da xxx123 il dom mar 30, 2008 10:47 pm
Legni, spessori, lavorazioni, materiali.
I Materiali
Il materiale più utilizzato per la costruzione delle batterie è l'acero, seguito da betulla, mogano, tiglio, bubinga, afromosia, noce, amazoukè, faggio, ciliegio e bamboo. A parte le VISTALITE in plexyglass della Ludwig, l'unica variabile è rimasta quella dei metalli per la costruzione del rullante (ottone, rame, alluminio, acciaio) e quella del carbonio, recentemente introdotta dalla Pearl su alcune Masterworks.
Per la timbrica del tamburo sono determinanti lo spessore del fusto, poichè più sottile è, e più risuona, a leggero scapito del volume, la pelle scelta come battente, la pelle risonante, e il taglio dei bordi.
Molto importanti sono anche le metodologie di applicazione degli strati di legno, poichè su venature verticali la fondamentale di ogni tamburo scende di tonalità, perchè la propagazione è facilitata dalle venature stesse, come fossero dei binari, dall'alto (battente) verso il basso (risonante).
Il suono dipende moltissimo dallo spessore: Un fusto sottile (oggi si arriva al minimo a 5mm, ma esistono da 6, o da 7) conferisce un suono molto risonante, aperto, ricco di armonici, ma di basso volume. Questo poiché, se l'energia data dalla percussione viene utilizzata tutta nella vibrazione, questa si perde perché la vibrazione stessa la attituisce, il suono che deriverà sarà più risonante ma con minor volume.
Lo spessore dei fusti è variabile, in genere dai 5mm ai 12mm, e le caratteristiche di rilievo sono di calore e risonanza per i fusti sottili, potenza, volume e nota centrata per i fusti spessi.
La maggior parte dei batteristi conosce la storia dei marchi americani di inizio secolo (ludwig, Gratsch, Slingerland) e quelli europei che seguirono (premier, hollywood) che, prima dell'avvento
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