Dico la mia, stimolato dalla visione (quasi completa

) del LIVE EARTH di sabato scorso.
Noto che i batteristi pi? giovani che si sono esibiti propendono per 3 punti fermi:
1) Cassona gigante
2) tom unico
3) ride usato come crash
Noto invece con piacere (e qui non sono d'accordo con il discorso dell'estetica riportato anche da Ste) che i batteristi pi? "anziani" (Phil Collins, Chester Thomson, Roger Taylor, Stewart Copeland, ecc) CONTINUANO a preferire l'uso di uno strumento suonato secondo la tradizione pop/rock del secolo scorso: 2 o tre tom, il ride si usa con la punta della bacchetta e - se si aumenta la dinamica - si usa la campana dello stesso, senza cercare di distruggerlo a martellate.
MORALE: Credo che il "giovine" d'oggi tenda un po' troppo a farsi coinvolgere dalla moda: il reggirullo col tom ? figo, io la cassona ce l'ho pi? grossa, 'inghia c'ho il ride da 36" che spacca..
Poi ? vero, i GIGANTI del jazz e del bop suonavano cose con una 4 pezzi che io non riesco neanche a sognare di notte, ? vero, Bonham faceva cose strabilianti con un tom solo e la cassona, ma ammettiamolo, stiamo passando un periodo di "moda del tom unico" come negli anni settanta andava di moda avere cinquecento tom e sei casse.
Detto ci? ? ovvio che ognuno si esprime secondo la propria "visione" dello strumento e DELLA MUSICA CHE SUONA: Phil Collins non sarebbe lui se non facesse quegli entusiasmanti fill sui suoi tom monopelle, e suonare "Duke's End" con un tom solo sarebbe poco creativo...
Allo stesso modo ? anche vero che "Dany California" non avrebbe lo stesso impatto se Chad Smith non uccidesse il suo Explosion Crash nel ritornello...
Por? vedere tutti 'sti sbarbatelli uniformati alla tendenza del momento mi fa pensare che sembra molto pi? importante conformarsi alla moda...
