da Xanadu il ven mar 20, 2009 1:53 pm
Di sbornie colossali ne avrò preso a cassette, ma una è tanto epica da venrimi ricordata con nostalgia a distanza di anni.
30 aprile 2002
Ci si vede presto (le 19) al circolo bocciofilo per una di quelle fusioni tra cricche programmate e si inizia a bere birra. Apro il portafogli, prendo tutti i soldi e li butto sul tavolo, così mi levo i problemi di contare più tardi. Chiudiamo il circolo verso mezzanotte e ci spostiamo in un'altra bettola, dove riusciamo a ottenere ben 2 chitarre e nasce una polifonica d'antologia col sottoscritto che discute polemicamente con un altro batterista su come accompagnare (percuotendo tavolo, sedie, bottiglie e bicchieri) tal canzone o talaltra.
Verso l'una e mezza chiude anche quest'altro bar e ci arriva la telefonata della svolta: si inaugura una pizzeria: pizze e bumbo gratis.
Sfidando le leggi della fisica ci troviamo in loco in pochi istanti e ci si profila davanti il paradiso: birra, vino, pizza, donne (totalmente ignorate come al solito, del resto siamo usciti per bere...), di quel posto ricordo che mi inserivo tra le persone (tra cui molti rispettabili cittadini) e attingevo a piene mani dai vassoi delle pizze senza neanche vedere il condimento e ingordamente me le infilavo in bocca, mi ritiravo per masticare, cercavo birra per mandare giù il boccone e poi tornavo alle pizze, questo convulsamente più e più volte.
All'improvviso, come è giusto che sia, arriva: SDEEEN! Il colpo di mazzetta in fronte.
Esco e mi siedo su un gradino, il collo si piega a novanta gradi e parte la scia di petrolchimico.
A breve mi si avvicina il vecchio compagno di polemica e si accuccia per terra con la testa a un millimetro dal petrolchimico. Non ho la forza per commentare. Ci pensa altra gente che lo esorta a trovare giacigli più accoglienti, ma lui (ribattezzato permaflex da quella volta) convincerà tutti con un sincero: "fto comodo qui, fto bene...".
La mia testa pesava circa 1000 quintali, ciononostante ero vigile e attento, l'unico problema era che non riuscivo neanche a parlare, e dopo poco si materializza di fronte a me un'auto della polizia che punta il suo potentissimo faro a pochi cm. dalla mia carcassa.
"Cazzoni...", pensai ingenuamente: "non mi avete nemmeno visto".
Non ero io il loro bersaglio, avevano trovato di meglio: Permaflex.
Dopo numerosi richiami senza risposta minacciano di portarlo in questura, al che un ragazzo tra i più sobri, dal portamento pari ad un Homo Erectus, intercede per lui con la giustizia.
Il nostro buon Permaflex vuole dimostrare di avere tutti i crismi di una persona dotata di senno e dignità ma, sfortunatamente, a causa di un recente incidente, parla in maniera molto "biascicata" per ferite alla lingua, e questo, vi confesso, la polizia fa fatica a intuirlo quando ti alzi dal marciapiede infestato di liquami e sostieni di essere sobrio.
Perm. "Non fono vbvonzo, elllalingua...'ncidente!" dice (?) il giovane, mostrando la lingua.
Poliz. "Ma che me fai la linguaccia? Ma come te permetti? Vieni in questura"
Lieto fine: Permaflex si salva. Un pugno di vittoria, ovviamente immaginario, si alza in me.
E' notte fonda, il momento di rientrare, e ovviamente qualcuno deve riportare i sacchi di patate a casa.
Dopo aver barcollato per una ventina di minuti, al fine di ritrovare un minimo di stabilità, vengo caricato in una macchina, davanti, con la testa fuori dal finestrino e un sacchetto di plastica con le maniglie attaccate alle orecchie come bavaglino; mi portano su per le scale, fino alla soglia, ma è lì che dimostro un'insospettabile destrezza e professionalità, riuscendo a infilare le chiavi nella toppa da solo e, prima di sparire per due giorni, saluto: "Grazie a tutti...buonanotte, ciao!".