da gir88 il mar mar 13, 2007 5:16 pm
si mi scuso per l'espressione un po' blanda che ho usato ma quando vedo continui attacchi alla chiesa(la maggior parte delle volte flasi) mi scaldo un po'. Dicevo che non era il caso di sg.buonasera perch? lei al contrario di molti ha esposto i fatti e le sue idee in modo giusto e citando fonti adeguate.
Volevo portare il testo ufficiale della famosa lettera cos? possiamo discutere sul testo reale e non su quello che dicono i giornali che come ha scritto l'autore del topic non sono liberi(affermazione che condivido pienamente). Rimanendo in tema preti pedofili, come si pu? notare in altri miei topic sono cattolico praticante e intendo difendere quell'edificio corrotto, anche se non intendo in nessun modo negare l'esistenza della pedofilia e dell'omosessualit? nel clero. Poi sono il primo ad andare contro i cattolici che non stanno a discutere e come ha scritto choffan ti rispondono dicendo"? cosi che ci vuoi fare?" perch? non ? cos? che si porta avanti i propri ideali. Quello che mi premeva dire ? che forse ho espresso male ? che molto spesso quando si discute su questi temi non si dovrebbe avere gli occhi chiusi(da un parte e dall'altra) e andare a vedere relamente i fatti.
CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Lettera Ad exequendam. Inviata dalla Congregazione per la dottrina della fede ai vescovi di tutta la Chiesa cattolica e agli altri ordinari e gerarchi interessati, circa i delitti pi? gravi riservati alla medesima Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001: AAS 93(2001), 785-788.
La Lettera apostolica in forma di motu proprio di Giovanni Paolo II Sacramentorum sanctitatis tutela del 30.4.2001 (cf. nn. 575-580) rispondeva al preciso scopo di "definire pi? dettagliatamente sia ?i delitti pi? gravi commessi contro la morale e nella celebrazione dei sacramenti?, per i quali la competenza rimane esclusiva della Congregazione per la dottrina della fede, sia anche le norme processuali speciali ?per dichiarare o infliggere le sanzioni canoniche?". Le Norme sono contenute in questa successiva Lettera. Riguardo alla definizione dei "delitti pi? gravi", la principale novit? riguarda la pedofilia, ovvero "il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di et?" (prima erano 16). Riguardo invece alle novit? procedurali, i vescovi svolgeranno indagini preliminari e segnaleranno i casi alla Congregazione, la quale decider? se lasciare la causa agli stessi ordinari o avocarla a s?: i procedimenti di questo genere, inoltre, sono soggetti al segreto pontificio.
***
Circa i delitti pi? gravi
riservati alla Congregazione per la dottrina della fede
18 maggio 2001
Per l'applicazione della legge ecclesiastica, che all'art. 52 della Costituzione apostolica sulla curia romana dice: "[La Congregazione per la dottrina della fede] giudica i delitti contro la fede e i delitti pi? gravi commessi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti, che vengano a essa segnalati e, all'occorrenza, procede a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche a norma del diritto, sia comune che proprio", era necessario prima di tutto definire il modo di procedere circa i delitti contro la fede: questo ? stato fatto con le norme che vanno sotto il titolo di Regolamento per l'esame delle dottrine, ratificate e confermate dal sommo pontefice Giovanni Paolo II, con gli articoli 28-29 approvati insieme in forma specifica (2).
Quasi nel medesimo tempo la Congregazione per la dottrina della fede con una Commissione costituita a tale scopo si applicava a un diligente studio dei canoni sui delitti, sia del Codice di diritto canonico sia del Codice dei canoni delle Chiese orientali, per determinare "i delitti pi? gravi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti", per perfezionare anche le norme processuali speciali nel procedere "a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche", poich? l'istruzione Crimen sollicitationis finora in vigore, edita dalla Suprema sacra Congregazione del Sant'Offizio il 16 marzo 1962, (3) doveva essere riveduta dopo la promulgazione dei nuovi codici canonici.
Dopo un attento esame dei pareri e svolte le opportune consultazioni, il lavoro della Commissione ? finalmente giunto al termine; i padri della Congregazione per la dottrina della fede l'hanno esaminato pi? a fondo, sottoponendo al sommo pontefice le conclusioni circa la determinazione dei delitti pi? gravi e circa il modo di procedere nel dichiarare o nell'infliggere le sanzioni, ferma restando in ci? la competenza esclusiva della medesima Congregazione come Tribunale apostolico. Tutte queste cose sono state dal sommo pontefice approvate, confermate e promulgate con la lettera apostolica data in forma di motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela.
I delitti pi? gravi sia nella celebrazione dei sacramenti sia contro la morale, riservati alla Congregazione per la dottrina della fede, sono:
- I delitti contro la santit? dell'augustissimo sacramento e sacrificio dell'eucaristia, cio?:
1? l'asportazione o la conservazione a scopo sacrilego, o la profanazione delle specie consacrate: (4)
2? l'attentata azione liturgica del sacrificio eucaristico o la simulazione della medesima; (5)
3? la concelebrazione vietata del sacrificio eucaristico assieme a ministri di comunit? ecclesiali, che non hanno la successione apostolica ne riconoscono la dignit? sacramentale dell'ordinazione sacerdotale; (6)
4? la consacrazione a scopo sacrilego di una materia senza l'altra nella celebrazione eucaristica, o anche di entrambe fuori della celebrazione eucaristica; (7)
- Delitti contro la santit? del sacramento della penitenza, cio?:
1? l'assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento del Decalogo; (8)
2? la sollecitazione, nell'atto o in occasione o con il pretesto della confessione, al peccato contro il sesto comandamento del Decalogo, se ? finalizzata a peccare con il confessore stesso; (9)
3? la violazione diretta del sigillo sacramentale; (10)
- Il delitto contro la morale, cio?: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di et?.
Al Tribunale apostolico della Congregazione per la dottrina della fede sono riservati soltanto questi delitti, che sono sopra elencati con la propria definizione. Ogni volta che l'ordinario o il gerarca avesse notizia almeno verosimile di un delitto riservato, dopo avere svolte un'indagine preliminare, la segnali alla Congregazione per la dottrina della fede, la quale, a meno che per le particolari circostanze non avocasse a s? la causa, comanda all'ordinario o al gerarca, dettando opportune norme, di procedere a ulteriori accertamenti attraverso il proprio tribunale. Contro la sentenza di primo grado, sia da parte del reo o del suo patrono sia da parte del promotore di giustizia, resta validamente e unicamente soltanto il diritto di appello al supremo Tribunale della medesima Congregazione.
Si deve notare che l'azione criminale circa i delitti riservati alla Congregazione per la dottrina della fede si estingue per prescrizione in dieci anni (11). La prescrizione decorre a norma del diritto universale e comune (12): ma in un delitto con un minore commesso da un chierico comincia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto il 18? anno di et?.
Nei tribunali costituiti presso gli ordinari o i gerarchi, possono ricoprire validamente per tali cause l'ufficio di giudice, di promotore di giustizia, di notaio e di patrono soltanto dei sacerdoti. Quando l'istanza nel tribunale in qualunque modo ? conclusa, tutti gli atti della causa siano trasmessi d'ufficio quanto prima alla Congregazione per la dottrina della fede.
Tutti i tribunali della Chiesa latina e delle Chiese orientali cattoliche sono tenuti a osservare i canoni sui delitti e le pene come pure sul processo penale rispettivamente dell'uno e dell'altro Codice, assieme alle norme speciali che saranno date caso per caso dalla Congregazione per la dottrina della fede e da applicare in tutto.
Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio.
Con la presente lettera, inviata per mandato del sommo pontefice a tutti i vescovi della Chiesa cattolica, ai superiori generali degli istituti religiosi clericali di diritto pontificio e delle societ? di vita apostolica clericali di diritto pontificio e agli altri ordinari e gerarchi interessati, si auspica che non solo siano evitati del tutto i delitti pi? gravi, ma soprattutto che, per la santit? dei chierici e dei fedeli da procurarsi anche mediante necessarie sanzioni, da parte degli ordinari e dei gerarchi ci sia una sollecita cura pastorale.
Roma, dalla sede della Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001.
+ Joseph card. Ratzinger, prefetto
+ Tarcisio Bertone, SDB, arc. em. di Vercelli, segretario
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