da Van Loon il dom ago 05, 2007 10:28 am
Adoro battiato, lo adoro semplicemente. In tutta la sua produzione, dai primi lavori progressive (altamente allucinogeni) alla svolta pop fino al rock filosofico degli ultimi anni. Non ho album preferiti, variano a secoda del mio umore, Pollution lo adoro con quei suoni gommosi e subacquei, ti sembra proprio di nuotare in un mare inquinato dopo che la terra decie che l'uomo non pu? pi? abitarla perch? la sta distruggendo. L' era del cinghiale bianco vede un De Piscopo ispiratissimo alle pelli, sempre presente ma mai invadente, gusto e soprattutto un groove pieno e trascinante. batteristicamente un esempio di pop rock suonato a dovere. Poi arriva Harrison e sono cazzi, brani coe caff? della paix o atlantide hanno un tiro ossessivo, ipnotico quasi.
Nel 96 la svolta rock, sempre con harrison alle pelli, ed esce la cura, un brano batteristicamente molto difficile a parer mio,un tappeto di ghosts sul rullo e dei brevissimi fraseggi sui tom miscelati con gusto assecondando la melodia. Io non l'ho sentita fare da nessun altro come la fa Harrison, neanche Melotti.
Gommalacca per me IL disco di Battiato, c'? tutto, ma proprio tutto, non ha caso dal vivo ancora in scaletta tiene la met? delle canzoni di quel disco nonstante sia uscito 10 anni fa!!!!
"Si diventa batteristi per amore di uno strumento che si può accarezzare con dolcezza o percuotere con rabbia. E' una risposta istintiva alla natura "musicale" della persona perché lo strumento accontenta gli occhi per la sua estetica e appaga l'istinto" Ellade Bandini
"Bisogna suonare tanto, per capire che bisogna suonare poco" MP
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