Mah.. io non mi pongo il problema, perche' sono una scarpa....
Pero', penso che il batterista deve tenere il tempo, la stragrande maggioranza delle volte.
Deve fare da fondamento, da pietra portante per il resto del gruppo.
E per fare questo a volte serve suonare 'meno', piu' semplice e piu' lineare di come la fantasia o le possbilita' tecniche ti porterebbero a fare.
Pero', tecnica non vuol dire solo incastri di 32esimi fra doppio e mani.
Vuol dire anche poter 'tenere' un pezzo dandogli il respiro con le dinamiche senza rendere troppo ondivago il metronomo.
Vuol dire anche saper contare le battute per dare i lanci per strofe, ritornelli e bridge agli altri del gruppo, che magari sono impegnati in un assolo alla Steve Vai.
E per queste cose la tecnica serve, serve studiare col metronomo, serve l'indipendenza ( del cervello rispetto agli arti), serve registrarsi sulla base e sul metronomo e riascoltarsi per capire dove si va in deriva nei punti facili o difficili.
Serve fare molte cose che a prima vista sembrano freddi tecnicismi, ma poi pagano alla lunga.
O che pensiamo che Ellade Bandini, i groove cos? lenti, belli aperti e spaziosi riesca a portarli nel contempo cosi' potenti solo per dono naturale??
I miei 2 centesimi.