L'ultimo album, nonostante la partecipazione eccellente di mangini ? una mezza ciofeca, diciamocelo. Il gruppo per? ? il classico esempio di come non ci sia giustizia nel mondo della musica. SOno stati tr ai primi a proporre un tecno-thrash suonato con le palle quadrate, fatto di riff taglienti partoriti da quel genio, perch? di genio si tratta, di Jeff Waters, e supportati da una sezione ritmica di prim'ordine. Gli ANnihilator a mio avviso hanno avuto due dei batteristi pi? sottovalutati dell'intera scena metal: Ray Hartmann prima, che ha uno stile tutto suo subito riconoscibile, ed il funambolico Randy Black, che ha inciso anche i dischi pi? recenti come Carnival Diablos dimostrando tutto il suo grande valore (e poi usa le Ayotte, patriottico come non mai). I primi due dischi sono imprescindibili per ogni buon metallaro, poi la discografia ? fatta di alti e bassi (o bassissimi, come Refresh the Demon) che riservano per? sempre ottimi brani. Set the World On Fire ? stato snobbato dai pi? come "disco commerciale": niente di pi? sbagliato. La produzione eccellente e patinata ha tratto in inganno molti, ma basterebbe ascoltare seriamente l'album per rendersi conto di come la band sia al massimo delle proprie possibilit?. Certo, il songwriting ? a tratti ammiccante, quasi pop (per attitudine, non per sonorit?), ma la stessa Phoenix Rising, ballad strappalacrime per eccellenza, rende alla grande, per non parlare di autentiche perle come la frenetica No Zone o la spettacolare Braindance.
E siccome sono buono, vi allego due video live tratti proprio da quel disco:
http://www.youtube.com/watch?v=L_Fk8c8p7Iw
http://www.youtube.com/watch?v=_AkJLdKyoqw
qui alla batteria c'? Randy Black
nei dischi successivi a STWOF troviamo anche Criteria for a Black Widow, altro disco ampiamente sottovalutato. Qualitativamente non ? ai livelli degli illustri predecessori (Never Neverland ed Alice in Hell), ma anche qui ci sono canzoni di notevole spessore, come la cattivissima Bloodbath, la trascinante Back to the Palace (seguito del Fun Palace di Never Neverland) o la groovosissima title-track, che ha un giro di basso-batteria devastante.
I due album con Joe Comeau alla voce (bravissimo) sono ottimi, con un Randy Black che pesta come un dannato sfoggiando anche alcuni blastbeats niente male. Anche se la voce migliore che hanno avuto resta, secondo me, quella di Aaron Randall su STWOF.