Cantando a voce l'intera scansione delle quartine (in sedicesimi), i colpi finivano esattamente al punto giusto. Questa potrebbe sembrare la scoperta della quadratura del cerchio, il super-metodo per non sbagliare mai.
Peccato che abbia alcune notevoli controindicazioni:
1) è necessaria una straordinaria concentrazione mentale (nonchè abilità a pronunciare lo scioglilingua dei sedicesimi a velocità smodata); in pratica ti va in fumo il cervello e se si pensa che un concerto o una sessione di studio durano una/due ore di media, c'è da diventare pazzi...
2) se riesci malgrado tutto ad ottenere la concentrazione necessaria, tutto la tua attenzione e le energie cerebrali sono rivolte alla scansione temporale dei colpi, non pensi ad altro. Morale: sei precisissimo ma suoni da schifo, anzi... non suoni.
Ora la conclusione è:
o sono io che non sono capace di concentrazione, oppure, esattamente all'opposto, sono proprio troppo concentrato (della serie: troppe pippe mentali!)!
E' chiaro che l'ideale sarebbe avere chiaramente in testa l'esatta scansione delle note e pause da suonare, pensando allo stesso tempo al groove, alla rotondità del suono, badando anche ai movimenti fluidi, non dimenticando le giuste dinamiche, ma stando anche attenti agli altri membri del gruppo (interplay!interplay!), riflettendo anche sul significato del testo cantato, ricordando quello che si è mangiato a pranzo e quello che ti ha detto la tua ragazza prima di uscire...
Ma suonare non dovrebbe essere prima di tutto un piacere?









