funzion? nel sistema e anch?io trovai il mio frutto proibito in un forum online. Qui si discuteva di politica, ben celati dalla sicurezza dell?anonimato. Novello Ulisse, con altri compagni sciagurati ci immergemmo in una nuova realt?, infervorati dall?ansia di conoscere e scorprie, alimentati dal piacere di peccare. Presto si pass? alla pratica, rispondendo alle discussioni, tronfi e arroganti: fummo distrutti. Le nostre idee di cartapesta fuorono impietosamente calpestate.
Si sa, dal sangue nasce la vita e lo stesso si pu? dire per la nostra coscienza critica, che andava formandosi velocemente. Eravamo ancora parte del gregge, ma ci sentivamo luridi, lerci nel profondo dell?anima. Non occorse molto tempo prima di essere allontanati dalla mandira festosa e caotica, la quale ci abbandon? portandosi appresso tutti i vari corollari; primo fra tutti quello musicale, se cos? possiamo definire suoni e personaggi decisi a tavolino e costruiti da fabbriche, sonorit? insensate, utili solo a rafforzare la quella barriera chiamata senso di appartenenza.
La grande massa se ne era andata, e con essa la paura di Credere. Ovviamente non parlo del credere religioso in una fede cos? comicamente svuotata di ogni sincero valore, ma mi riferisco al seguire coscientemente un?ideologia politica. Senza accorgercene finimmo in mezzo ad un altro popolo belante, che si divideva in due grossi gruppi, la cui appartenenza era determinata dal colore del vello (rosso o nero). Queste deboli persone ricercavano, affannose, nelle ideologie forti un?identit? precostituita, che le schermasse da eventuali attacchi. Scegliendo un gruppo, si accettano incondizionatamente le sue idee, la sua cultura e le sue abitudini folkloriche, forgiandosi cos? un?identit? confusa di rame, particolarmente ottusa. La politica era seguita come una preghiera, i politicanti venivano ascoltati con la reverenza di un contadino verso il vescovo di citt? degnatosi di far visita alla sua parrocchia.
Inutile negare che questa politica di plastica richiedeva una fede incrollabile, fede che mi dispiaceva non avere. Li vedevo soddisfatti, popolo eterogeneo, felice di sbandierare e urlare slogan ossimorici.
La sfiducia mi avvicin? a personaggi dal colore del vello incerto: io e i pochi compagni rimasti facemmo conoscenza di animali politici disillusi, che seguivano e sottilmente guidavano i due grandi greggi, spesso invitandoli ad un odio recproco, un toccasana per le coscienze insicure. Tra i disillusi riconobbi un Machiavelli; personaggio irrequeto e frustrato che non accennava per? a spegnere quel fuoco che era divampato in lui tanti anni prima, che lo aveva portato a credere e a combattere, lo sguardo puntato ben in alto. Lo derideva u uomo pericoloso, la cui sottigliezza mi impauriva. L?avrei chiamato Guicciardini: l?amara sfiducia nella politica sociale aveva creato un individuo di fede incrollabile, incrollabile proprio perch? gi? miserevolmente crollata!
Egli era la guida del gregge, anche se, in modo apparentemente insensato, era l?unico che si preoccupava realmente solo degli interessi propri. La totale sfiducia gli permetteva di guardare gli altri sotto una luce diversa, rendendogli semplice il compito di capirli e guidarli (lo stesso Machiavelli era suo succube). La sua sfiducia attecch? in noi con la ferocia della peste e chi non volle accettarlo si ributt? a rotta di collo nel gregge eterogeneo e chiassoso, riempiendosi le orecchie e il cervello dei vari Manu chao o Burzum, a seconda del gruppo.
Da appestati lasciammo infine il gruppetto di politici e uomini d?arte per isolarci in questa silenziosa isola, dove marciremo, o sconfitti, torneremo striscianti verso il grande gregge, come gi? ? stato fatto da alcuni, scusandoci e cercando di riottenere il nostro primo destino.
Qualcuno di noi forse si salver?, se tu, tu che leggei questo foglio, riuscirai nell?incarico suicida di istillare il pericoloso germe del dubbio nelle moltitudini festose. Sappilo: verrai calpestato e distrutto dalla grande mandria, ma non sar? distrutta la tua opera, che certamente qualche ragazzo desideroso di soffrire raccoglier? nel momento stesso in cui si domander? il perch? della tua fine.
Ti esorto, ancora una volta, l?ultima, a strappare la massa dal piacere della sudditanza. Ne salverai pochi; e molti prenderanno le tue parole come religione imprescindibile, ma confido ( me lo concedo per l?ultima volta) che qualche pecorella riesca infine a considerare la politica qualcosa di piu che un abito sgargiante utile soloa mascherare una vergognosa nudit? interiore.
Guardati da uomini della risma di Machiavelli o Guicciardini. Sono i nemici pi? pericolosi che ti troverai ad oaffrontare. Ricorda sempre che il potere di questi individui risiede sull?incoscienza della massa, la quale ? ben felice di farsi giostrare da esseri a loro volta spietatamente guidati.
In questa guerra troverai alleati ed esseri timorisi che ti abbandoneranno quando avranno modo di scoprire le tue intenzioni reali e, soprattutto, la tua determinatezza, che ti riveler? qualcosa di pi? di un semplice Icaro. Tutti loro si dicono apolitici e amano definirsi lupi fra pecole, ma ricorda, in loro ? semplicemente diverso il vello e diversa ? la loro musica.
Addio allora, ti lascio alla tua crociata.
Perdonami se sto cominciando a ritenere tutto ci? che ho scritto e pensato uno sciocco o inutile delirio, fastidioso e inopportuno, ma kredo ke per kuel ke mi riguarda, ogni speranza sia infine krollata.

Choffan.

___________________________

In realt? il giudizio della prof mi ha fatto incazzare, cos? ho scritto una lettera ad Augias di Repubblica che ? stata pubblicata qualche giorno dopo a cui l'amico Corrado si ? dedicato in una risposta :D
Siccome siamo in tema di egotismi posto ANCHE la lettera, e se qualcuno non ha un cazzo da fare se la legga cos? si accorge quanto basti scrivere di essere minorenne per farsi pubblicare (caso esemplare: melissa p)



Signor Augias,

finalmente, dopo diversi mesi di rimuginamenti, mi sono deciso a scriverLe, confidando nel pensiero di un opinionista con cui spesso mi trovo in sintonia.
Sono un reietto diciassettenne che nulla ha da spartire con i giovani della propria et?: un disadattato fortemente amareggiato dallo stato attuale delle cose.
Io mi guardo intorno e vedo affanni, preoccupazioni, gioie che non sento mie. Ho preso coscienza di questo (terribile?) fatto qualche anno addietro, quando ho cominciato ad osservarmi con un occhio pi? critico, scoprendo una persona tremendamente insoddisfatta; cercavo, annaspando, di dimenticare Dolore fra le mille luci di un consumismo plasticoso insaziabile (l?incubo bradburiano). In qualche modo ? stata una risurrezione dello spirito e il sacrificio della Carne, in quanto il chiassoso gregge multicolor che mi aveva circondato fino a quel momento si ? velocemente allontanato, lasciandomi solo et, finalmente, pensoso. Ero stato cacciato perch? pericoloso laceratore di una scenografia assai labile. Pensi al fastidio facinoroso del pubblico, quando si alza Uno fra tanti e smaschera il prestigiatore rivelando il trucco dello spettacolo, spezzandone la magia ottenebrante.
Abbandonare le gioie del "compra-questo-compra-quello" e assumere le sicurezze del "credi-questo-credi-quello" fu un passaggio per molti versi obbligato. Mi gettai in politica tenendo ben solida tra le mani una bandiera, rossa, stretto e pigiato in una moltitudine confortante.
Bene, un primo passo verso l'indipendenza mentale.
Sentirmi una piccola goccia in un mare omogeneo ebbe per qualche tempo un effetto simile a quello del cloroformio: addormentai la mia coscienza critica vivendo gioisamente un'esperienza quasi religiosa, accettando i pi? disparati dogmi e vestendo senza storcere il naso la mia divisa. Come tanti combattei le mie "battaglie" ideologiche di giovane e tenero estremista, scontrandomi con persone non molto dissimili da me - almeno in ottusit? - che privati della propria divisa avrei certo scambiato per fratelli
...gli orrori della guerra.
Anche allora qualcosa non and? e in me si incrinarono le tanto care certezze, portandomi a rigettare con sincero disgusto quella musica, quei simboli, quei motti e quell'habitus mentale tanto confuso e contraddittorio che una buona fetta di giovent? ? ben lieta di portare in piazza.
Dopo una breve parentesi oscura, trascorsa tra coloro che si definiscono lupi tra pecore, branco debole e sterminato, mi sono ritrovato qui.
Nel nulla.
Nell'incertezza lancinante.
Ora come ora, io mi guardo in giro e vedo un universo eterogeneo e variegato, che si muove di moto apparente, un mondo che tutto sommato non mi dispiacerebbe perdere.
Ed ecco la mia umile domanda:

Signor Augias, dove sono finiti, se mai sono esistiti i tanto sbandierati Valori?
Dov'?, in queste persone, il bruciate esprit che ha portato intere generazioni ad alzare la testa e combattere con Coscienza?
A quanto pare non ? un problema esclusivamente giovanile: da quel che posso permettermi di capire, viviamo in un'et? che ha caro l'asservimento mentale. Non chiediamo altro che qualche carismatico uomo (non necessariamente politico) prenda per mano il nostro raziocinio e lo scaravanti nel baratro oscuro della Fede (non necessariamente religiosa).
Abbiamo gi? avuto avvisaglie di questo maledetto pericolo, non solo in Italia.
In Fede
Andrea ********
PS: Tengo un diario personale online che cerco di aggiornare esclusivamente nei momenti di reale bisogno, all'indirizzo: http://amhaaro.splinder.com/
Se mai ne avesse il desiderio, non mi dispiacerebbe un Suo commento a riguardo
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Messaggioda mariollo il dom gen 15, 2006 12:36 am

Cazzo, Chof! :o Pure tu le PAPPARDELLE?? :o :o (dette anche "Mattonelle" :lol: )
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Messaggioda choffan il dom gen 15, 2006 12:41 am

Thomen ha scritto:
wizedo ha scritto:Un po come... "Quando si parte il gioco della zara, colui che perde se ne riman dolente, repetendo le volte. E tristo, impara."


Ah adoro il 6? canto del Purgatorio...forse il mio preferito!!!

:)

Grande citazione, e pensare che la prof non l'ha fatto in classe. Dante, enorme.

X Mari: tu non immagini la valanga di parole che posso sboccare :D
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Messaggioda catastrophy il dom gen 15, 2006 2:31 am

Mastro.Geppetto ha scritto:Quando ci riuscirai senza troppo affanno, solo allora ti rivolgerai a me, che ho insegnato lettere per dieci anni. E forse ti star? a sentire.

sono d'accordo con portnoytom, e anche con te a parte per quanto riguarda questa frase.
il tema non ? proprio il massimo (anzi) e giuseppe ci ha dimostrato pi? volte di avere difficolt? a stare con i piedi per terra, ma (senza volerti attaccare, anche perch? lo dico in generale e non perch? l'abbia scritto tu) con tutto rispetto insegnare (o in questo caso aver insegnato) lettere, secondo me, non significa nulla.
conosco insegnanti di lettere ingambissimi ed altri che pur avendo letto e studiato di tutto e di pi? non solo non sanno scrivere ma non valgono nulla come insegnanti. certo la "tecnica" serve ed anche studiare e leggere aiuta ma il gusto o ce l'hai oppure a certi livelli non potrai mai arrivare (e anche questo come il discorso della tecnica vale per la letteratura come vale per la musica).
io sono sicuro che tu abbia un livello culturale superiore rispetto a quello di molti qui dentro e non dubito delle tue capacit? in materia, ma se hai queste qualit? non ? grazie all'insegnamento.
come detto non ? nulla di personale ma come credo che, per spiegare ad uno un' equazione non sia necessario mostrargli la laurea in matematica e per aiutarlo in una traduzione non ci voglia a tutti i costi la laurea in lingue, in questo caso la mia opinione ? che non ci sia bisogno di dimostrare niente a nessuno attraverso certificati ed esperienze varie, perch? se uno sa scrivere chi vuole lo nota leggendo e lo nota in ogni singola frase e se uno non vuole... se ne fregher? comunque...
e te lo dice uno che non sa n? leggere, n? scrivere, n? tantomeno suonare la batteria :mrgreen:

@giuseppe
chi troppo se la tira rischia di strapparsela...
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Messaggioda Mastro.Geppetto il dom gen 15, 2006 2:59 am

E' vero catastrophy. Non ? l'insegnamento che ti d? le qualit? cui tu accenni e alle quali ti riferisci. Ma l'insegnamento rappresenta "esperienza". Ti offre la possibilit? di valutare con sufficiente senso critico ci? che sono, alla fine, i prodotti dei tuoi allievi.
Con la mia affermazione che ti ? sembrata stridente, nel mio discorso, ho voluto semplicemente precisare che il moto di "ribellione" espresso nell'affermazione

"e invece mastro, in questo tipo di compito ? pi? importante la sincerit? ceh la grammatica... questo non ? l'articolo di giornale..."

? non solo fuori luogo, ma anche privo di autorevolezza, trattandosi di una obiezione che proviene da un ragazzo che ancora studia, che scrive quasi ai limiti della comprensibilit?.
Inoltre se ne pu? anche ricavare una sorta di sillogismo se solo esponi la frase in altro modo: "se si scrive un articolo di giornale sar? sufficiente scriverlo in buon italiano senza curarsi pi? di tanto dell'attendibilit? della notizia, altrimenti, se ti vorrai esprimere sinceramente, fallo pure. La grammatica non ? importante, alla fine".

Beh, non so tu, ma io ho trovato presuntuose e offensive, intellettualmente offensive, queste affermazioni.
Tutto qui.
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Messaggioda catastrophy il dom gen 15, 2006 3:09 am

Mastro.Geppetto ha scritto:Beh, non so tu, ma io ho trovato presuntuose e offensive, intellettualmente offensive, queste affermazioni.
Tutto qui.

sono d'accordo, l'unica cosa che non condivido ? la frase sull'insegnamento; per quanto riguarda il resto, come detto, condivido.
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Messaggioda Portnoytom il dom gen 15, 2006 1:52 pm

mariollo ha scritto:Cazzo, Chof! :o Pure tu le PAPPARDELLE?? :o :o (dette anche "Mattonelle" :lol: )

+ ke altro io vorei sapere:
cio?, vi sieme messi a raicopiare tutto il tema battendolo sulla tastiera o avevate una copia/file dello stesso? :o
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Messaggioda choffan il dom gen 15, 2006 2:00 pm

io l'ho ricopiato per mandarlo a repubblica, e non ? stato lavoro inutile :D
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Messaggioda bonehead2 il dom gen 15, 2006 2:27 pm

Giuseppino Caruso mio....dalle mie parti ti saresti preso un bel 5. Forse meno.
Non trovo molto interessante quello che hai scritto e non vedo dove ci si possa sganasciare dalle risate; inoltre, ? scritto male e con espressioni "povere".
Io ti darei 4 e mezzo.

E sono buono :o


Comunque piccolo Harry Potter de laBatteria.it.... te ne sei scopata almeno una delle 4 tipelle nuove o no? :lol:
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