Beh, che una tra le band creatrici del power europeo, quello coi suoni belli potenti, la doppia cassa martellante ed i riff granitici con assoli incrociati di chitarra e voci bianche ad urlare a squarciagola, sia finita nel dimenticatoio ? storia recente. Purtroppo il tragico terzo capitolo della saga dei Keeper e, prima ancora, Rabbits Don't Come Easy, avevano assestato due colpi letali o quasi alla band, ormai svuotata del suo nucleo musicale principale e decimata nel tempo dalle scelte a dir poco scellerate di quel pezzo di mer...di quello sciocchino di Weikath.
Gente come Kusch, Grapow o Kiske non si trova facilmente.
Per quanto riguarda la discografia adoro i due Keeper ovviamente, manifesti totali del power teutonico vero, quello aggressivo e melodico, che non ti molla mai. Schwichtenberg tra l'altro era un signor batterista, e il minisolo di Eagle Fly Free cos? come la sua prestazione in entrambi i dischi son l? a dimostrare tutto il suo valore. Peccato abbia fatto una fine davvero brutta. Anche lo storico Walls of Jericho ? un signor album: grezzo quanto volete, con un Kai Hansen ai limiti dell'infarto, ma gi? ricco di sostanza ed idee, e con alcune traccie davvero killer come How Many Tears e,ovviamente, Heavy Metal (Is the Law). Evidente la componente speed, ma ? quello il bello del disco.
L'accoppiata Pink Bubbles-Chamaleon anni fa fu una mia tragica scoperta: non credevo nemmeno che quelli fossero gli Helloween, tanto erano brutti, commerciali e scontati i due dischi. Se ne va Kiske, arriva Deris, a molti indigesto; a me piace il suo approccio, certo non tecnico come Kiske, ma aggressivo e incazzato al punto giusto. Master of the Rings e The Time of the Oath, che salutano l'arrivo del mio adorato Uli Kusch, non sono capolavori ma si lasciano ascoltare, anche grazie ad alcuni pezzi veramente di alto livello come Soul Survivor (splendida l'intro di batteria di Uli), Where the Rain Grows o Wake Up the Mountain.
Better than Raw ? un altro dei miei dischi preferiti, assieme ai due Keeper e al successivo The Dark Ride. Brani come Push o Revelation, oltre a confermare quanto Kusch e Grapow siano bravi, sono veri esempi di come un pezzo power debba essere strutturato per essere eccellente. Tra l'altro in Better than Raw c'? anche una leggera venatura progressive che non mi spiace affatto. The Dark Ride fu davvero inaspettato: cupo, cattivissimo, prodotto divinamente e senza un solo riempitivo. Poi ? arrivato l'oblio, ed ? finito il mio amore per gli Helloween, mentre il mio cuore si trasferiva in terra Masterplan e Beautiful Sin (nuova band di Kusch). Loeble e Schwarzmann (ex UDO tra l'altro) sanno il fatto loro, ma ? il songwriting a non reggere pi? il confronto. Suona tutto piatto e la band ormai sembra morta e sepolta.
In sede live, visti a Firenze per il tour di The Dark Ride, semplicemente superbi, Uli Kusch su tutti, Weikath a tratti irritante con quella cazzo di sigarettina odiosa. Ho anche il dvd dell'High Live, buona prova ma Deris su alcuni pezzi (Push e Eagle Fly Free su tutti) va chiaramente in affanno. Ho visto alcuni live con Kiske e devo dire che il buon Michael era davvero sovrumano.
Nel power di adesso molte band son passate davanti agli Helloween, che ormai hanno conservato soltanto il nome della formazione che stup? tutti quanti nel 1987.
RIP