da Giovanni Gamberini il lun mag 12, 2008 3:37 pm
...eccomi qua, il solito "vecchiaccio" logorroico e rompiscatole...
Fino a fine anni '70 tutte le casse erano profonde 14 miseri pollici, e nessuno si è mai lamentato della carenza di bassi, specie per le casse da 24" (o da 26"). Capisco che dai tempi di John Bonham ad oggi il suono di cassa che ci si aspetta di sentire sui dischi si è "inciccionito" parecchio (per me ha perso in bellezza, e "si mangia" frequenze naturalmente destinate al basso, rendendo più "faticoso" il suono generale), ma in gran parte ciò dipende dalle tecniche di registrazione e dai "gusti" sonori via via subentrati. Lo strumento in sé c'entra poco o niente.
Qual'è la necessità di casse da 24" (o 26") di profondità "cubica", ingombranti, scomode da trasportare, pesanti, magari anche lente nella risposta, quando con un buon microfono ben piazzato ed un buon mixer si ottiene (quasi) qualsiasi suono da (quasi) qualsiasi cassa, oltretutto data l'enorme scelta di pelli sul mercato?
E' ovvio che la necessità è solo estetica: imitare questo o quel batterista di moda (dato che si parlava di "Travis"), che immancabilmente lega il proprio nome per banali fini di lucro ('sti artisti...) a marchi che - per gli stessi fini - immettono sul mercato presunte mirabolanti ed uniche "innovazioni", con ciò giustificando i prezzi folli delle medesime.
Per decenni e decenni, tutti i più grandi batteristi del mondo hanno usato praticamente lo stesso strumento, ciascuno però producendo un "proprio" inconfondibile suono (ed un proprio stile). In fondo i violinisti hanno fatto lo stesso PER SECOLI, e così i pianisti, etc. Oggi invece qualunque "star" della batteria si "inventa" un set personalizzato ed unico, subito puntualmente acquistato in massa da tutti i seguaci (caso tipico: il solito Portnoy, che ogni tre giorni cambia set, e tutti i "polli" dietro, a rimpinguare le tasche sue e del fortunato costruttore di tamburi). Eppure nessuna di queste "star" ha un "proprio" suono, perché il suono ormai lo fa il fonico (così come lo "stile" lo fa - anzi lo disfa - ProTools).
Capisco che qui si chiedeva un semplice consiglio, una preferenza motivata, riguardo ad alcune opzioni di misure, e non una tirata insopportabile sul "si stava meglio quando si stava peggio". Lo capisco e me ne scuso in primo luogo col titolare del thread, che dal mio intervento non ricaverà alcun aiuto utile a sciogliere i suoi dubbi; però abbiate pazienza, è un po' come se mi avessero chiesto "Meglio i ravioli col burro o direttamente con il lardo?" e io avessi ritenuto di rispondere "Meglio con l'olio di oliva, almeno per me".
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E comunque non vedrei male una cassa da 24" profonda anche "soltanto" 16 pollici (toh! 18! esageriamo!) ed il classico timpano da 18" profondo 16" (almeno questo lasciatecelo, a noi "vecchietti"...).
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