zonder ha scritto:Su una cosa forse la tua analisi ? debole: la democrazia si ? evoluta nel tempo. E non parlo di quella riportata sui libri, parlo della democrazia che ? in testa alla gente.
Non metto infatti in dubbio che sia nata con il sangue e sul sangue, ma oggi la democrazia ? altra cosa e pur rimanendo fedele alla descrizione che ne hai fatta tu accoglie al suo interno anche altri principi che prima non c'erano (ad esempio uguaglianza di trattamento, diritto alla vita e tantissimi altri che sono ormai ovvii e non sto a ripetere).
Ma questi non sono legati direttamente alla democrazia, che ? semplicemente una forma di governo, ma all'economia che uno stato ? costretto a seguire!
Porto tre esempi storici, molto vicini fra di loro, ed estremamente significativi, in quanto grosso modo rappresentano il principio fondante della Libert? razionale.
L'abolizione della schiavit? in America, la liberazione dei contadini inglesi e l'emanazione della legge per lo scioglimento della servit? della gleba operata dallo Zar Alessandro II. Tutti e tre gli editti sulla carta costituiscono un atto "buono", razionale, di civilt? e di clemenza, da parte di un sovrano o di una giunta.
Dall'altra rispondono al bisogno di manodopera da sfruttare fino al midollo, per poi scartare dopo aver trovato di meglio. Ci crederesti che la totalit? degli schiavi e dei contadini liberati in Inghilterra, Russia e America si trovava meglio nel precedente stato? Perch?? Perch? erano tutelati da norme comunitarie che vietavano la possibilit? al padrone di usarli e gettarli via. Lo schiavo era fino alla morte sottoposto s? all'autorit? del padrone, ma questo padrone sapeva di dover garantire un Welfare allo schiavo, affinch? questi desse il massimo di se nelle mansioni che svolgeva.
Dopo, con la libert? e il liberalismo, nessun legame secolare poteva opporsi alle leggi di mercato: tu schiavo invecchiato morivi in un sanatorio, nella migliore delle ipotesi. Tu contadino inglese dopo aver assistito al ladrocinio indiscriminato delle terre comunitarie da parte di qualche
gentle, eri costretto a buttarti nella prima citt? e sperare di venire assunto per poi crepare nel modo meno infame possibile.
Che dire dei russi? Alessandro II promulg? la legge in favore dei possidenti terreni, i quali, finalmente, oltre a poter sfruttare il popolo a proprio piacimento, aveva la possibilit? di spremerlo economicamente.
Per cui, la democrazia in s? non cambia, ma viene modificata lentamente (e con litri e litri di sangue) dalle forme economiche vigenti. Non ? un caso che prima del liberalismo ci fosse una staticit? assoluta, immutata dalla fine dell'impero romano.
E' quindi un'incoerenza che i pi? grandi magnati americani suggeriscano la legalizzazione delle droghe? No! Semplicemente vogliono guadagnare, come anche Washington volle semplicemente massimizzare il proprio profitto, dando finalmente alla propria funzione di produzione f=(L,K) una bella scossona a quel che riguardava L, per dirla in linguaggio microeconomico
Per cui, che il mondo si sia evoluto in un preciso modo, lo dobbiamo all'economia, pi? che alla politica, la quale semplicemente cerca di mantenere uno status quo (ecco perch? i bagni di sangue).
Chi erano i rivoluzionari francesi? Borghesi, solo borghesi. Il popolino da se non avrebbe fatto niente (Dato che ci ha sempre provato a cambiare la storia, con pessimi risultati, ahim?

) Esso ? stato strumentalizzato ed utilizzato contro un potere che tarpava le ali dell'economia.
La dimostrazione che democrazia non coincida con liberta' individuale, ? anche nel fatto che nel corso della storia ci sono stati governi tirannici rispettosi della libert? individuale, forse a volte anche pi? delle attuali democrazie, vedasi il regno di Leopoldo in Toscana o quello di Teresa d'Austria, per non parlare dell'ultimo impero romano, ucciso proprio dalla libert? dei "sudditi".
La democrazia garantisce una particola di potere decisionale, che da s? non garantisce niente di buono. E' pi? facile che la massa sia pronta a seguire le passioni del momento (elezioni di hitler in clima di rivoluzione) che mettersi a tavolino a capire cosa voglia davvero significare la libert?.
Ora noi non facciamo guerre, non moriamo in campi di battaglia, e siamo davvero poco propensi ad "obbedire". L'obbedienza ? diventata un controvalore, e potete scommetterci, che dopo duecento anni di egoismo liberalista, nessuno ? pi? disposto ad eseguire l'ordine "alzati e vai a tagliare i cavi della trincea nemica).
L'egoismo liberalista ha posto la persona su un piano mai visto prima nella storia (Forse nel cristianesimo atavico), le ha dato una dignit?, che, attenzione, ? valida solo finch? il soggetto ? in grado di "spendere" e "comprare" e "produrre", che fugge immediatamente appena queste caratteristiche scompaiono. "Produco, Ergo sum". Ecco ci? che siamo diventati. Questa ? la nostra libert?, nella quale possiamo muoverci tenendo sempre a mente che una crisi economica pu? significare la fine dei nostri diritti (non a caso chi va in bancarotta perde diritto al voto, qui in Italia, se non erro).
Personalmente, la ritengo una buona libert?

Io, benestante, cosciente di tutto questo, sfrutto questa finta libert? per giungere ad un livello diverso, ovvero cercare una libert? spirituale, e non solo edonistica-meccanicista.
Il problema ? per chi non sente niente di tutto ci? e si riduce ad essere ingranaggio dell'organismo.