Inizialmente il casual-style nasce dalle curve degli stadi inglesi ma viene recepito in Italia dai figli di papà all'opposto come "ideale" del vestirsi in maniera alternativa (e non casuale) dove alternativa sta per roba tipo polsini della camicia a vista fuori dal maglione, maglia a collo alto sotto la giacca anzichè la classica camicia, assenza della cravatta eventualmente sostituita dal fazzoletto, colori (anche forti) accostati a piacere, tessuti grezzi (es jeans) accostati con giacche di velluto, scarpe da tennis bianche abbinate ad un vestito "serio" ecc ecc.
Praticamente un atteggiamento "sbarazzino", un rompere le regole sui classici abbinamenti tendendo al "meno impostato e più tranquillo".
Con il tempo però è diventato un atteggiamento e una moda anche questo, è iniziato ad essere "fico" chi vestiva casual e quindi molte marche si sono buttate sul settore; ad esempio una giacca "seria" fa meno casual di una giacca di qualità colorata e tendente allo sportivo, così Lacoste si mette a fare giacche di velluto colorate che costano il doppio di quelle "serie", Prada inizia a fare scarpe sportive che costano 200 euro, Ralph Lauren propone le sue nuove polo colorate come il miglior sottogiacca casual ecc ecc
Praticamente prima era solo un rompere gli schemi, poi è diventata una moda "alternativa" ma di qualità, e un mercato importante.
In seguito (soprattutto da qualche anno a questa parte) invece il casual-style è "tornato" ad essere associato anche in Italia agli ambienti del tifo e delle curve, ai cappellini (di alcune marche), alle scarpe tipo sneakers, occhiali da sole, felpe di alcune marche... insomma il casual-style è diventato fighetto "easy" e nemmeno troppo di qualità.
Praticamente casual ormai è un'accezione che significa tutto e niente allo stesso tempo
Mi pare più o meno tutto bone, ritieniti soddisfatto
